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12/21/25

GMZ - 'Diario di bordo'

Sia detto fin da subito: Diario di bordo ha molto da offrire, oltre ai due brani in "formato hit" che GMZ (al secolo Gianmaria Zanier) ha suonato online - sul palco - rispettivamente con gli Osanna e i Phoenix Again ("Energia nuova da bruciare" e "Amare... Soffrire... Gioire...").
Le conoscenze di GMZ in ambito cantautorale e nel progressive rock gli sono molto d'aiuto in fase sia creativa sia realizzativa. 

M.P. & RECORDS, G.T. Music


    Tutto ha avuto inizio da questa esibizione dal vivo con i Phoenix Again alla 'Casa di Alex' di Milano... allora c'era ancora Antonio Lorandi.

A supportare in Diario di bordo il cantautore / musicista / giornalista / DJ c'è buona parte dell'Who's Who del jazz-rock e del rock progressivo italiano. Si incomincia con

Gigi Venegoni: chitarra acustica, chitarra elettrica e mixaggio in "Energia nuova da bruciare"; mixaggio in "Amare... Soffrire... Gioire..." (versione live con i Phoenix Again). Venegoni (classe 1951) è un pioniere del jazz-rock nostrano. Co-fondatore degli Arti & Mestieri e apprezzato polistrumentista, ha anche un proprio gruppo: Venegoni & Co. (dal 1977). È nel progetto Banda Belzoni.

Piero Mortara: piano elettrico & synth in "Energia nuova da bruciare" e fisarmonica in "Interludio". Torinese, Piero Mortara è, tra le altre cose, un collaboratore di lunga data di Luigi / Gigi Venegoni; ha suonato anche con gli Arti & Mestieri. È, soprattutto, un noto fisarmonicista: fa parte dell'Aria Accordeon Trio.

Sergio Lorandi: basso elettrico (Fender Jazz Precision, appartenuto al rimpianto Antonio Lorandi) in "Energia nuova da bruciare"; chitarra elettrica in "Outsider (Prologo)" e "Outsider (Epilogo)". Per gli appassionati del neoprog, non avrebbe bisogno di presentazioni, ma comunque lo specifichiamo: Sergio Lorandi è un componente dei bresciani Phoenix Again.

Silvano Silva: anche lui della scuderia dei Phoenix Again (ma le sue prime esperienze musicali risalgono all'infanzia), vanta numerose collaborazioni. Suona la batteria in "Energia nuova da bruciare". 

Inoltre: i Phoenix Again in "Amare... Soffrire... Gioire... (Live Version)" e gli Osanna in "Energia nuova da bruciare (Live Version)".

Il bassista milanese Fabio Del Torchio ha suonato in tutti gli instrumentals, dei quali ha fatto peraltro l'equalizzazione.

E, distribuiti in vari brani:

La violinista e cantante Noemi Mazzoni, qui presente "solo" come violinista: in "Stile Libero (Parte 1 & 2)". Egidio Perduca, polistrumentista e compositore piemontese. Alfredo Ponissi (sì, il famoso jazzista di Torino; sax e flauto). Stefano Pastor (tra i più importanti e innovativi musicisti jazz contemporanei; violino). Il grande maestro delle chitarre Fabrizio Ugas. Il pianista, tastierista, compositore Stefano Nozzoli. 

Da non dimenticare, naturalmente:

Gianmaria Zanier (GMZ): voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra classica, chitarra 12 corde, pianoforte, piano elettrico Fender Rhodes e Wurlitzer, synth, organo, clavinet, basso elettrico in "Uscita di sicurezza"; mixaggio di tutti i brani strumentali. 

 

    "Energia Nuova da Bruciare" (Gianmaria Zanier feat. Osanna, al 'Porretta Prog Legacy 2025')
 

Le tracce sono 22, con il timone che sembra virare molto spesso verso Sud, là dove si colgono echi dei brani più "mediterranei" della PFM (ma anche degli stessi Osanna; e di Pino Daniele in "Amare... Soffrire... Gioire..."), con qualche giro, qua e là, sulle onde più varie e sui cavalloni (ci sono ad esempio richiami ad Alberto Fortis e forse anche al Banco del Mutuo Soccorso in "Rinascendo ora per ora").
Si coglie, lungo tutta l'opera, un senso di empatia vicendevole tra suonatori e ascoltatori, come se, al di là del momento in cui il CD viene messo su, un'energia invisibile si trasmettesse dagli uni agli altri e ritorno. Sembra a volte che quest'impresa
(a proposito: Diario di bordo è acquistabile anche presso il distributore ufficiale) sia nata per scherzo, per fare musica tra amici, e che abbia preso una piega seria - e anche impegnativa! - man mano che le composizioni venivano suonate e messe a punto.

 
Zanier su Facebook

Niente male, secondo noi, la scelta di inserire, in coda, dei pezzi strumentali. Il tutto parte con "Interludio", che potrebbe benissimo essere un Andante di Nino Rota (e rammenta infatti qualche film felliniano). E si decolla poi con "Il prezzo da pagare"...
Le canzoni di GMZ hanno testi fruibilissimi, ma ciò che sorprende è che, quando inizia la (lunga) parte dei brani non cantati, vi si cerca una sensazione, un significato, da attribuire alle singole melodie; ed ecco che titoli come il suddetto "Il prezzo da pagare", come "Tutto sommato, va bene così...", "Tentativo di fuga", "Ombre cinesi" e i vari altri, arrivano a centrare proprio quelle immagini che le note ci hanno creato dentro.

     


Facit: bellissimo CD! E piacevolissimo da ascoltare, con punte di ottima inventiva nei brani tendenti al jazz-rock. Grandi musicisti (basti sentire gli assoli nelle songs) e... complimenti sinceri a Gianmaria Zanier, importante paladino - con la sua trasmissione Prog & Dintorni e relativo gruppo Facebook (seguitissimo!) - della buona musica 'progressive'.

     "In continuo movimento"

9/24/25

Randone - 'Singles & Unreleased'

Rock progressivo italiano: RANDONE.

Una piccola oasi di eccellente musica progressive, purtroppo semi-obliata.

Singles & Unreleased



1 "Il Buono" (from The Spaghetti Epic 2 - Musea 2009) 25:09
2 "Jill" (from The Spaghetti Epic - Musea 2004) 21:51
3 "Rune 49" (from Kalevala: A Finnish Progressive Rock Epic - Musea 2008) 8:57
4 "Sguardo Verso Il Cielo" (Unreleased) 6:41
5 "Father, Son" (from Family Snapshot: a tribute to Genesis solo careers - Mellow Records 2013) 4:22

Oltre un'ora di sonorità sopraffine, con muggiti di sintetizzatori e impennate di chitarre elettriche, testi e canti strazianti e/o romantici, e le classiche melodie bellissime di Nico Randone, questo Mozart del rock odierno.



            LINKS attinenti:





Un vecchio articolo (2014) di Nick "Art" Randone




4/25/25

I due lavori di transizione del Banco

 Nella formazione storica della band capitolina militavano i fratelli Gianni e Vittorio Nocenzi (tastiere e pianoforte), Francesco di Giacomo (voce), Rodolfo Maltese (chitarra; e occasionalmente fiati) e Pierluigi Calderoni (batteria); ma sono stati numerosi i cambi di personale, specialmente nella sezione ritmica. 

 Tra il 1972 e il 1985 pubblicarono ben dodici album, anzi: diciamo dieci, visto che Banco (1975) fu una specie di 'best of' in inglese e As in a Last Supper è solo la versione inglese di Come in un’ultima cena, 1976. 

Come in un'ultima cena fu tra l'altro il terzo e ultimo album del Banco prodotto dalla Manticore Records (degli Emerson, Lake & Palmer). Un onore che, per quanto riguarda gli artisti del Bel Paese, la storica etichetta aveva riservato solo alla PFM.


È logico che, per gli amanti del rock progressivo, gli album del Banco da possedere a tutti i costi sono soprattutto il primo (ha fatto storia il vinile in una confezione a forma di salvadanaio di terracotta), il suo seguito dal titolo Darwin! e ovviamente Io sono nato libero: tutti usciti tra il 1972 e il 1973. 

In quest'ultimo ci sono le splendide "Non mi rompete" (che fa capire in che maniera la band, similmente a Le Orme, riesce a nobilitare la forma "canzone") e "Canto nomade per un prigioniero politico" (che dura più di 15 minuti e rappresenta uno dei punti massimi del rock progressivo italiano). Darwin! è un concept album sull’evoluzione. E l'album di debutto contiene capolavori del prog rock come "Requiescat in pacem" e "Il giardino del mago" (lunga oltre 18 minuti).


Nonostante queste tre pietre miliari della musica in assoluto (al di là dei generi), ci si rattristisce ad apprendere che, presso la massa dei consumatori, la loro canzone più famosa sia "Moby Dick", pezzo del 1983 la cui risonanza li portò, due anni dopo, a partecipare al Festival di Sanremo (con "Grande Joe"). (Molto popolare anche "Paolo Pa", dall'album Urgentissimo del 1980.)



 ... di Terra

(1978)

                     Primo album a recare il solo nome "Banco" 

... di Terra e l'album successivo Canto di Primavera ('79) sono stati gli ultimi due dischi in studio davvero belli del Banco prima che finalmente uscissero - in tempi recenti - Transiberiana e Orlando: Le Forme dell'Amore, che sono riusciti, in qualche modo, a rappacificare i fans con il gruppo. In mezzo, tutta una serie di album in studio pochissimo o per niente amati dalla maggioranza degli aficionados del BMS. Forse si salvano veramente, di quel periodo di transizione, solo il remake di Banco del Mutuo Soccorso (ossia l'album Salvadanaio, riproposto nel 1991) e il remake di Darwin! (stesso anno, 1991).

Dopo il deludente Il 13 (1994), un silenzio - almeno in sala di registrazione - durato ben 25 anni, fino all'uscita appunto di Transiberiana. Ma Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, purtroppo, nel fattempo se n'erano andati (uno nel 2014, l'altro nel 2015) e Gianni Nocenzi aveva lasciato la band di gran lunga.


              Line up di ... di Terra 

      (un album notevole, strumentale, ispirato dalla musica classica, in cui il progressive rock si inserisce al momento giusto)

  - Rodolfo Maltese: electric & acoustic guitars, trumpet

  - Vittorio Nocenzi: Crumar DS2 synth, Pari organ, electric piano, orchestration & conducting

  - Gianni Nocenzi: piano, orchestrations

  - Renato d'Angelo: bass

  - Pierluigi Calderoni: drums, timpani, percussion

              With:

  - Alan King: flute, contralto sax

  - Orchestra dell'Unione Musicisti di Roma

  - Antonio Scarlato: orchestrations


I titoli dei brani, letti di seguito, compongono una poesia vergata da Francesco Di Giacomo:

“Nel cielo e nelle altre cose mute, terramadre, non senza dolore, io vivo.

Né più di un albero non meno di una stella nei suoni e nei silenzi di terra”.


Dunque il Banco si avvicina piano piano alla forma canzone pop più classica, abbandonando le lunghe composizioni tipiche del rock progressivo. Ma attenzione: lo fanno senza mai rinunciare alla qualità! E c'è sempre qualcosa di "traverso", richiami colti, allusioni anche letterarie nel loro (sigh!) pop.

Il cambio di strada è una scelta e noi non riteniamo di dover pronunciare la parola "pop" in maniera denigratoria: anche il progressive rock, alla sua nascita, era chiamato "pop" (pur se, più propriamente, si trattava di rock sinfonico - vedi i nostri articoli su Procol Harum e The Moody Blues -, andatosi via via arricchendo di elementi jazz - la Scuola di Canterbury, King Crimson, Van Der Graaf Generator e altri). 

Una delle più belle composizioni brevi del Banco è la splendida "E mi viene da pensare" che è contenuta in Canto di primavera del 1979, album che segna l’abbandono (parziale!) del progressive e l’accettazione della forma canzone da 4 o 5 minuti. In questo che è il loro ottavo album, caratterizzato da suggestioni etniche e atmosfere pastorali, Giovanni Colaiacomo (dei Kaleidon) subentra al basso, sostituendo D'Angelo.


Siamo ancora su buoni livelli compositivi, i brani si ascoltano con piacere; tracce come "Sono la bestia", la terza dell'album, farebbero la loro porca figura in qualsiasi platter di qualsiasi gruppo di rock progressivo di ieri e di oggi. 

Sempre ottimo il lavoro di tastiere dei fratelli Nocenzi; funzionale qui il canto di Di Giacomo, non centrale come in altre opere e tuttavia "sentito" nelle due ballad "Niente" e nella suddetta "E mi viene da pensare", le quali richiamano il lato più intimo e delicato del gruppo. In particolare colpisce la performance di "Big Francesco" nel secondo dei due brani citati, che verrà successivamente dedicato alla memoria di Demetrio Stratos - cantante degli Area che era venuto a mancare dopo una malattia proprio nel 1979.

Altra canzone "ricantabile" e bella nella sua intimità urbana che profuma di stanzette di adolescenti solitari è "Interno Città" (la più lunga del lotto, con i suoi 6 minuti e 46 secondi).


                      Lineup di Canto di primavera

  - Francesco Di Giacomo: vocals

  - Rodolfo Maltese: electric & acoustic guitars, charango, bouzouki, trumpet, horn

  - Vittorio Nocenzi: keyboards, synthesizers

  - Gianni Nocenzi: Yamaha electric piano, clarinet

  - Gianni Colaiacomo: bass, fretless bass, 6-string bass

  - Pierluigi Calderoni: drums, timpani, percussions

                    With:

  - Luigi Cinque: soprano sax, harmonica, Mongol mouth harp

  - George Aghedo: percussions


Canto di Primavera rappresenta quindi un'operazione di rinnovamento stilistico del Banco del Mutuo Soccorso (Banco o BMS che dir si voglia). A così tanti decenni di distanza dall’uscita di questo disco, si può serenamente affermare l’evidente bontà dei pezzi. Canto di Primavera chiude con successo il periodo artisticamente migliore della formazione romana che, a partire da quel momento e per tutto il decennio Ottanta e buona parte dei Novanta, rimodellerà il proprio modo di scrivere canzoni, distanziandosi - in parte, almeno - dal glorioso passato.

 Il nuovo Banco del Mutuo Soccorso, con Tony D'Alessio alla voce


LINKs correlati

4/24/25

Quando il Banco del Mutuo Soccorso "went English"

L'articolo di Fabio Zuffanti su Rolling Stone "Do you speak prog? Dieci tentativi di internazionalizzare il progressive italiano" ci rammenta degli anni in cui gruppi come la Premiata Forneria Marconi, Il Banco, Le Orme e compagnia bella sognarono (lecitamente!) di poter conquistare il mercato anglosassone offrendo, al pubblico di altre lande, la loro musica con i testi nella lingua di Shakespeare.

                          

Oggi ci sono gruppi nostrani come i Barock Project che si esibiscono senza difficoltà in Germania, Olanda... Successo meritato, sia pure non eclatante in fatto di vendite. Nel tempo che fu (è trascorso mezzo secolo e oltre!) occorreva appoggiarsi ai "compagni di genere" e i sogni erano immensi. La Manticore Records, così come certe etichette discografiche giapponesi, ha fatto molto per il RPI (Rock Progressivo Italiano; in inglese credo qualcuno lo scriva "IPR").

           

Grandissimo l'album 'Banco', l'esordio in inglese del Banco del Mutuo Soccorso e Francesco Di Giacomo per l'etichetta (vedi sopra) Manticore (di Greg Lake: Emerson, Lake & Palmer).


Era il 1975. Scopriamo che Di Giacomo è emozionante (nonché credibile) anche in una lingua non sua, che sembra ben padroneggiare. Ascoltatevi "Leave Me Alone", che sarebbe la versione di "Non mi rompete" nell'idioma del bardo di Stratford-upon-Avon!



1. "Chorale" (From "Traccia" Theme) (2:30)

2. "L'Albero Del Pane" ("The Bread Tree") (4:45)

3. "Metamorphosis" (14:54)

4. "Outside" (7:42)

5. "Leave Me Alone" (5:20)

6. "Nothing's The Same" (9:58)

7. "Traccia II" (2:42)


  - Francesco Di Giacomo: vocals

  - Rodolfo Maltese: electric & acoustic guitars, trumpet, backing vocals

  - Vittorio Nocenzi: organ, synthesizer, Mellotron (strings), producer

  - Gianni Nocenzi: grand piano, clarinet, synthesizer

  - Renato D'Angelo: bass, acoustic guitar

  - Pier Luigi Calderoni: drums, percussion


 BMS allora



... e l'anno dopo...




Come in un'ultima cena del Banco del Mutuo Soccorso, 1976: il canto del cigno del prog rock italiano del periodo classico (il punk e la disco music domineranno, manipolandoli, i tardi Anni '70 e tutti gli Anni '80).
Il brano più lungo arriva qui ai 7 minuti e mezzo. Il progressive è ancora presente ma si fanno spazio già i motivi pop, e ciò, soprattutto in seguito, fu ragione di cruccio per i fans della prima ora del Banco.


1. "...a cena, per esempio" (6:20) 2. "Il ragno" (4:55) 3. "È così buono Giovanni, ma..." (3:32) 4. "Slogan" (7:23) 5. "Si dice che i delfini parlino" (5:50) 6. "Voilà Mida" ("Il guaritore") (6:14) 7. "Quando la buona gente dice" (1:57) 8. "La notte è piena" (4:14) 9. "Fino alla mia porta" (4:30) - Francesco Di Giacomo: lead vocals - Rodolfo Maltese: electric & acoustic guitars, trumpet, French horn, vocals - Vittorio Nocenzi: Hammond organ, synthesizer, harpsichord, Solina, vocals - Gianni Nocenzi: electric & acoustic pianos, synthesizer, clarinet, recorder - Renato D'Angelo: bass, acoustic guitar - Pierluigi Calderoni: drums, percussion

La scomparsa - risalente ormai a oltre un decennio fa - di una delle più grandi voci del progressive italiano ha rattristato tutti i cultori del genere. Il modo migliore per ricordare Francesco Di Giacomo è quello di riascoltare la sua straordinaria voce. Uno dei brani prediletti dai suoi ammiratori è contenuto proprio in questo album: "È così buono Giovanni, ma..." Lo si potrebbe ascoltare all'infinito, senza mai stancarsi. Ovvio: i primi tre album della band sono senza ombra di dubbio i migliori della loro carriera, ma anche nella produzione posteriore troviamo perle non da poco. "È così buono Giovanni, ma..." ha un'intensità e un impatto emotivo paragonabili a quelli di "R.I.P." e "Non mi rompete".

Nello stesso 1976, Come in un'ultima cena venne realizzato altresì in lingua inglese (As in a Last Supper) con i testi di Angelo Branduardi: un po' troppo "cerebrali" per essere recepiti dal pubblico anglosassone. Sarebbe stato meglio chiamare Peter Sinfield o Peter Hammill, come già accaduto rispettivamente per la PFM e per Le Orme di Felona & Sorona.
Comunque, questo Come in un'ultima cena è un album che ancora si lascia apprezzare. Anche in inglese! Di Giacomo lo rimpiangiamo per vari motivi - e a ragione.
Links attinenti (circa album recenti, senza più Big Francesco)

   Transiberiana (2019)




3/29/25

The Rome Pro(G)ject: in arrivo il capitolo VI

 Come annunciato nella pagina ufficiale Facebook di The Rome Pro(G)ject, sta per arrivare "the sixth and final chapter of TRP saga".

Il titolo:

             VI - We Wandered 1229 Years Far From Home Ad Gloriam Romae


Vincenzo Ricca con Steve Hackett



 Una piccola storia

  The Rome Pro(G)ject iniziò così.



Era il 2012. E sì, la voce narrante è quella di Francesco Di Giacomo. E la lista di nomi che leggerete qui sotto è autentica: l'Who's Who del progressive rock!
Il tastierista e compositore Vincenzo Ricca (Cosenza, 1962), riuscì a convocare, per il suo primo album (sottotitolo: "A Musical Walk Through the History and the Places, the Greatness and the Beauty of the Eternal City"):

  - Steve Hackett: electric guitar (6,10)
  - David Cross: electric & acoustic violins (3)
  - David Jackson: saxophone, flute & whistle ( 8 )
  - Richard Sinclair: fretless bass (7)
  - John Hackett: flute (5)
  - Nick Magnus: keyboards & virtual guitar, drums & other (5)
  - Francesco Di Giacomo: narration & vocals (1,2)

Suonarono inoltre nell'album:

  - Paolo Ricca: electric guitar (2)
  - Mauro Montobbio: electric & acoustic guitars (4,9), keyboards (4)
  - Giorgio Clementelli: acoustic guitar (7)
  - Elisa Montaldo: grand piano (4)
  - Jerry Cutillo: flute (7)
  - Franck Carducci: electric bass (2,3,8), 12-string guitar (3)
  - Fabio Gremo: electric bass (4)
  - Danilo Chiarella: bass (6), fretless bass (9)
  - Luca Grosso: drums (2,3,7,8)
  - Paolo Tixi: drums (4)
  - Maurizio Mirabelli: drums (6,9,10)

***


"Augustus (Primus Inter Pares)", brano da Of Fate and Glory, 2016



The Rome Pro(G)ject è un'impresa espansa negli anni. Of Fate and Glory arriva un buon quadriennio dopo il debutto e qui il sogno di Vincenzo Ricca si concretizza ulteriormente. Come nel primo album, sono coinvolti di nuovo Steve Hackett e David Jackson. Ma il musicista cosentino ha arruolato, nella straordinaria ciurma, anche Billy Sherwood. E i nomi di questi quattro musicisti (Ricca, Hackett, Jackson e Sherwood) sono stampati sulla copertina dell'album. 

Per non voler sminuire tutte le persone coinvolte nella registrazione, ecco la line-up completa di Of Fate and Glory:

  - Vincenzo Ricca: keyboards, bass (7,9), drum programming (9), composer, arranger, producer
  - Steve Hackett: electric (1,6,11) & classical (6,11) guitars
  - Billy Sherwood: guitar (2,10), bass & drums (2,3,6,10), saxophones (6)
  - David Jackson: saxophones, flute & whistle (5,7,8)

         With:
   - Joanna Lehmann-Hackett: vocals (1)
   - Franck Carducci: acoustic guitar & bass (4)
   - Giorgio Clementelli: acoustic guitar (7)
   - Mauro Montobbio: guitar synth (7), classical guitar (11)
   - Paolo Ricca: electric guitar (9)
   - Riccardo Romano: piano (1), harp (4,5), mixing
   - Lorenzo Feliciati: bass (1,5,8)
   - Daniele Pomo: drums (1,5,8)
   - Luca Grosso: drums (4,7)


***


Dal terzo capitolo della saga, o epopea che dir si voglia:

"Aere Perennius IV".

Nel 2017 viene calato, nell'ottica di The Rome Pro(G)ject, un asso pesante: 
Exegi Momentum Aere Perennius. Come tutti gli altri album della serie, anche questo è da 4 stelle su 5. Con la voce di Francesco Di Giacomo nei panni di Titus Livius...



  - Vincenzo Ricca: keyboards, composer, arranger, producer
  - Steve Hackett: electric & classical guitars
  - Nick Magnus: piano
  - David Jackson: saxophone & flute
  - John Hackett: flute
  - David Cross: electric violin

           With:
    - Franck Carducci: 12-string guitar & bass
    - Paolo Ricca: electric guitar
    - Roberto Vitelli: bass, Moog Taurus pedals
    - Daniele Pomo: drums
    - Francesco Di Giacomo as Titus Livius

***


Beaten Paths Different Ways
(2020)

(con brani precedentemente non inseriti negli altri album e tracce ri-arrangiate).

New entry di eccezione: Bernardo Lanzetti.

  - Vincenzo Ricca: keyboards, vocals, bass
  - Steve Hackett: electric guitars
  - Nick Magnus: piano, keyboards
  - David Jackson: saxophone & flute
  - John Hackett: flute
  - David Cross: electric violin
  - Bernardo Lanzetti: vocals
  - Richard Sinclair: vocals, fretless bass
  - Billy Sherwood: bass, drums

          With:
   - Franck Carducci: 12-string guitar & bass
   - Paolo Ricca: electric guitar
   - Roberto Vitelli: bass, Moog Taurus pedals
   - Daniele Pomo: drums
   - Jerry Cutillo: flute
   - Giorgio Clemetelli: acoustic guitar
   - Mauro Montobbio: electric & classic guitars
   - Luca Grosso: drums
   - Lorenzo Feliciati: bass
   - Riccardo Romano: piano
   - Danilo Chiarella: bass
   - Maurizio Mirabelli: drums

         Special guests:
  - Joanna "Jo" Lehmann Hackett: vocals
  - Francesco Di Giacomo: vocals


***


The Rome Pro(G)ject - Compendium of a Lifetime (V)
(2022)

È una specie di antologia in cui troviamo anche Tony Levin in squadra. Una squadra che è un po' la crème de la crème del prog / neoprog internazionale: 
Steve Hackett e suo fratello John, Tony Levin come detto, Bernardo Lanzetti che ha cantato per (e nei) PFM, Acqua Fragile, Mangala Vallis..., Nick Magnus alle tastiere,  Dave Jackson (VDGG) al sax... insieme a rappresentanti più giovani del genere: il bassista Roberto Vitelli (Ellesmere, Tapobran, Areknames, The Samurai of Prog), Frank Carducci alla chitarra e al basso, Daniele Pomo che è il batterista di Ranestrane, Tony Patterson che è il cantante - tra gli altri - di Re-Genesis...!


***

    LINKs

             "The Rome Pro(G)ject" (articolo del 2021)

               L'homepage di Vincenzo Ricca


                  The Rome Pro(G)ject su Prog Archives



2/26/25

Ologram, progressive rock band da Siracusa

Dopo La Nebbia (2022), è uscito La mia scia, degli Ologram!

     




Dopo averci dato prova delle loro abilità tecniche con La Nebbia, torna il quintetto progressive rock / prog metal del bassista e compositore Dario Giannì con questo album che reca un titolo che si intarsia nell'insieme dei significati della ruota della vita o samsara. 
I testi di tutto l'album sono significativi, profondi, e le atmosfere importanti: un rock eccellente che varia dal sinfonico all'heavy! 
Un must per gli amici del neoprog italiano.



Line up

- Dario Giannì: basso
       - Lorenzo Giannì: chitarre
            - Roberto Giannì: tastiere
       - Fabio Speranzo: voce solista
            - Giovanni Spadaro: batteria

Guests

       - Gabriele Agosta: voce
          - Mateo Blundo: viola, violino
        - Raffaele Schiavo: voce


    "Luna Piena", il terzo brano


Cercate l'album sui negozi online o ordinatelo direttamente alla band.




10/22/24

Il nuovo album dei Quanah Parker parla di catarsi e rinascita

 Nel Castello delle Fate 
Un labirinto di delizie dove lasciarsi soggiogare



Ispirazione e profondità caratterizzano gli album dei Quanah Parker. Anche questo loro ultimo Nel Castello delle Fate ha potenzialità di successo grazie a musica non ostica ma accessibile, raffinata, ben suonata.

L’idea del concept e le sue musiche sono di Riccardo Scivales, i testi di Meghi Moschino. Arrangiamenti: Quanah Parker.
Scivales Music SM007. Distribuzione internazionale: MaRaCash Records.

L'opera racconta con una sorta di allegoria un percorso catartico, in un teatro ristretto ma con linguaggio planetario. Scivales e i Quanah Parker usano gli stilemi del progressive rock, però con un'apertura crossover necessaria dati i tempi. Se è caduto il Muro di Berlino, non c’è da meravigliarsi che cadano anche gli steccati tra scene e generi musicali...


Protagonista del concept è un uomo che si è smarrito e giunge a un misterioso castello che è abitato da avvenenti Dame Fatate. Dapprima spaventate per la nuova presenza, esse fuggono e si disperdono su per lo scalone del castello, per poi invitare l'uomo ognuna nella propria stanza e sedurlo con la loro Bellezza e le loro Arti Magiche.

«Vagando ferita per strade sconosciute, l’Anima si imbatté magicamente in un Castello Fatato. Luci, voci e suoni magnetici lo abitavano. Era giunto il momento di varcare quella soglia... “Entra, e i tuoi mali guarirò... In ogni stanza c'è la speranza, segui l'istinto che è in te: troverai braccia che ti cullano e ti poseranno in alto, dove la leggerezza ti permetterà di spiccare il volo. E poi, con il Magico Carillon, dipingerai la tela dei tuoi sogni. Le Fate ti aspettano.”» 
 


Foto di Francesca Barriviera. Tante altre le troverete nel booklet del CD.


Ascoltiamo l'opera passo dopo passo.
Dopo l'ingresso, veniamo introdotti in un'atmosfera intrigante. Ben presto ci rendiamo conto che non siamo in ambito ostile. Il contesto ci incuriosisce. Vediamo una mano che si tende attraverso il velo: non è minacciosa ma vuole accompagnarci a un luogo, a un punto d'arrivo riservato a noi.
Procediamo tra buon rock "teso" (sostenuto ma non hard) e arie magiche. L'incanto della voce, delle voci, con i loro echi e richiami del passato parlano e cantano di occulto, ma è magia bianca, nulla di cui temere. Levitiamo tra  carillon e gocce di cristallo, inebriandoci alla bellezza dell'ignoto.
Tutto ciò non è fine a se stesso e ha un significato doppio. Il CD ci racconta di un'avventura che ha a che fare con la Guarigione, nel vero senso della parola: Riccardo Scivales, colpito dal Covid, ha dovuto a lungo lottare contro le conseguenze della malattia. E cosa ti può guarire? La Musica; soprattutto se il dono ti viene recato dalle mani di una Donna.


La line-up della band vede, accanto a Scivales, a Pirrotta, a Ongaro e a Simeoni, la splendida vocalist Meghi Moschino. E come ospite speciale c’è anche una figlia di Riccardo, Martina.



  - Riccardo Scivales: tastiere
  - Meghi Moschino: voce, assorted percussion
  - Giovanni Pirrotta: chitarre
  - Alessandro Simeoni: basso elettrico
  - Paolo Ongaro: batteria

        Special Guest 
  - Martina Scivales: voci aggiuntive e improvvisazione al piano in "Giochi di Fate al Piano"


                        Disponibile su    Ma.Ra.Cash Store



Meghi Moschino (che è anche insegnante di canto): oltre ad essere la cantante dei Quanah Parker, forma, insieme a Riccardo Scivales, il duo Magico Carillon.


Al termine dell'avventura il protagonista si sente un  uomo nuovo; esce dal Castello e si ritrova bambino a camminare tra l’erba alta di un meraviglioso prato luminoso, dove sua madre lo attende e lo prende per mano.

   

Il CD è uscito per le edizioni Scivales Music (numero di catalogo SM007). Si può ordinare sia scrivendo a riccardo.scivales@gmail.com (15 euro + spese spedizione e tasse) che al suo distributore mondiale Ma.Ra.Cash Records. 



La nostra prima reazione:

"Sono senza parole. Pensando al tema, mi dicevo (a priori) che forse oggi il 'pubblico' (d'accordo, è un concetto astratto, in fondo) ha bisogno di altro, testi realistici ecc. Ma già fin dalle prime battute sono stato avviluppato dalle atmosfere. Peraltro, con questi suoni maturi, avanzati, e con questa voce solista ammaliante, non c'è da poter rimanere indifferenti. Grandissimo prog rock, rock sinfonico di livello elevato."


   

Da notare che i brani sono stati composti nella maggior parte  già nel 2021 e sono stati suonati con successo in vari concerti dei Quanah (e del Magico Carillon di Meghi e Riccardo). 
L'annuncio per un nuovo album era stato dato già un paio di anni fa. Poi la pandemia con i suoi lockdown - insieme ad altri fattori - hanno rallentato la realizzazione su disco. 
E finalmente... Rinascita e gioia!


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Contatti: Riccardo Scivales         
  • Cell.: 338-3178693              
  • Email: riccardo.scivales@gmail.com