Visualizzazione post con etichetta rock. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rock. Mostra tutti i post

12/21/25

'Best of Prog 2025' (secondo noi)

 La classifica di Prog Bar Italia: 

il "Best of" del 2025

[Naturally this is our personal opinion!]


Best Drummer:                Grégoire Galichet (Kwoon, FRA)


Best Bassist:                Tim Esau (IQ, UK)


Best Keyboardist:       Christopher "Chris" Buzby (Echolyn, USA)


Best Guitarist:      Krister Jonsson (Karmakanic, SWE)


Best Vocalist:     Sondre Skollevoll (Moron Police, NOR)


Best Album:        Dominion (IQ, UK)


Best Band:         Cosmograf (UK)



Gli album dei Cosmograf (alias Robin Armstrong), compreso l'ultimo, The Orphan Epoch, sono su Bandcamp


Best Reissue:                      Aqualung Live (Jethro Tull)


Best New Band:               The Far Cry (USA)


....

9/24/25

Randone - 'Singles & Unreleased'

Rock progressivo italiano: RANDONE.

Una piccola oasi di eccellente musica progressive, purtroppo semi-obliata.

Singles & Unreleased



1 "Il Buono" (from The Spaghetti Epic 2 - Musea 2009) 25:09
2 "Jill" (from The Spaghetti Epic - Musea 2004) 21:51
3 "Rune 49" (from Kalevala: A Finnish Progressive Rock Epic - Musea 2008) 8:57
4 "Sguardo Verso Il Cielo" (Unreleased) 6:41
5 "Father, Son" (from Family Snapshot: a tribute to Genesis solo careers - Mellow Records 2013) 4:22

Oltre un'ora di sonorità sopraffine, con muggiti di sintetizzatori e impennate di chitarre elettriche, testi e canti strazianti e/o romantici, e le classiche melodie bellissime di Nico Randone, questo Mozart del rock odierno.



            LINKS attinenti:





Un vecchio articolo (2014) di Nick "Art" Randone




5/23/25

Versatilità e inglesità: gli Haken

Tutte le cronache iniziano con: "Gli Haken si sono formati a Londra nel 2007". In realtà i tre amici di scuola che diedero inizio alla band l'avevano formata già nel 2004, solo che "il lato serio della vita" (ossia lo studio) li separò. Dunque si concentrarono per un po' sui libri. Stiamo parlando di Ross Jennings, cantante, e dei due chitarristi Richard Henshall e Matthew Marshall. Volevano suonare un prog rock moderno ed è quello che cominciarono a fare tre anni dopo, insieme ad altri tre musicisti - tra cui il batterista Ray Hearne. 

Nel luglio dello stesso anno (2007) diedero già il loro primo concerto, insieme ai polacchi Riverside. Registrarono un demo - Enter the 5th Dimension e il primo album, Aquarius, era già sulla rampa di lancio. Ogni cosa si presentava promettente; tuttavia, il chitarrista Matthew Marshall e il tastierista Peter ("Pete") Jones se ne partirono per altri lidi. Con i nuovi componenti, il giovane sestetto si esibì ancora, sempre nella zona di Londra; tra gli altri, come supporto ai King's X (a Wolverhampton e Camden, nel gennaio 2009). Nell'ottobre 2009, la band divise il palco con i losangelini Bigelf nel loro tour attraverso il Regno Unito.




Intanto, al posto di Jones era subentrato il tastierista Diego Tejeida. La formazione a questo punto era composta da:

Ross Jennings (cantante), Richard "Hen" Henshall (chitarra, tastiere, cori), Charles Griffiths (chitarra, cori), il suddetto Tejeida, Thomas MacLean al basso e Raymond Hearne alla batteria. Oggi, di quella line up (che compare anche nei credits di Aquarius) sono ancora presenti Jennings, Henshall, Griffiths e Hearne; Peter Jones (il tastierista) è ritornato 4 anni fa circa per sostituire Tejeida, e Corner Green è, dal 2014, il nuovo bassista.

Ross Jennings

Gli Haken sono considerati - e non da oggi! - una delle band più talentuose e autentiche del progressive metal moderno. Sono noti per la loro abilità strumentale straordinaria e per la capacità di fondere in modo assai fluido elementi di progressive rock classico, metal, jazz, pop e perfino djent. Album come The Mountain (2013, il loro primo per Inside Out Music) e Vector (2018) mostrano una grande varietà stilistica, con composizioni complesse ma accessibili.

   The Mountain, l'album del 2013


Pur richiamando influenze di gruppi del rango di Dream Theater o Porcupine Tree, hanno un suono distintivo, spesso caratterizzato da armonie vocali ricche e cambi di atmosfera dinamici. Paragonati ad altre formazioni famose, come ad esempio i Transatlantic, gli Haken hanno dalla loro - oltre all'"inglesità", che giustamente viene spesso sottolineata - anche la compattezza degli album. The Mountain o anche Fauna sono focalizzati su atmosfere cinematografiche e melodie accattivanti, pur presentando l'obbligatorio groviglio calcolato di suoni e combinazioni nodali. 

 Richard Henshall
 Raymond Hearne


Haken vs Transatlantic

(Un tentativo di capire le differenze tra i due gruppi)

Mentre i Transatlantic hanno un approccio più ottimista e spirituale, con testi che spesso evocano temi universali o narrativi grandiosi, tipici del prog americano che guarda a un’etica di speranza e trascendenza, gli Haken tendono a esplorare temi introspettivi, surreali o concettuali (es.: Vector, album che parla di esperimenti psicologici), con un tocco di ironia britannica (es.: "Cockroach King", brano che richiama il Re Crimson con un pizzico di umorismo; è molto in stile Queen, a dire il vero).

Gli Haken hanno un sound più moderno e pulito, con una produzione che enfatizza riff pesanti e dinamiche contrastanti.

Di contro, i Transatlantic hanno un suono più caldo e organico, che richiama il prog vintage, con tastiere analogiche e un’atmosfera più "retro".


Haken vs. Dream Theater

Pur essendo influenzati dai Dream Theater, gli Haken prediligono meno i virtuosismi individuali e si concentrano piuttosto sull’equilibrio tra melodia e passsaggi intricati. I loro pezzi sono generalmente più concisi (5-10 minuti, con le ovvie eccezioni) e incorporano elementi non-metal, come pop o elettronica, dando alla musica un tocco più "europeo".

I notissimi Dream Theater, pionieri del progressive metal, come cifra stilistica hanno una tecnica estrema (soprattutto il batterista Mike Portnoy e il chitarrista John Petrucci) e nelle loro composizioni si spingono fino al limite del virtuosismo. È il caso di Images and Words o Metropolis Pt. 2. Il loro sound è più ancorato al metal americano, con riff potenti e assoli spettacolari.

Gli Haken usano testi più astratti o narrativi, con un’ironia sottile e un’estetica che ricorda decisamente il prog britannico (richiami a King Crimson o Genesis). La loro musica ha dunque un tocco di eccentricità e raffinatezza.

I Dream Theater tendono a testi più diretti o emotivi, spesso incentrati su aspetti personali, conflitti interiori o storie epiche, con un approccio che può sembrare più "cinematografico" nel senso hollywoodiano.

Le differenze più evidenti sono nella struttura: gli Haken bilanciano momenti tecnici con melodie accessibili, rendendo la loro musica più immediata per un pubblico moderno, mentre i Dream Theater spesso si lasciano andare a lunghe sezioni strumentali e alle già accennate dimostrazioni di abilità tecnica.


Haken vs altri gruppi

Rispetto ad altre band prog/metal americane come Spock’s Beard (più melodici e vicini al prog rock classico), Symphony X (più sinfonici e power metal) o Tool (più oscuri e atmosferici), gli Haken si distinguono per il sound più eclettico, che spazia tra generi senza rimanere ancorati a un’unica corrente o a un unico genere. Anche la raffinatezza melodica è evidente: in confronto al prog americano, che tende a essere più diretto o enfatico, gli Haken hanno una sensibilità melodica più delicata e stratificata. La loro è una produzione che si rivolge sì ai fan del prog classico, ma forse soprattutto a un pubblico giovane abituato al metal contemporaneo. Il loro output è meno “epico” o “grandioso” in confronto a quello di band come Symphony X.

   Fauna, del 2023


L’“inglesità” degli Haken è evidente?

La loro origine britannica si percepisce certamente, anche se non è sempre esplicita come in band prog classiche quali Genesis o Yes. Essa emerge grazie all'eccentricità e all'ironia. Gli Haken hanno infatti un senso dell’umorismo e un gusto per il surreale che può essere quasi solo britannico! I loro testi spesso giocano con immagini bizzarre o concetti intellettuali, tipici appunto della tradizione inglese.

Come già detto, è abbastanza evidente che il loro suono sia stato plasmato dal prog britannico. Così, nella musica degli Haken sentiamo risuonare echi non solo dei Genesis (nelle armonie vocali) e dei King Crimson (nella sperimentazione), ma anche dei Porcupine Tree (nell’atmosfera moderna).

               
                     


Estetica visiva e concettuale

Le copertine dei loro album (es. The Mountain o Affinity) e gli argomenti trattati hanno un’aura “artistica” e intellettuale che si allinea con la tradizione del prog inglese, più che con l’approccio spesso più viscerale o narrativo degli americani.


Performance dal vivo

I loro concerti sono molto apprezzati per l’energia e la precisione, con una fanbase fedele che ne loda l’impatto dal vivo.


Evoluzione

Ogni album tende a esplorare nuove direzioni, mantenendo un equilibrio tra sperimentazione e melodie memorabili. Il loro ultimo full-lenght, Fauna (2023), ha ricevuto ottime recensioni per la sua ambizione e coesione. (Interessante anche l'EP Lovebite, dello stesso anno.)


Storia o meglio non-storia del nome

A differenza di gruppi con nomi legati a concetti filosofici o letterari (i già citati Genesis e King Crimson, i Van der Graaf Generator, i Gentle Giant...), gli Haken hanno scelto un nome più astratto, lasciando che sia la loro musica a definire la loro identità.

Sono state formulate varie ipotesi, ma il nome "Haken" non ha un significato specifico o chissà che elaborata genealogia. Secondo quanto è stato riportato in varie interviste dagli stessi componenti, la denominazione è stata scelta principalmente perché "non suona male", perché ha un impatto fonetico e, nel contempo, per la sua semplicità. 

Qualcuno ha notato che, in tedesco, "Haken", significa "gancio", "uncino". In effetti questo sarebbe un vocabolo che riflette l'obiettivo dei londinesi di creare musica "accattivante" (hooky, in inglese), con melodie che catturano l’ascoltatore, anche in presenza di strutture intricate. Tuttavia, nessuno della band ha mai dichiarato esplicitamente la connessione del nome con il termine tedesco. Fino a...

Nell'agosto 2019, il programma 'Rock et cetera' della Deutschlandfunk ha trasmesso un ritratto dettagliato della band (durata: un'ora). È stata una delle tante occasioni per domandare al frontman, Ross Jennings, il significato di "Haken". Jennings ha spiegato che originariamente avevano scelto la denominazione "Haaken", poiché suonava come se provenisse dalla mitologia nordica, per poi appunto trasformarla in "Haken" ("gancio in lingua tedesca").

La Germania è la seconda patria di molti artisti anglosassoni e lo è diventato fin da subito per gli Haken. Ottenuto un contratto da Sensory Records, hanno potuto registrare il loro album di debutto proprio in Germania, presso gli Spacelab Studios di Christian "Moschus" Moos, a Kempen. Anche il mastering è avvenuto in Germania, nello Eroc’s Mastering Ranch, esistente fin dagli Anni Sessanta. (Responsabile: Joachim Heinz Ehrig, conosciuto come Eroc, tra l'altro batterista dei Grobschnitt.) 

Vari concerti seguirono nel 2010, insieme a (per citare due nomi) Karmakanic e Agents of Mercy. Nel settembre 2011 gli Haken si esibirono negli U.S.A. nella cornice del 'ProgPower' e lo stesso anno (a novembre) suonarono con Threshold e Vanden Plas. Nel frattempo, sempre per Sensory Records, ecco uscire il loro secondo lavoro, Visions.

   “Drowing in the Flood”


Il cantante Ross Jennings, sui primissimi passi della band e il primo album Aquarius, ha dichiarato:

"Dopo le demo, eravamo ben consapevoli di essere una band prog rock e prog metal e sentivo che dovevamo fare una dichiarazione chiara e programmatica con l'album di debutto: doveva essere un concept possibilmente perfetto. Così, ho lavorato a stretto contatto con Richard, che ha scritto la musica, e ho ideato la storia e i testi. Inizialmente parlava di acqua, poi è diventata una storia sul riscaldamento globale, sulle inondazioni. E quindi sono entrati in gioco i personaggi. Aquarius si è evoluto in modo abbastanza naturale".

Charlie Griffiths spiega: "Con il progressive puoi fare qualsiasi cosa, è una tela bianca. Ciò, da una parte può rivelarsi un problema, perché a volte diversi pezzi non si incastrano. Ultimamente, sono stato molto attento ad assicurarmi che la musica fosse coerente, che una canzone fosse coerente, ma in Aquarius ci sono molti cambiamenti bruschi. Se dovessimo ri-registrarlo ora, proverei a dividerlo in brani più brevi invece che in lunghe 'suite'. Ma è così: si vive e si impara".

    “Celestial Elixir”


Charlie Griffiths: "Nel secondo album, che la band ha registrato un anno dopo, i brani arrivano al dunque più rapidamente, ma il suono è lo stesso. E Visions, così come Aquarius, è un concept".

Ross Jennings: "Non era previsto all'inizio, ma sono venuti fuori appunto due concept album già in partenza. Però volevamo rimanere più sul lato prog metal, attenerci al sound orecchiabile e stare attenti a non mescolare gli stili in modo  irregolare. La differenza di Visions rispetto al primo album è questa. Ma è pur sempre un concept, e se devo spiegare la storia... Dio mi aiuti! È basata su un sogno che ho fatto. 'Premonition' parla di una premonizione, di qualcuno che "si vede morire". Mi son chiesto: e se succedesse davvero? Potrei influenzare il mio destino?"

Charlie Griffiths: "Per una band come la nostra, a volte è più difficile scrivere canzoni non troppo tecniche, con un riff o un assolo dietro l'altro. Noi, in questo caso, volevamo semplificarle, con un semplice cambio di accordi e una bella melodia. E penso che abbia funzionato con 'Deathless': mi piace la canzone!"

Ross Jennings: "È una ballata, ma posso assicurarvi che non è una canzone d'amore. È piuttosto triste, però molto bella da suonare, e i fan la vogliono ascoltare spesso".


   “Deathless”


Consiglio dell'esperto

Prima di The Mountain, gli Haken erano ormai una chicca tra gli appassionati di progressive, considerati una delle migliori band dal vivo sulla scena. Avevano suonato insieme a King's X, Anathema, IQ e Dream Theater. Le aspettative per il terzo disco erano grandi. Nei primi due, Jennings si occupò dei testi e Henshall della musica: questa volta il processo creativo fu più democratico. Tutti i membri scrissero i testi. E, sebbene The Mountain sia chiaramente rock progressivo con forti riferimenti alla musica degli anni '70, Haken vi inserisce elementi di altri generi come ambient, soul, jazz ed elettronica. "Questa volta, la posta in gioco per la band era alta" afferma il chitarrista Charlie Griffiths.

Per The Mountain arrivò un contratto con InsideOut Music (la label sotto cui ancora sono). The Mountain contiene "Cockroach King", di 8 minuti, uno dei loro brani più noti e amati in assoluto.

Il 25 settembre 2013 gli Haken annunciarono che il bassista Tom MacLean si separava da loro. Un'altra separazione sarebbe arrivata nel novembre 2021: quella di Diego Tejeida. E ciò segnò il ritorno del tasterista originario Peter Jones (attenzione: esiste un altro tastierista inglese con quel nome, Peter e/o Pete Jones, anche lui bravissimo: è quello noto per il progetto Tiger Moth Tales...).

    Vector, 2018


Discografia

                              Album in studio

2010: Aquarius (Sensory Records)

2011: Visions (Sensory Records)

2013: The Mountain (InsideOut Music)

2016: Affinity (InsideOut Music)

2018: Vector (InsideOut Music)

2020: Virus (InsideOut Music)

2023: Fauna (InsideOut Music)

                       Album dal vivo

2018: L-1VE (InsideOut Music)

2018: L+1VE (solo vinile e come download; InsideOut Music)

2025: Liveforms: An Evening With Haken (InsideOut Music)

                     Altre pubblicazioni

2007: Demo (pubblicazione in proprio)

2008: Enter the 5th Dimension (demo, pubblicazione in proprio)

2014: Restoration (EP, InsideOut Music)


    Virus, l'album del 2020 

Homepage ufficiale   


Gli Haken su Bandcamp   


5/13/25

L'album 2024 degli inglesi PRR: 'Coming Up to Consciousness'

"PRR" sta per Pure Reason Revolution e il loro album più recente è stato pubblicato da InsideOut

Che musica fanno? Presto spiegato: "progressive alternative"! (Se cercate un hashtag: provate con #progalt.)



Il "progressive alternative" è un sottogenere di rock alternativo che enfatizza strutture complesse e tempi "non convenzionali". È musica sperimentale che incorpora elementi del jazz, della musica classica e dell'elettronica. 

I Pure Reason Revolution sono al loro 6° album (uscito a settembre 2024).


Coming Up to Consciousness è un "concept" che si incentra su tradimento, inganno, paura, dolore, mortalità e sulla questione della sanità mentale.

Il gruppo si formò nel 2003 alla University of Westminster. Storiche formazioni ammirate dai membri dei Pure Reason Revolution: Pink Floyd, Porcupine Tree, Nirvana, Justice, Kraftwerk, Fleetwood Mac.

I due fratelli Courtney (Jon e Andrew) avevano formato a Reading il gruppo The Sunset Sound. Con loro era la cantante, polistrumentista e compositrice Chloë Alper. Poi, diversi cambi di nome (The Wow, Pendulum Dawn...) e la decisione finale di battezzarsi Pure Reason Revolution (PRR).

La Alper è rimasta, almeno fino a prima di questo album; chi se ne è andato è Andrew, uno dei due Courtney. Per Coming Up to Consciousness è stata ingaggiata, alla voce, Annicke Shireen.



Musicisti dell'album (nel dettaglio): 

Da citare per primo è Jon Courtney, che vive a Berlino e che, insieme all"'americano" Greg Jong, ha scritto diverse canzoni di questa e di opere precedenti dei PRR. (Greg Jong in realtà è, anche lui, originario delle verdi sponde dell'Inghilterra, ma residente ormai nel Pacific Northwest.) Un loro hit in passato è stato "The Bright Ambassadors of Morning" (durante il loro terzo anno di studio). Nell'album attuale troviamo inoltre Guy Pratt, musicista di session (il suo strumento è il basso) che ha lavorato tra gli altri con i Pink Floyd. Alla batteria: Ravi Kesavaram (componente di My Vitriol), che era già andato in tour con i PRR nel 2022.
Altri collaboratori: Lewin Krumpschmid (Rhodes & piano), Bruce Soord (guitars: sì, il famoso il fondatore e frontman del gruppo musicale rock progressivo The Pineapple Thief!), Jon Sykes (bass).


Attualmente la line up fissa comprende solamente:

Jon Courtney – vocals, guitars, keyboards

Greg Jong – vocals, guitars (2003–2005, 2021-current)


ma è sempre fluttuante. Vecchi componenti dei Pure Reason Revolution:

Chloë Alper – vocals, bass guitars, keyboard

Jamie Willcox – vocals, guitars (2005–2011)

Paul Glover – drums (2006–2011)

Jim Dobson – keyboards, bass guitar, violin, guitars, vocals (2003–2006)

Andrew Courtney – drums (2003–2006)

 Chloë Alper (1)
Chloë Alper (2); tornerà mai nei PRR? 

    "The Bright Ambassadors of Morning" (da The Dark Third, 2006)

Le quattro foto sottostanti ritraggono l'olandese Annicke Shireen


                   


Discografia dei Pure Reason Revolution (studio albums)


The Dark Third (2006)

Amor Vincit Omnia (2009)

Hammer and Anvil (2010)

Eupnea (2020)

Above Cirrus (2022)

Coming Up to Consciousness (2024)


Homepage ufficiale



1/04/25

Triumvirat (GER)

Jürgen Fritz, un maestro delle tastiere, fondò nel 1969 i Triumvirat. 


Con questo suo progetto, che per formazione (un trio, almeno inizialmente) e intenti stilistici non era dissimile dai celebri ELP,  Fritz realizzò alcuni dischi godibilissimi. E raccogliendo anche un certo successo non solo in patria - non solo in Germania dunque. 

 Triumvirat, formazione tedesca di buon successo (Anni Settanta, seconda metà). Fritz è quello a sinistra nella foto.


        Il debutto: Mediterranean Tales (1972) 

Una lunga suite ("Across the Waters") vive nella prima facciata di questo loro primo lavoro, che rimarrà, coram populo, il loro migliore. La formazione è dominata dall'organo con influenze classicheggianti, con inserimento di pianoforte, batteria e basso. Siamo in quel di Colonia... 

I Triumvirat sono (ancora) un trio che prende le mosse da Emerson, Lake & Palmer, Focus e dintorni. E, essendo Mediterranean Tales uscito nel '72, reca, oltre alle sonorità davvero stupende nella loro ingegnosità insieme prog-anglosassone e di rock sperimentale/alternativo germanico alias #Krautrock, un tocco di esotismo antico alle platee di allora, perlopiù mittel e nordeuropee, dedite ai (se non primissimi, quantomeno primi) viaggi turistici nei meridiani caldi, che li conducevano fin sulla rena bagnata dal Mare Nostrum. Questa opera insomma parla, già nel titolo e nel packaging, proprio a queste masse agognanti un cambio di pelle a tempo - ma lo fa, certo, in maniera colta e non nel linguaggio della musichetta commerciale.

È rock dalle sfumature barocche e con un tocco di Brian Auger e forse anche di Peter Hammill, oltre che dei Nice di Keith Emerson.

"Across the Water", il primo lungo brano (una 'suite' di 16 minuti), è stato ispirato da W.A. Mozart. In questo modo si replica il connubio tra classica e rock; tuttavia i Triumvirat non sono la carta carbone di nessuno e sanno inserirsi nella già nota nicchia con una buona dose di innovativa originalità.

  - Jürgen Fritz: Hammond B3 organ, electric piano, Grand piano, Moog synthesizer, vocals on "Eleven Kids", vocals & chorus on "Broken Mirror"

  - Hans-Georg Pape: bass, lead vocals (except on "Eleven Kids"), vocals & chorus on "Broken Mirror"

  - Hans Bathelt: drums, percussion, words & lyrics

 

Tracks: 

     1. "Across the Waters"  16:31

     2. "Eleven Kids"         6:00

     3. "E Minor 5/9 Minor/5" 7:55

     4. "Broken Mirror"       7:14

Bonus tracks

     5. "Be Home for Tea"            3:40

     6. "Broken Mirror (Single Edit)"  3:25

     7. "Ride in the Night"            4:29

     8. "Sing Me a Song"            4:42

 

#Krautrock

       Illusion on a Double Dimple, il secondo album (1974)

Ed ecco che... si fanno in quattro.


  - Jürgen Fritz: Hammond organ, electric and Steinway grand piano, Moog synthesizer, Mellotron, producer, arranger

  - Hans-Georg Pape: bass on "Illusions on a Double Dimple"

  - Helmut Köllen: bass, acoustic & electric guitars on Mister Ten Percent, vocals on both sides

  - Hans Bathelt: drums, percussion, lyrics

      Con

  - The Cologne Opera House Orchestra  

  - Kurt Edelhagen Brass Section 

  - Brigitte Thomas, Hanna Dölitzsch, Ulla Wiesner: backing vocals



        Spartacus (1975) 

Il terzo album del Triumvirat ne sancì le fortune anche negli U.S.A. e in Canada, oltre che in Portogallo e in Brasile.

Jürgen Fritz alle tastiere (comprendenti organo Hammond e sintetizzatore Moog), Helmut Köllen alla voce, al basso e alle chitarre acustica ed elettrica, Hans Bathelt (autore dei testi) alla batteria e alle percussioni.

Helmut qualche tempo dopo lascerà il gruppo per iniziare la carriera solista. Morirà, appena 27enne, stroncato dalle inalazioni di monossido di carbonio della sua auto mentre era intento ad ascoltare alcune cassette musicali - riguardanti un suo proprio album - dentro il garage. Alcuni hanno sostenuto l'ipotesi del suicidio.



        Old Loves Die Hard (1976), il 4° album in studio

    Tracks:

    1. "I Believe" (7:51)

    2. "A Day in a Life" (8:14) :

             - a) "Uranus' Dawn"

             - b) "Pisces at Noon"

             - c) "Panorama Dusk"

     3. "The History of Mystery (Part One)" (7:50)

     4. "The History of Mystery (Part Two)" (3:59)

     5. "A Cold Old Worried Lady" (5:50)

     6. "Panic on 5th Avenue" (10:30)

     7. "Old Loves Die Hard" (4:26)

Bonus track on 2002 remaster:

      8. "Take a Break Today" (single) (3:44)

 


  - Barry Palmer: vocals

  - Jürgen Fritz: Hammond organ, Wurlitzer, Fender & Hohner electric pianos, grand piano, Moog synthesizer, String Ensemble, 12-string guitar, arranger & producer

  - Werner "Dick" Frangenberg: bass

  - Hans Bathelt: drums & percussion

               With

  - The Cologne Kinder Choir: chorus children vocals (1)

  - Hans-Günter Lenders: choir leader (1)

  - Sondra Fritz (uncredited): spoken word (1)

  - Jane Palmer: backing vocals (7)

  - Charly Schlimbach: saxophone (2)

 




        New Triumvirat - Pompei (1977)

Il gruppo di Colonia subì tanti cambi di formazione. Il 3 maggio del 1977, Helmut Köllen, come sopra riportato, muore tragicamente. In seguito allo shock psicologico (pur se il cantante aveva de facto già lasciato la band), ma anche per varie implicazioni legali, Pompeii viene pubblicato sotto il nome New Triumvirat.

Tracks:

1. "The Earthquake 62 A.D." (6:18)

2. "Journey of a Fallen Angel" (6:15)

3. "Viva Pompeii" (4:16)

4. "The Time of Your Life...(?)" (4:35)

5. "The Rich Man and the Carpenter" (5:57)

6. "Dance on the Volcano" (3:31)

7. "Vesuvius 79 A.D." (6:40)

8. "The Hymn" (7:04)


Bonus track on 2002 remaster:

9. "The Hymn" (single edit) (4:11)

- Barry Palmer: lead & backing vocals

- Jürgen Fritz: Steinway grand piano, Hammond C3, Moog, Yamaha polyphonic CS-80/GX-1 & ARP String Ensemble synths, Fender Rhodes, Hohner clavinet, bells, timpani, arranger & conductor (strings, horns & choir), producer

- Dieter Petereit: Fender, Rickenbacker & Yamaha basses

- Curt Cress: drums, roto toms, timbales, cymbals, gongs, handclaps, electronic percussion

        With:

- Sondra Fritz: vocals (4) 
- Ulla Wiesner: backing vocals
- Hanna Dölitzch: backing vocals
- Brigitte Witt: backing vocals
- Hanne Wilfert: trumpet solo (2)
- Karl Löhe: string section master

 

        Di nuovo con il nome Triumvirat - Á la carte (1978)

Attorno al tastierista Jürgen Fritz i musicisti continuano a ruotare, i cambi di formazione sono frequenti e così, anche se la production continua ad essere di livello eccellente, capita che negli ultimi album manchino le progressioni e ci si avvicini di più all'art pop. Niente da eccepire, eh, la qualità rimane alta, ma comincia a intravedersi qualche ammiccamento eccessivo in direzione charts.



Russian Roulette (1980), che segna la fine

               Solo per i curiosi: questo è il link per ascoltare l'album su Youtube 

Attenti: non è più progressive rock. Dal 3°-4° brano l'album inizia un po' a diventare più "sperimentale" e coraggioso, ma solo per lo spazio di qualche titolo o meglio di qualche passaggio. In generale si mantiene molto al di sotto del livello di quei Triumvirat che erano considerati "gli ELP germanici". Qui ci sono addirittura atmosfere reggae, a volte. Il rock'n'roll è comunque più presente. (E perché? Perché alla batteria c'è Jeff Porcaro?)

Insomma, lo spirito imminente degli Anni Ottanta ha rovinato del tutto i Triumvirat. Tanto che questo fu l'ultimo loro album. Detto ciò, a prescindere dai generi, è un disco che si può ascoltare se avete bisogno di qualcosa di leggero per la spiaggia o per il vostro viaggio in auto. Grazie anche ai musici niente male convocati in studio. 

Ma Jürgen Fritz era dispiaciuto di essere chiamato il "Keith Emerson tedesco"?

Dopo il già debole Á la Carte, questo prodotto ibrido dei Triumvirat rappresenta una delusione immensa per i fan genuini della band. Una band che di fatto non esisteva più dai tempi di Pompeii.

  - Arno Steffen: lead vocals

  - Jürgen Fritz: piano, Moog, organ, percussion, synthesizers, arranger & producer

           With:

  - Mike Gong: guitar

  - Steve Lukather: guitar, bass

  - Tim May: electric & acoustic guitars

  - Pete Christlieb: saxophone, clarinet

  - David Hungate: bass

  - Neil Stubenhaus: bass

  - Jeff Porcaro: drums

  - Robert Greenidge: steel drums

  - Alan Estes: congas, maracas



11/22/24

Ricordando Thorgerson, maestro di design

Non suonò una sola nota in vita sua. Le "cover" da lui prodotte sono le copertine degli album (veri e propri film mentali). 
Alcune di queste sue creazioni sono passate negli annali della pop art

--- >   Gallery   < ---





The Dark Side Of The Moon

Gli LP (chi di voi ne possiede qualcuno?) misuravano 12 inch in quadrato e il compito di Storm Thorgerson era quello di renderne il contenuto significativo tramite un'immagine suggestiva. Un lavoro che certamente fa parte più delle Belle Arti che del mero Design; e difatti Thorgerson era un artista. 
 Nato nel 1944 nei pressi di Cambridge, aveva studiato cinematografia e televisione al Royal College of Art di Londra. La fortuna sua - e dei Pink Floyd - è che lui e David Gilmour si conoscevano sin da ragazzini. Da qui anche la ragione delle numerose cover prodotte per il celebre quartetto rock, a iniziare dallo psichedelico A Saucerful of Secrets (1968).  



Più o meno in quel periodo Thorgerson fonda, insieme a un compagno d'università, Hipgnosis, uno studio grafico e di fotografia. La collaborazione con i Pink Floyd recò risultati notevoli, risultati che secondo me trovano il clou nell'iperrealismo e simbolismo di Wish You Were Here.








Altri colleghi di Thorgerson sono diventati celebri - anche presso quegli amanti della musica assolutamente digiuni di arte: Peter Blake (per la copertina di Sgt Pepper), Andy Warhol (sua "la banana" sul primo LP dei Velvet Underground), Robert Frank (le cui fotografie adornano la copertina di Exile On Main Street degli Stones), Henri Fantin-Latour (un suo dipinto appare sulla cover di Power, Corruption & Lies is A Basket Of Roses dei New Order), il grande Paul Whitehead (per le copertine dei "primi" Genesis e qualcuna per i Van der Graaf Generator)...

Storm Thorgerson lavorava a volte sotto l'egida di Hipgnosis, a volte sotto il proprio nome. Ideò il profilo di pollici-in-su per pubblicizzare la band Toe Fat (attiva solo per due anni e dalle cui fila sarebbero usciti due membri degli Uriah Heep), adornò diverse piste da ballo con grandi lampade per annunciare l'arrivo dell'Electric Light Orchestra e (sua azione più famosa) fece galleggiare un sovradimensionale maiale di plastica tra le ciminiere della centrale elettrica di Battersea, Londra, in onore di Animals dei Pink Floyd.


Due delle sue cover più famose, Ummagumma e Atom Heart Mother (ancora Pink Floyd), erano l'una ispirata al dipinto di un pittore olandese (e si serviva dell'effetto "matrioska" dell'immagine dentro l'immagine dentro l'immagine...) e l'altra caratterizzata da un semplice motivo bucolico (una mucca su un pascolo); esse rivelavano che Thorgerson preferiva le fotografie alle illustrazioni: giacché sono più "realistiche".

Ummagumma


E la consacrazione arrivò con il prisma di The Dark Side of The Moon...




Realizzò anche le cover dei primi tre dischi solisti di Peter Gabriel.





Poiché allora non c'era Photoshop, per la copertina di A Momentary Lapse of Reason (dove si vedono innumerevoli letti su una spiaggia del Devon) l'unico modo di mettere in atto la sua idea fu quella di farsi prestare 700 (!) letti d'ospedale.

A Momentary Lapse of Reason

 
                                      Division Bell

 
 
                            Delicate Sound of Thunder


Quando Hypgnosis fu incaricata di produrre una copertina per l'album dei Led Zeppelin Houses of the Holy, ci vollero 10 giorni per cogliere le giuste immagini di bambini nudi sul Giant's Causeway, il Selciato del Gigante (affioramento roccioso naturale situato sulla costa nord-est irlandese). 



... poi gli LP - magici oggetti di vinile dentro una confezione di cartoncino - vennero sostituiti dai famigerati CD, più maneggevoli ma anche meno interessanti artisticamente, e i tempi nuovi (con la musica distribuita attraverso piattaforme come Spotify e iTunes) prima o poi faranno sparire persino i CD, rendendoli roba da collezionisti nostalgici.
Addio, magia delle belle copertine! Gli sforzi degli art designer dovranno concentrarsi tutti sui video musicali.






 

Storm Thorgerson è morto a Londra il 18 aprile 2013 all'età di 69 anni.