9/05/23

Conny Plank, maestro del suono

Ecco il fantastico produttore musicale / ingegnere del suono (che però a quanto pare non aveva alcuna specializzazione di studi tecnici universitari) Conny Plank, figura centrale del Krautrock. 



Oltre a produrre e assistere gli "eroi" del rock alternativo, psichedelico e sperimentale tedesco, Plank arrivò a collaborare con Gianna Nannini. (Era di Plank lo studio di registrazione dove la cantante italiana produsse i suoi primi veri grandi successi.)

In altri post abbiamo già accennato a Conny Plank e alla sua importanza per il Krautrock, la Kosmische Musik e non solo... [Ecco alcuni link sul nostro blog relativi al Krautrock:]

Renate Knaup, la voce femminile del Krautrock

Amon Düül II











 Tardo-Krautrock: Liliental 


            e Karlheinz Stockhausen


Si incontravano tutti nello studio di Conny Plank negli Anni '70 e '80: gruppi come Kraftwerk, Neu!, Can, Whodini (formazione hip hop statunitense), DAF (più propriamente D.A.F.: Deutsch-Amerikanische Freundschaft - "Amicizia Tedesco-Americana" -, gruppo di musica elettronica esponente di punta della Neue Deutsche Welle), Ultravox, Eurythmics e - come detto - anche la Nannini incidevano e masterizzavano lì i loro album. La sala di registrazione era impiantata all'interno di una fattoria vicino a Colonia; un villaggio renano dove arrivarono nientedimeno che David Bowie e Brian Eno

Conny Plank: uno dei fonici più innovativi del suo tempo. Le registrazioni effettuate da lui nello spazio di due decenni furono per certi versi rivoluzionarie...



    Guru Guru - Hinten (1971)

Durante la produzione dei propri dischi, i musicisti vivevano insieme alla famiglia di Conny: nel vero senso del termine. Condividevano il bagno dei Plank e mangiavano insieme a loro al tavolo della cucina.




Conny Plank si spense troppo presto, all'età di 47 anni. Lasciando in eredità alla sua compagna di vita, l'attrice Christa Fast, e al figlio Stephan allora tredicenne, uno studio musicale che a quel punto era ormai conosciuto ben oltre i confini d'Europa.






Vent'anni dopo (nel 2017) Stephan andò alla ricerca simbolica del padre e gli dedicò un film: Conny Plank - Mein Vater der Klangvisionär. ("Conny Plank - Mio padre il visionario del suono")

Davvero emozionante, con numerose interviste a musicisti che hanno lavorato con Conny e dove si parla delle loro hit e degli exploits ottenuti grazie a un ingegnere del suono che, ci dice la sua biografia, era nato in un piccolo e semisconosciuto comune: Hütschenhausen (non lontano da Kaiserslautern, nella Renania-Palatinato). Molte carriere del mondo della musica sono iniziate proprio grazie al biondobarbuto Conny Plank... che, per inciso, era anche un buon tastierista. E in un paio di album suonò la chitarra e cantò...


  Il docufilm intero realizzato da Stephan Plank (in tedesco)



 

   En Route, album di Conny Plank e Dieter Moebius. (1986) (Elettronica.)


Il suo nome è un po' dappertutto dove c'è l'etichetta "Krautrock" o anche "Deutschrock". Ha lavorato alquanto spesso con Dieter Moebius (nei Liliental, per dirne una, e in due album ancora precedenti firmati "Moebius & Plank"). En Route uscì appena un anno prima della scomparsa di Plank (47enne, come detto; aveva il cancro).

Conny (Conrad) Plank aveva iniziato il suo percorso lavorativo presso diverse emittenti regionali e nazionali, dalle quali veniva licenziato oppure si licenziava: sentiva che lì gli impedivano di sviluppare la sua creatività... Alla consolle non gli consentivano di fare quasi nulla e perciò, tra un periodo di disoccupazione e l'altro, si sbizzarriva (facendosi le ossa) in vari studi di registrazione, finché non aprì il proprio, dove appunto sarebbe capitata anche Gianna Nannini. Il manager della Nannini era lo svizzero Peter Zumsteg, il quale le consigliò di lavorare con il tedesco. Questi era diventato nel frattempo produttore degli Ultravox, degli Eurhytmics e dei Kraftwerk, tra gli altri. Da Latin Lover in poi, molti dei successi della Gianna nazionale targati Anni Ottanta nacquero in collaborazione con Conny Plank e/o furono registrati nel suo studio. Furono tre gli album della cantante su cui Plank lasciò la sua impronta: il sunnominato Latin Lover (1982), Puzzle (1984) e Profumo (1986).



Lo studio di registrazione si chiamava "Connys Studio" ed era a Wolperath, nella provincia di Neunkirchen-Seelscheid, a circa 35 km a sud-est di Colonia. 


Era stato inaugurato all'inizio del 1974 dentro un ex porcile appartenente a una tipica fattoria a graticcio (con travi di legno esterne). Plank aveva cercato apposta un posto dove poter lavorare in maniera rilassata, lontano dal caos dei grossi centri urbani. Secondo le stesse affermazioni di Plank e più tardi della consorte e del figlio, l'atmosfera rurale, ritirata, serviva a creare un clima psicologico particolare, che permettesse di essere “liberi da paure e riserve”. In quel modo, si potevano realizzare sonorità spontanee, usando metodi non convenzionali pur rimanendo a contatto con la realtà o - letteralmente - "con i piedi per terra". Il marchio di fabbrica di Plank, ossia la voce moderna della macchina, nel suo nuovo studio avrebbe dovuto trovare maggiore espressione... E così fu. 




Conosciamo Plank come pioniere della musica elettronica. Tuttavia, prima ancora si era affermato come produttore di numerosi album folk (canti popolari e musica folk, negli Anni '70).

Con Eberhard Kranemann, suo amico e collabratore fin dagli Anni Sessanta, Plank inaugurò anche un progetto multimediale (il nome: Fritz Müller Rock) e, alla morte di Plank, Kranemann lo ha commemorato dedicandogli un tributo postumo, con il suo trio krautrock Bluepoint Underground: "Conny Plank". Il brano è contenuto nell'album dal titolo In New York City (1999). Insieme a Eberhard Kranemann, anche il direttore di produzione dei Bluepoint Underground, Klaus Dinger, si poteva definire amico di Plank. Conny aveva conosciuto i due quando  militavano in gruppi della zona di Düsseldorf e non solo: Neu!, La Düsseldorf, Kraftwerk. 

Il geniale produttore e fonico si considerava "uno strumento di mediazione tra i musicisti, i suoni e il nastro". Come testimoniato da Kranemann, Dinger e tanti altri che hanno lavorato con lui, la sua apertura e la sua curiosità aiutavano a creare "suoni di ampio respiro".



Spesso Plank si accollava il rischio economico di un disco. Se un gruppo o un artista gli piaceva, lui lo finanziava di tasca propria. Così, molti poterono registrare un album nonostante fossero ignorati dalle grandi label. Dopo la fine del missaggio, era lo stesso Conny Plank a prendere contatto con i responsabili delle "major" e, una volta che c'era un contratto da sigillare, lui lo leggeva ben bene, per evitare ai suoi protetti di incappare in qualche trucchetto sgradevole che ne limitasse la libertà creativa e li portasse a ricevere poco o niente dalle vendite delle loro opere. La serie di dischi d'oro e di platino conquistati da band e cantanti da lui managerializzati, usava appenderli nel bagno degli ospiti: un'ironica mostra permanente! A parte Kraan, Neu! e altri "eroi" del Krautrock, Plank aiutò alla scalata delle classifiche i Kraftwerk, fin dagli inizi della loro attività. L'album Autobahn nacque nella sala di registrazione di Wolperath (novembre 1974). Poi la band si incamminò su sentieri meno innovativi (divenendo una "designer band") e Conny Plank decise di rivolgere loro le spalle.
Bröselmachine, gli Harlis da Hannover e tanti altri erano spesso ospiti del "Connys Studio", in quella frazione rurale 
di Neunkirchen-Seelscheid. I membri dei Guru Guru si aggiravano tra le case del villaggio nei giorni in cui stavano rifinendo Tango Fango. C'erano inoltre i già citati La Düsseldorf (simili ai Kraftwerk) e una band rock in dialetto renano nota come Black Fööss. Infine arrivarono anche gli stranieri: Ultravox (che finora avevano registrato solo a Londra sotto la supervisione di Brian Eno e Steve Lillywhite), Eurhytmics (due album con Conny), Gianna Nannini... Una delle collaborazioni più stimolanti di Conny Plank fu quella con Eno. Intanto, andava ai concerti per registrare dal vivo questa o quell'esibizione delle "sue" band e... suonava musica propria. Lavorò, a questo scopo, con Dieter Moebius (Moebius & Plank; il duo esistette dal 1979 al 1986) e registrò un paio di dischi con un quartetto che comprendeva Hans-Joachim Roedelius oltre a Moebius e a Brian Eno (l'ensemble venne chiamato Eno Moebius Roedelius Plank).



Dopo la morte di Conny Plank, Christa Fast (1942-2006) prese il comando dello studio, ma dovette venderlo nel 2006 a causa di una grave malattia. Il figlio Stephan Plank si occupò di rinnovare il "Connys Studio"; tuttavia, la sua speranza di continuarne l'attività durò poco: nel 2009 la fattoria venne demolita.



    Avevano contatti nella Abbey Road e Ringo Starr parlò molto bene di loro. L'album di debutto, Legend, venne prodotto dal celebre ingegnere del suono Conny Plank... e tuttavia il cammino della band tedesca di prog folk Parzival si interruppe appena dopo il secondo album.

   "Senseless No. 6" è una loro canzone antibellica.

     #Krautrock

    Un altro dei numerosi album prodotti da Conny Plank: Die Kleinen und die Bösen, dei D.A.F.



8/24/23

The Lodge: riproposta dello spirito canterburiano... con accenti tipici Anni '80

             Smell of a friend (1988)


The Lodge: la "continuazione" elegante degli Henry Cow.

John Greaves, Peter Blegvad, Kristoffer Blegvad, Jakko Jakszyk, Anton Fier, Lisa Herman. Fantastico! Album registrato a New York con l'aggiunta a Cambridge (GB) di sovraincisioni. Purtroppo rimase l'unico lavoro della promettente formazione.


La storia di The Lodge parte da lontano...

1975. In seguito allo scioglimento degli Slapp Happy, band che si era in parte fusa con i più politicizzati Henry Cow, il chitarrista e cantante Peter Blegvad tornò a NYC per lavorare nel mondo dei cartoni animati. Non abbandonò del tutto la musica... anzi! Con John Greaves, bassista degli Henry Cow, e con la cantante e pianista Lisa Herman, realizzò l'album Kew. Rhone. Lo spirito della scena di Canterbury sembrava essere rimasto invariato. Rianimato e carico al massimo, Peter Blegvad tornò in Inghilterra nel 1982, dove lavorò con diversi musicisti, ma il successo rimase men che modesto. Quattro anni dopo, riattraversò il Grande Stagno. Negli States collaborò con The Golden Palominos, guidati da Anton Frier, ex batterista dei Pere Ubu.



Il gruppo The Lodge ebbe vita breve anche perché i singoli membri erano impegnati in vari, anzi troppi progetti; sia collettivi che individuali. Realizzarono un unico album (questo. Acquistalo su Bandcamp) e arrivarono a esibirsi soltanto in piccoli club del Greenwich Village e in location simili. (La loro era, in fondo, "pretentious music"... art rock.) In più, fecero qualche concerto europeo.



       Formazione storica:

  - Kristoffer Blegvad: voce

  - Peter Blegvad: chitarra e voce

  - Jakko Jakszyk: chitarra e flauto e voce

  - Anton Fier: batteria

  - John Greaves: basso, tastiere e voce


       Altri musicisti e turnisti:

  - Gavin Harrison: batteria

  - Lyndon Connah: tastiere

  - Steve Franklin: tastiere

  - Nic France: batteria


       Ulteriori supporti musicali per la registrazione dell'album furono forniti da:

  - Gary Windo: sax tenore

  - David Hofstra: contrabbasso

  - Michael Blair: percussioni

  - Chris Botti: tromba

  - Deborah Berg e Jane Edwards: voci secondarie


       Formazione del 2008:

  - John Greaves: voce e pianoforte

  - Peter Blegvad: programmazione e voce

  - Lisa Herman: voce femminile

  - Jef Morin: chitarra

  - David Lewis: tromba e flicorno

  - Daniel Yvinec: basso

  - Simon Goubert: batteria

  - Cecile Bohler: cori

Peter Blegvad (New York, 14 agosto 1951) è un musicista di avant-progressive rock nonché fumettista. Noto soprattutto per aver fatto parte degli Slapp Happy (la cui strada si sovrappose, per lo spazio di due album, a quella degli Henry Cow). 

 

 John Greaves (gallese, nato il 23 febbraio 1950) è stato un membro degli Henry Cow, dei National Health e del supergruppo Soft Heap. 

 

 Michael „Jakko“ Jakszyk (propriamente: Michael Lee Curran, nato l'8 giugno 1958 a Londra) ha collaborato con David Jackson, Gavin Harrison, Franco Battiato... È stato ne The Tangent. E avrebbe più tardi sostituito Adrian Belew nei King Crimson.


Su Bandcamp (Ma.Ra.Cash Records)


                       Articoli su Prog Bar Italia alla voce "Canterbury"

8/10/23

Recensione di un libro su 'The Wall' - il film: 'Together we stand...'

 ...'divided we fall'


di Nicola Randone


Pink Floyd The Wall (il film)



Questo è un libro che si deve leggere e far leggere. Io personalmente ne ho regalato una copia a mio fratello e l'ho raccomandato a molti miei conoscenti. Together we stand, divided we fall (che Randone ha scritto con il contributo di Nino Gatti) è un'analisi critica compiuta da un musicista; dunque abbiamo da una parte molti dettagli tecnici interessanti, tuttavia il grosso del volume è costituito dalle osservazioni di un grande fan dei Pink Floyd e del rock in generale, perciò possiamo stare certi che qui c'è dell'entusiasmo genuino, c'è il cuore, c'è la sensibilità di chi sa cogliere sentimenti e sfumature poetiche.



La storia la sappiamo: il film diretto da Alan Parker uscì nel 1982 e fu immediatamente un successo, sulle ali della fama del 'concept album' The Wall. L'ispirazione è ovviamente quella della straordinaria narrazione su pentagramma incisa sul doppio disco pluripremiato; inoltre ci si serve qui dell'interpretazione sentita e dunque credibile di Bob Geldof nei panni di una rock star in forte crisi. È un film tradizionale? No, come sappiamo. È un insieme - un vero mix - di linguaggi espressivi. Pink Floyd The Wall visualmente è basato in gran parte sulle animazioni di Gerald Scarfe, costruite su disegni iconici che nel frattempo hanno fatto scuola. (La scelta cadde su Scarfe non in maniera casuale: nel Regno Unito, era già noto come fumettista satirico.)



Nicola Randone fa un lavoro anche di ricerca linguistica, illustrandoci le espressioni idiomatiche e quelle inconsuete (per noi non-inglesi) contenute nell'opera.


>> A proposito dell'uso dei "modi di dire" in THE WALL, che abbiamo già avuto modo di riscontrare In the Flesh? nell'espressione "space cadet glow", è chiaro che l'autore Roger Waters non sia il classico paroliere che gira sempre intorno alle stesse parole ma che, da uomo inglese tutto d'un pezzo, ami servirsi della tradizione linguistica della sua terra proprio come uno scrittore colto. Non a caso, chi mastica un po' d'inglese e non ha alcuna difficoltà a comprendere il testo cantato di gruppi come i Led Zeppelin o i Deep Purple, quando si trova davanti a un testo di Roger deve spesso ricorrere al vocabolario. <<


Per questo motivo Randone ha analizzato anche l'etimologia dei modi di dire: per arrivare a una più profonda comprensione dell'opera. Oltre alla descrizione dei singoli capitoli, anzi: delle singole scene della pellicola, ci sono un mucchio di informazioni particolareggiate sul periodo in cui le singole canzoni sono state composte, per quale occasione, in quale situazione esistenziale di questo o quel componente della band, cosa vogliano dire veramente e, come c'è da aspettarsi, vengono scandagliati i retroscena dietro alle sequenze del film, gli incidenti sul percorso, le curiosità, i contributi di questo o quel membro della troupe, le scelte artistiche e di montaggio fatte da Alan Parker e dai suoi collaboratori...

Il lettore può così "gustarsi" Pink Floyd The Wall anche se non ha il DVD sottomano, rivivendo nel proprio spirito il racconto in tutte le sue nuances e persino imparando qualcosa di più circa i Pink Floyd. All'interno del gruppo, infatti, si erano già innescati quei meccanismi che avrebbero ben presto portato alla separazione di/da Waters...


Libro assolutamente da avere! 

peter patti


 









 

8/09/23

Tangerine Dream, 'The Electric Mandarine Tour'

(Video: Zurigo, 7 maggio 2012)




Come un po' tutto il Krautrock (Ash Ra Temple, Klaus Schultze, Amon Düül, e inoltre Jane, Neu!...), anche i Tangerine Dream sono figli putativi di Karlheinz Stockhausen
Altre influenze della band, che il lituano-tedesco Edgar Froese guidò fino all'ultimo (la sua morte avvenne nel 2015): Ligeti, Corelli, Ravel, Beethoven, Terry Riley, Steve Reich... oltre a qualche visionario della letteratura: William Blake, il nostro Dante...

Strumenti: sintetizzatori a iosa, e poi chitarre, flauto, percussioni, basso, archi (violino, violencello), sassofono.

In questo concerto (a Zurigo) suona, insieme ai Tangerine Dream, la splendida artista viennese Linda Spa. La Spa rimase con i Tangerine Dream per diversi anni, fino al 2015, in qualità di sassofonista e tastierista; pur non andando sempre in tournée con loro.

 

Due delle tappe dell'Electric Mandarine Tour 2012 toccarono anche l'Italia: Padova e Milano.







Tardo-Krautrock: Liliental

Per chi ama le lunghe sequenze ipnotico-psichedeliche: Liliental, band appartenente al cosiddetto "Krautrock". Con qualche "escapade" space-rock tipo Pink Floyd era Ummagumma.




Non lasciatevi trarre in inganno da chi ve li presenta con la acca dopo la ti: in realtà il nome della band è Liliental.
Lilienthal (gli altri; quelli con 'h') era un gruppo di folkrock attivo nello stesso periodo. Invece Liliental (quelli del video) rappresentavano un "side project" di Dieter Moebius, inaugurato dopo che i Cluster si erano (momentaneamente) sfasciati.

Io li trovo meno sperimentali delle classiche band krautrock, ma non per questo meno coraggiosi nel tentativo di non ricalcare le melodie e i modi di suonare del rock anglosassone. Tuttavia, scriviamo già l'anno 1978 e intanto il prog d'Oltremanica e d'Oltreoceano si era sviluppato in maniera tale da sorpassare sulla corsia di destra anche i gruppi teutoni più avanguardistici e perciò i Liliental appaiono a tanti come meri eponimi di band più famose, mentre chi conosce le vicissitudini e gli intrecci della musica tedesca sa che si meritano un posto d'onore negli annali del rock mitteleuropeo.

Sia pure abbiano realizzato un unico album.

L'opera dura non più di 35 minuti e l'ascoltatore "sente" che manca il brano risolutivo, quello che poteva costituire un degno epilogo. Ma prendere o lasciare. Se si vuole essere liberi, anarchici, occorre esserlo anche nella scelta del finale di un lavoro artistico... Così pensavano Moebius e Conny Plank (vedi più giù).




Come detto, non ci saranno purtroppo altri dischi targati "Liliental", ma Moebius riprenderà il discorso nei rinati Cluster...
Ad accompagnare il musicista in questa avventura mono-episodica sono due membri del famoso gruppo jazz-rock Kraan: Helmut Hattler (al basso elettrico) e Johannes Pappert (che suona alcune parti all'alto sax). Ingegnere del suono è Konrad "Conny" Plank. Plank è un personaggio importante per il Krautrock, morto purtroppo a soli 47 anni. Ha partecipato alla realizzazione di diversi album dei Cluster e qui è presente anche come polistrumentista, suonando la chitarra, il sintetizzatore e con le "voci manipolate".

In generale, l'ascolto di Liliental è piacevole e "relaxed", anche se si avverte il lavoro complicato sui loop elettronici e il tentativo di tenere in equilibrio i (rari) costrutti sperimentali nella struttura generale cool jazz.

Ascoltatelo!



Vedi anche i nostri articoli su:


Amon Düül II Renate Knaup

                              Karlheinz Stockhausen


 

 Liliental, 1978

Amon Düül II

C'erano due Amon Düül: gli Amon Düül propriamente detti e gli Amon Düül II. 

Gli Amon Düül nacquero in una 'Kommune' di artisti di Monaco di Baviera e parteciparono, con la loro musica, a diverse manifestazioni di protesta politiche. (Erano molto vicini alla Kommune 1 di Berlino.) Durante gli happenings, una fazione dei communardi predicava per un tipo di musica libero da ogni schema, l'altra fazione invece era per una musica ben strutturata e con certe connotazioni accademiche. 
Accadde così che negli Essener Songtage del 1968 (organizzati da Rolf-Ulrich Kaiser e dai Tangerine Dream) si presentarono, accanto agli Amon Düül, anche gli Amon Düül II

Oggi ci è difficile dire quale gruppo (anzi: collettivo!) fosse il migliore. Ambedue furono importanti per lo sviluppo del Krautrock. Noi proviamo forse un po' più di affetto per il primo, perché produsse brani di matrice tribale e hippy, avvicinando idealmente Monaco, Berlino e tutta la Germania alla California di quei giorni. Ma, obiettivamente, gli album tecnicamente superiori sono quelli degli Amon Düül II (Phallus Dei e Yeti in primis). Che, infatti, ebbero un successo di vendite non indifferente.


















8/06/23

La voce femminile del Krautrock: Renate Knaup

 A inizio luglio Renate Knaup ha raggiunto l'età di 75 anni. Protagonista del Krautrock, è tutt'altro che un rudere. In Germania questo genere esiste ancora e lei, anche dopo la sua carriera "ufficiale", si è divertita a collaborare con qualcuno dei nuovi gruppi, epigoni dei Can, degli Embryo, degli Amon Düül, dei Neu!, dei Grobschnitt, dei Faust, dei Guru Guru ecc.


Video: Renate Knaup con gli Amon Düül II in Play Phallus Dei del 1968.
Si può dire che per gli Amon Düül questa fu la prima "uscita" su pellicola come formazione di psychedelic underground. Uno degli operatori che girò il documentario era Wim Wenders.
L'anno dopo, il gruppo avrebbe registrato il suo album di debutto ufficiale Phallus Dei.

Risaputamente, la discografia della cantante ha questo aspetto (metà dischi con i Düül, metà con i Popol Vuh, più o meno):

1968: Amon Düül II – plays Phallus Dei
1969: Amon Düül II – Phallus Dei
1970: Amon Düül II – Yeti
1971: Amon Düül II – Tanz der Lemminge
1972: Amon Düül II – Carnival in Babylon
1973: Amon Düül II – Wolf City
1973: Amon Düül II – Utopia
1973: Amon Düül II – Live in London BBC 1973
1974: Amon Düül II – Vive la Trance
1974: Maschine Nr. 9 – Headmovie
1975: Amon Düül II – Hijack
1975: Amon Düül II – Made in Germany

1975: Popol Vuh – Live in Milan
1976: Popol Vuh – Letzte Tage, letzte Nächte
1979: Popol Vuh – Die Nacht der Seele
1981: Popol Vuh – Sei still, wisse ICH BIN
1981: Amon Düül II – Vortex
1983: Popol Vuh – Agape Agape Love Love
1985: Popol Vuh – Spirit of Peace
1987: Popol Vuh – Cobra Verde
1991: Popol Vuh – For You and Me
1995: Amon Düül II – Nada Moonshine
1996: Amon Düül II – Live in Tokio

Amon Düül II - "Race From Here to Your Ears" (da: Tanz der Lemminge, 1971)

La voce femminile del Krautrock: Renate Knaup

La Knaup, nata nell'Allgäu (Algovia), a 19 anni si trasferì a Monaco di Baviera e lì entrò nella comune artistica da cui scaturirono gli Amon Düül II. A questi veterani del Krautrock il successo arrise con Yeti, album del 1970, e non in patria ma in Inghilterra dapprima, poi in tutto il mondo occidentale. Le varie tournée cui partecipò fecero divenire Renate Knaup un'icona del rock alternativo tedesco. Nel 1975 si unì ai Popol Vuh. Nel 2017 entrò nel progetto sperimentale Dot Product, dei musicisti Chris Jarman e Adam Winchester, di Bristol. 
Vive a Berlino dal 2013 e ha una figlia dal suo matrimonio con l'attore Philipp Sonntag.

Popol Vuh - "When Love is Calling You"
(dal 17° album dei Popol Vuh, For You and Me del 1991)
Qui la Knaup è accompagnata al canto dal soprano coreano Djong Yun.

    
      


Renate Knaup scelse anche lo pseudonimo "Enrichetta Codadirospo" (Henriette Krötenschwanz). Era e rimane una parte non secondaria del suo essere, l'uso dell'ironia allo scopo di non prendersi troppo sul serio e di scongiurare il pericolo di diventare un idolo. In questo breve stralcio di un documentario della BBC, ci sono sequenze del suo divenire artistico insieme ai membri originari degli Amon Düül II. Le comuni erano sì politicizzate ma non in senso violento, tuttavia ci furono incroci con i membri della RAF (Rote Armee Fraktion, celebre gruppo terroristico). Gudrun Ensslin, che era ricercato dalla polizia tedesca, pensò di fare capolino nella casa degli Amon Düül che sorgeva su un lago presso Monaco di Baviera, ma la band lo cacciò via. Importante soprattutto la spiegazione sul perché il Krautrock, la musica "nuova" tedesca, rappresentò una rivoluzione culturale, nella Germania che era ancora piena di incalliti tradizionalisti e nostalgici nazisti.



     
           
         


Amon Düül II live in BBC Radio 1
(1973)
Al Golders Green Hippodrome. Ma il presentatore dice: "Hippy-drome"!



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