Visualizzazione post con etichetta progfolk. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta progfolk. Mostra tutti i post

6/08/23

Solstice (band britannica formatasi nel 1980)

 Progressive rock, neo-progressive rock, art rock, acoustic rock, alternative rock, pop rock

Solstice. Anni di attività: 1980–presente

  Labels:  EMI, Capitol

    "Bubul Tarang", dall'album Light Up (2023) - esibizione live

Sull'homepage ufficiale dei Solstice, "prog rock band from GB" (da non confondersi con i Solstice, gruppo metal death degli Stati Uniti! Né con vari altri gruppi dallo stesso nome), c'è un link per poter downloadare gratis un loro live album: il Sia live 2021, concerto dal vivo incentrato sul loro sesto album, appunto Sia.
Il sito è pieno di informazioni sulla band  - oggi un sestetto che vede in formazione due donne: Jess Holland e la nuova violinista Jenny Newman.

Jess HollandSteve McDanielsPeter Hemsley, Jenny Newman, Robin Phillips, Andy Glass



    "A New Day", dall'album Sia
               #folk #folkrock #folkprog


    "Brave New World", dall'album Silent Dance

La versatilità dei quasi-londinesi Solstice. Questo gruppo #progfolk (e #progrock e #jazzrock), originario dal South East, ha suonato anche al 2Days Prog + 1 di Veruno.
Il brano sottostante, dall'album Light Up - già uscito quest'anno - è: "Wongle No9".
Al violino: Jenny Newman.




Solstice (quelli autentici, quelli di vicino Londra - originariamente provengono da meno di 100 km. dalla capitale -, dediti al progressive rock e guidati da Andy Glass): il loro Light Up, pubblicato a gennaio 2023, è presente su Bandcamp.


Il penultimo album in studio dei britannici Solstice: Sia (parola galeica che significa "six", "sei"). 
Del 2020.
Tipici per questa band sono i suoni del violino e la voce femminile (Jess Holland), oltre alle parti improvvisate e agli intermezzi puramente sinfonici.



     Nel dettaglio

I Solstice sono un gruppo folk rock neoprogressivo formatosi nel 1980 a Milton Keynes, a nord-ovest di Londra (Buckinghamshire, regione del South East England). Sono guidati dal chitarrista Andy Glass, che è l'unico membro fondatore rimasto nella band.

Si misero insieme nel 1980, eseguirono sessions presso la BBC e, nonostante la buona copertura mediatica (da parte della stampa musicale nazionale), si sciolsero nel 1985. Il loro unico album pubblicato in questo lungo periodo di gavetta fu Silent Dance (1984).

Una ristampa su CD di Silent Dance (inizialmente dato alle stampe privatamente) suscitò nuovo interesse verso i Solstice e ci fu una reunion negli Anni Novanta, seguita da due uscite in studio: New Life e Circles, nonché un album dal vivo, The Cropredy Set.

Nel video seguente, una tappa importante nella carriera del gruppo che fa capo ad Andy Glass (chitarrista, cantante, compositore, produttore): il loro concerto a Veruno dell'anno scorso (4 settembre 2022).


Dopo The Cropredy Set (2002), il leader dei Solstice mise la band ancora una volta "in folle", per concentrarsi sulla propria formazione folk 3sticks (con Peter Hemsley e Jenny Newman). Un'uscita su DVD della loro performance nella località di Cropredy (alla 'Fairport's Cropredy Convention') diede il via a un'altra reunion nel 2007, con l'intero catalogo rimasterizzato e pubblicato in forma "Definitive Edition" ampliata. La band fece una tournée nel Regno Unito e, per la prima volta, nell'Europa continentale. Nella primavera del 2022, i Solstice intrapresero un nuovo lungo tour nel Regno Unito e nel resto d'Europa a sostegno dell'album Sia. Seguì Solstice Live at MK11, un live meramente digitale registrato al 'Craufurd Arms' di Wolverton, durante due serate nel settembre 2021.



Membri attuali

         

  - Andy Glass: guitars
  - Jess Holland: vocals
  - Peter Hemsley: drums
  - Steve McDaniels: keyboards
  - Jenny Newman: violin
  - Robin Phillips: bass

Ex membri

  - Emma Brown: vocals
  - Ken Bowley: bass
  - Clive Bunker: drums
  - Barbara Deason: vocals
  - Marc Elton: violin, keyboards
  - Mark Hawkins: bass
  - Heidi Kemp: vocals
  - Sandy Leigh: vocals
  - Shelley Patt: vocals
  - Sue Robinson: vocals
  - Craig Sunderland: bass
  - Martin Wright: drums


            Discografia

(Studio albums)

Silent Dance (1984)
New Life (1993)
Circles (1997)
Spirit (2010)
Prophecy (2013)
Sia (2020)
Light Up (2022)

(Live albums)

The Cropredy Set (2002)
Kindred Spirits (2011)
Live in Veruno (2022)


(Compilation albums)

Pathways (1998)

Maggio 2023. Tre concerti in Inghilterra dei Solstice con La Maschera Di Cera. Tra l'altro hanno tenuto uno show nel locale londinese '229'. Lì è stata suonata una canzone dei Solstice che era contenuta nella loro primissima cassetta...

    Light Up, label: Giant Electric Pea. Album promo

 
Uno dei loro dischi più riusciti è senz'altro Prophecy, del 2013. 

 







    "Morning Light"
.......

5/20/23

Amazing Blondel (reprise)

Nel 1970 debuttava un gruppo che avrebbe dato un'impronta particolare al folk-rock: gli Amazing Blondel.



Molti non lo sanno o non se ne ricordano, ma John Gladwin e Terry Wincott suonavano entrambi in una band molto "elettrica": i Methuselah. 

I Methuselah erano un gruppo di hard rock tendente al rock progressivo... e al folk. Si inquadrano in un periodo in cui in Inghilterra diventava più forte l'interesse per sonorità rinascimentali (ne sono testimonianza "Lady Jane" dei Rolling Stones o anche alcune canzoni di Donovan). In seguito i Methuselah si trasformarono in Blondel e da lì in Amazing Blondel, producendo un LP in stile rock con influssi blues ed elementi di psichedelia. 

Fu Evensong, del 1970, a segnare la svolta, attraverso la quale gli Amazing Blondel (John David Gladwin, Terence Alan Wincott, Edward Blair) esplorarono il mondo delle ballate e dei madrigali medievali. Il trio familiarizzò con strumenti quali: liuto, oboe, cittern (una sorta di cetra), contrabbasso, organo a canne, armonium, flauti dolci, cromorno, chitarra, ocarina, percussioni. 

Nel successivo Fantasia Lindum (più vicino al rock progressivo) si sarebbero aggiunti la cornamusa, il dulcimer, la ghironda e il clavicembalo. 

Dall’album seguente in poi, gli Amazing Blondel abbandonarono le atmosfere elisabettiane per spostarsi verso sonorità simili a quelle degli Steeleye Span.




       Dal Medioevo: Amazing Blondel


       La dolcezza dei suoni "elisabettiani" degli Amazing Blondel

Forse i più giovani non lo sanno, ma ad inizio Anni '70 gli Amazing Blondel vennero spesso a suonare in Italia, dove si era formato un accanito gruppo di loro aficionados...

Quando nel 1973 gli Amazing Blondel rimasero in due per l'uscita di John David Gladwyn - che voleva continuare a indirizzarsi soprattutto verso la musica medievale -, pubblicarono, fra il 1973 e il 1976, quattro album con la formazione a due: Blondel ("l'album viola", il nostro preferito, con un certo Steve Winwood al basso!), Mulgrave Street, Inspiration e il pessimo Bad dreams.

Tornarono insieme, in tre, nel 1997, com'è testimoniato dall'album Restoration, che di nuovo tendeva più verso la musica delle origini della band.  

Poi nel 2010 arrivò The Amazing Elsie Emerald, di nuovo senza Gladwin, e quell'album fu una cattiva idea (lo mettiamo quasi al livello del deludente Bad dreams). Dopo, fu la fine definitiva.




>> Nessuno, ascoltandoli la prima volta, si sognerebbe di catalogare gli Amazing Blondel come gruppo rock, né tantomeno "progressive". Eppure [...] <<

           Un ricordo degli Amazing Blondel su Zerovirgolaniente



      Amazing Blondel - Fantasia Lindum (1971) 



Chitarre acustiche più strumenti antichi quali il liuto, il clavicembalo, l’harpsichord, l’oboe, il dulcimer, la cetra, il cromorno, l'harmonium, la ghironda...: ecco i tre musicisti degli Amazing Blondel che ci invitano nel loro salotto medieval-elisabettiano. 

Apre l'LP la suite "Fantasia Lindum", che occupa tutto il lato A. La voce di John Gladwin, leader della band, si svolge attraverso melodie e atmosfere rese ancora più suggestive dai cori degli altri due membri (anche loro polistrumentisti), Terence Wincott ed Eddie Baird.

Parte la seconda facciata e constatiamo che, pur restando fermo  l'orientamento folk-britannico, i brani si arricchiscono di spunti di influenza West Coast, con accenti un po' à la Crosby Still & Nash. 

Chiude il disco “Seige Of Yaddlethorpe", marcia militare con cornamuse e soprattutto con rullate di batteria ad opera di Jim Capaldi, batterista dei Traffic, gruppo anch'esso sotto contratto con la label Island.



Articolo su Prog Bar Italia

(con vari video e foto):

"Quando gli Amazing Blondel rimasero in due"




            Amazing Blondel - England (1972)  





"L'album viola" è forse il capolavoro degli Amazing Blondel, anche se la critica e molti fans non sono d'accordo. Secondo noi, è proprio qui, qui che i menestrelli inglesi si allontanano un po' dalle atmosfere medievaleggianti, pur restando in ambito di "musica antica", "tradizionale", quella musica che risalta l'arte, l'anima stessa del loro progetto. Canzoni dolci, bucoliche. Suoni pacati, voci "mellow" e, soprattutto, la bellezza delle melodie.

Certo: non erano più gli "Amazing Blondel": ora erano i "Blondel" e basta... Ma sapevano - e sanno - ben avvolgere l'ascoltatore e trasportarlo sulla piazza e nelle viuzze di un borgo inglese di 400, 500 anni prima!

'The Purple Album' è progressive folk, sicuramente. Con questo disco si lasciano alle spalle il sound elisabettiano pur gradevole e intraprendono lo stesso percorso che intrapresero i Gryphon già a partire dal secondo album per arrivare a destinazione con il quarto  Treason.




               La defaillance di Eddie Baird

Un vecchio giornale musicale: Sounds. Un articoletto  a pagina 3 del numero del 30 novembre 1974. Vi si parla dei (molti) concerti degli Amazing Blondel successivi all'uscita dell'album Mulgrave Street. Sul palco: i Roxy Music e i Blondel (questi ultimi accompagnati da un'orchestra): strano abbinamento, anche se si pensa che i Roxy Music erano sotto contratto presso Island Records mentre gli Amazing Blondel erano passati a un'etichetta minore, la DJM (Dick James Music Records, che venne poi chiusa nel 1986).



Da tempo gli Amazing Blondel avevano - parzialmente - rinunciato alla musica antica, cercando di produrre brani più "accessibili". Sarebbe stato questa scelta a causare vari strappi all'interno del terzetto, come sappiamo. Il conflitto maggiore era tra il desiderio dei manager, i quali premevano per organizzare un numero maggiore di concerti, e quello del gruppo, che invece voleva passare più tempo in studio di registrazione a produrre nuovo materiale. Alla fine, tale situazione portò, nel 1973, alla partenza di John Gladwin, colui che aveva scritto la maggior parte dei loro brani. I rimanenti due membri decisero di continuare come duo, accorciando il nome del gruppo in "Blondel" ed esibendosi  in compagnia di formazioni orchestrali.

Quello del 1974 fu un tour vario, sia in Europa che sull'Isola, con viaggi qui e là; a macchia di leopardo.

Nell'articolo si dice:

>> Eddie Baird ha avuto un mancamento poco prima di salire sul palco al Politecnico di Newcastle, la scorsa settimana. Trasportato all'ospedale, gli è stato riscontrato 'un esaurimento'. Sembrava essersi ripreso e difatti si è fatto trovare pronto, venerdì scorso, per esibirsi con la band al Goldsmiths College di Londra. Ma lunedì purtroppo è collassato nuovamente. << 

Al di là di questa "curiosità": spulciando i vari articoli d'epoca sugli Amazing Blondel, si nota l'atteggiamento altezzoso, a volte arrogante di tanta critica musicale, atta a seguire i generi alla moda ed escludere dai propri favori gli artisti che producevano suoni alia. Era quasi già un miracolo trovare qualcosa circa gli Amazing Blondel su una qualche rivista rock della metà degli Anni Settanta. Ricordiamoci tra l'altro che furoreggiava il punk...


#medieval #folkrock #progfolk 



Annie Barbazza at Club Giardino.

Covers di:

Amazing Blondel, Genesis, King Crimson, Yes.



 Il prog-folk acustico) degli Amazing Blondel sul palco del "Folkest" di Spilimbergo (Pordenone) nel 1998

Ci sono tutt'e tre i membri: John David Gladwin,Terry Wincott ed Eddie Baird. E la musica che a quel punto loro producono è ancora bella come lo era quasi 30 anni prima!



4/14/23

Auguri a Sonja Kristina! (Curved Air)

Auguri a Sonja Christina Shaw,

conosciuta come Sonja Kristina

(nata il 14 apr. 1949 a Brentwood, GB)!


    Curved Air, 1972 - TV francese

                                    #rock #music #prog #progrock #artrock

I Curved Air non sarebbero stati (né sarebbero) quel gruppo che erano (che sono) senza la loro frontwoman, Sonja Kristina!

   "Metamorphosis", dall'album Air Cut, 1973


Negli Anni '60, giovanissima, Sonja iniziò a bazzicare i folk club e ad esibirsi. A 15 anni prese a studiare recitazione, cantando nel frattempo a fianco di artisti come Sandy Denny, Al Stewart e Buffy Saint-Marie. 
Nel 1968 fece parte del cast londinese del musical Hair (allo Shaftesbury Theatre) e nel 1970 si unì ai Curved Air, non soltanto come cantante ma anche come autrice di testi.
"Back Street Luv" fu uno dei più grandi successi del gruppo e i Curved Air fecero fin da subito delle tournée internazionali. Nei sei anni che seguirono, mentre la formazione della band cambiava di continuo, Sonja ne fu l'unico membro costante. Dopo l'ultimo concerto (1976), lei continuò a esibirsi in spettacoli nel West End, in TV e nei teatrini off-off. Con una propria nuova band - gli Escape - registrò il suo primo album solista: Sonja Kristina (1980).

Più tardi la band venne richiamata in vita, ci sono stati altri album (anche ottimi!) e nuovi concerti, ma noi in questo articolo ci concentriamo sul periodo-clou dei Curved Air.

Sonja ha avuto tre figli con Stewart Copeland, già batterista dei Curved Air (Copeland formò poi i Police). La cantante e Stewart si separarono dopo 16 anni di vita comune, quando lui decise di andare a vivere a Los Angeles e Sonja Kristina si rimise in viaggio, stavolta sotto l'egida dell'acid folk (la reinvenzione del folk rock con una nuova denominazione). Altri cinque anni di successo, seguiti da un anno sabbatico dedicato allo studio di terapia del suono della musica e della voce, con un Master in Arti dello Spettacolo e insegnando canto alla Middlesex University.

Riprese quindi a registrare e ad esibirsi in ambito ambient jazz; in quella fase della sua vita, prese a collaborare con il compositore/produttore Marvin Ayres, noto per la sua manipolazione di trame sonore e installazioni audiovisive. Marvin le suggerì di fare musica insieme. Sotto il nome MASK, i due pubblicarono Heavy Petal (2005), album acclamato dalla critica. Il loro secondo album, Technopia, è stato pubblicato nel 2010. Seguì un tour con i riformati Curved Air...

 Curved Air 1970-71
Nella foto c'è anche il bassista Ian Eyre, che fu nella band soltanto per un biennio circa ed è purtroppo venuto a mancare nell'aprile 2022.
Ben poco si sa della sua vita come musicista dopo aver lasciato i Curved Air. Certo è che Eyre ritornò sul palcoscenico con la band per il 45° anniversario dei Curved Air: nel 2015, al teatro "Under The Bridge", dove suonò in "Back Street Luv".
(L'album Live at Under the Bridge (45th Anniversary Edition) è uscito nel 2016: ----> su IBS disponibile)


 Sonja e Stewart Copeland - 1982.    Image by © Lynn Goldsmith/Corbis © Corbis.  All Rights Reserved.



"Vivaldi", dei Curved Air, uno dei loro brani piu celebri, è contenuto nell'album Air Conditioning, uscito nel nov. 1970

Sonia Kristina e il violinista Darryl Way erano le anime dei Curved Air... insieme a Francis Monkman.

Ma la separazione sarebbe arrivata molto presto... 

  - Sonja Kristina: lead vocals
  - Darryl Way: violin, backing vocals
  - Francis Monkman: guitars, keyboards
  - Rob Martin: bass
  - Florian Pilkington-Miksa: drums
#CurvedAir #SonjaKristina #DarrylWay #francismonkman #progrock #progressiverock Curved Air Sonja Kristina



Il violino elettrico dei Curved Air. (Darryl Way.) E la voce di Sonja Kristina.
   "Back Street Luv"




L'immagine di Sonja Kristina, l'icona vivente della ragazza "al naturale" (bellezza acqua e sapone) degli anni '60-'70, riempiva allora tutte le riviste musicali - Melody Maker, Record Mirror, NME alias New Musical Express, Sounds...
Dalla musica folk passò al rock (anche progressivo) sostituendo brevemente Sandy Denny negli Strawbs ed entrando poi nei Curved Air. 
Nei nove album della band londinese (1970–1976 e 1990: limitiamoci al periodo classico), Sonja fu l'unico elemento fisso. 
Anzi: già per realizzare il terzo album, Air Cut, la cantante dovette ingaggiare nuovi musicisti, poiché era rimasta sola. Dopo la registrazione, la band tornò a sciogliersi...



Curved Air - Second Album (1971)

  - Sonja Kristina: lead vocals
  - Darryl Way: violin, backing vocals, piano (5)
  - Francis Monkman: guitars, keyboards, VCS3 synthesizer
  - Ian Eyre: bass guitar
  - Florian Pilkington-Miksa: drums



Phantasmagoria è del 1972.
Un unico cambiamento rispetto alla formazione precedente: al basso non c'è più Ian Eyre (che aveva sostituito Rob Martin) bensì Mike Wedgwood, il quale suona anche la chitarra acustica e canta.


   Curved Air (alla celebre trasmissione della TV tedesca Beat Club) - "Propositions"


Nel video sottostante: "Young Mother In Style", da Air Waves - Live at the BBC.
Ian Eyre fu bassista per poco tempo del gruppo ma contribuì al suo successo iniziale. 
"Young Mother In Style" è uno dei brani del Live at the BBC che vede ancora Eyre al basso.



Air Cut, quarto album in studio dei Curved Air, fu registrato nel 1973 e seguì la partenza di tre dei membri fondatori della band. Solo Sonja Kristina e Mike Wedgwood sono rimasti nella band rispetto alla formazione del loro precedente album e Air Cut li porta in una direzione più orientata al rock. 
Qui c'è una Sonja in qualche modo simile (non solo per via dell'ugola) a Grace Slick. O forse più assomigliante a Mariska Veres, la cantante degli olandesi Shocking Blue.
In Air Cut, al violino subentra Eddie Jobson al posto di Darryl Way.



Curved Air - Live (1975)

Una delle critiche (positive) che ricevette questo album: "Sonja Kristina non è forse mai stata vocalmente così in forma come adesso, mentre la strumentazione sbugiarda la convinzione che i Curved Air diano il loro meglio in studio".

 Grandi elogi da parte di tutti o quasi tutti i giornalisti specializzati ricevette a suo tempo questo 'live'. Venne registrato durante il tour della reunion dei Curved Air, nel dic. 1974. Con un ennesimo cambio al basso!

  - Sonja Kristina: lead vocals
  - Darryl Way: violin, keyboards, backing vocals
  - Francis Monkman: lead guitar, organ, VCS3 synthesizer
  - Florian Pilkington-Miksa: drums
  - Philip Kohn: bass guitar


Midnight Wire è il quinto album in studio dei Curved Air ed è stato registrato nel 1975. Ha segnato un altro cambio di formazione nella band, con Darryl Way e Sonja Kristina che hanno reclutato nuovi musicisti dopo la fine del tour di reunion, da cui era nato il Curved Air - Live. Ai testi  contribuì Norma Tager, un'amica di Sonja Kristina. La Tager aveva aiutato la cantante a disegnare i costumi che lei indossava sul palco, a cominciare dalla riunione dei Curved Air (nel 1974) fino alla loro nuova rottura (1976).

Line-up:

  - Sonja Kristina: lead vocals
  - Darryl Way: violin
  - Mick Jacques: guitars
  - Stewart Copeland: drums

Guests:

  - John G. Perry: bass guitar
  - Peter Wood: keyboards
  - Derek Damain: backing vocals on "The Fool"


 Curved Air nel 1975

Curved Air - Airborne (1976)

Line-up:

  - Sonja Kristina: vocals
  - Darryl Way: violin, keyboards
  - Tony Reeves: bass, keyboards, double bass on "Broken Lady"
  - Stewart Copeland: drums "heavy artillerie"
  - Mick Jacques: guitars

Guest musicians:
  - Robin Lumley: piano on "Broken Lady"
  - Alan Skidmore: saxophone on "Hot & Bothered"
  - Henry Lowther: trumpet on "Hot & Bothered"
  - Frank Ricotti: congas
  - Jack Emblow – accordion on "Broken Lady"
  - Bob Sargeant: organ on "Desiree" and "Kids to Blame"


      Quando Stewart Copeland suonava nei Curved Air

Non tutti sanno che, prima di entrare nei Police, Stewart militò per due anni nei Curved Air, di cui sposò la cantante Sonja Kristina e con i quali registrò due album, Midnight Wire ed Airborne, che non ebbero però i riscontri commerciali sperati anche per il crescente disinteresse da parte del pubblico nei confronti del progressive rock, giunto alla fine della sua età d'oro.

Fu proprio nell'ultimo concerto con il gruppo, a Newcastle, che Copeland incontrò Sting, il quale era lì con la propria formazione jazz fusion (che si sarebbe esibita dopo i Curved Air).
Successivamente a quell'esibizione, i Curved Air si sciolsero (ancora una volta) e Stewart diede vita ai Police insieme a Sting, con i risultati che tutti sappiamo.

 Stewart Copeland, leggendario suonatore delle "pelli d'asino", nato il 16 luglio 1952.
Americano, di buona famiglia che si era trasferita in Inghilterra, esordì con i Curved Air, la cui cantante, Sonja Kristina, fu sua moglie per nove anni scarsi (1982-1991). Dopo l'esperienza con i Curved Air, passò ai Police. 
Ha scritto diverse opere sinfoniche oltre a una quantità impressionante di colonne sonore. È stato anche attore...

 "Stark Naked", live


    Curved Air - "Vivaldi"
                                       (live in Tokyo 2009)


Reborn (Curved Air), CD / Box set con 12 brani ri-registrati... con il ritrovato Darryl Way al violino e come "direttore". Le versioni originali conservano un fascino speciale e irripetibile; qua la band tenta di traghettare il vecchio sound nel nuovo millennio. Il suono non è del tutto raffinato, non è "finito". Ascoltabile, comunque!


Andiamo a riascoltarci "Marie Antoinette"!
Il canto placido di Sonja Kristina e la chitarra raffinata di Francis Monkman introducono questa canzone tratta dall'album Phantasmagoria, album che nel 2018 l'etichetta Cherry Red Records ha voluto riproporre in una nuova edizione curata e ampliata. Dopo le prime frasi musicali del brano in questione, saremmo portati a credere che trattasi di una composizione semplice. Ma no: "Marie Antoinette" sale di ritmo e qualità, Sonja Kristina sembra quasi Grace Slick (che del resto lei apprezzava e amava) e presto riabbiamo la complessità strumentale tipica del progressive rock (e dei primi due album dei Curved Air), con molteplici richiami a generi disparati ma ben amalgamati in un bel mix sonoro. 
Darryl Way è alle tastiere e al violino, Florian Pilkington-Miksa ai drums e, al basso (sappiamo tutti molto bene dei grattacapi con i bassisti che ebbero i Curved Air...), c'è la "new entry" Mike Wedgwood.


Come su accennato, Sonja Kristina ha intrapreso una carriera autonoma, anche fuori dalle regole della band o del rock in generale. È stata invitata a collaborare a vari dischi, cantando tra l'altro in un album di Fabio Liberatori. (Vedi questo nostro articolo.)




   
In questo video, Sonja Kristina parla brevemente di se stessa e della sua vita in musica


3/31/23

Chaos and The Cosmos

 Chaos and The Cosmos, nuovo gruppo da Seattle, U.S.A.

(album di debutto Our Song, 2023, ora in pre-order // esce il 2 aprile)


Nel 1999 l'astronauta Scott Kelley si trovava sulla stazione spaziale internazionale STS-103 quando mise su l'album solista di Paul Langer (chitarrista; uno dei due elementi principali dell'odierno progetto Chaos and The Cosmos), High Plains Drifter: ciò determinò il futuro musicale, a tema spaziale, di Paul!
John Allday, il tastierista, è uno dei membri fondatori dei Moon Letters, gruppo che ha recentemente pubblicato l'acclamato Thank You From the Future (2022; noi ne abbiamo parlato qui).

La cover dell'album. (Bandcamp)




Chaos and The Cosmos presenta nel suo primo album Our Song anche un trio d'archi assai talentuoso.
- Phil Hirschi, violoncello, suonò negli album 'Apocalypse' (1974) e 'Visions of the Emerald Beyond' (1975) di The Mahavishnu Orchestra.
- Rachel Nesvig, violino, ha lavorato con il rapper Macklemore, con il musicista e produttore Ryan Lewis, con The Who, Father John Misty, Sir Mix A Lot, Evanescence, Naomi Judd e Chris Botti.
- Aleida Gehrels, viola, è stata in tour con Macklemore e ha lavorato con Father John Misty, Perfume Genius, Abney Park e Amy Grant.
Sito web della band Chaos and The Cosmos:
http://chaosandthecosmos.com

#progressive #progrock #artrock #symphonic #rock #music #Seattle #USA #spacerock

Un video del 2018 dei Chaos and The Cosmos, "Singularity", canzone contenuta nel loro album 'Our Song' (2023)


Ecco il link su Bandcamp per ascoltare alcuni brani o (pre)ordinare l'album




2/07/23

La bellezza della stranezza: Kay Hoffman - 'Floret Silva'

 Sembrerebbe un disco di musica religiosa ma è di più: è un'opera che rientra nel folk-rock d'avanguardia, nel Krautrock, nel rock progressivo, nel folk medievale, nello psych folk.

Di "psych" si deve assolutamente parlare, giacché l'iniziatrice del progetto è in seguito diventata celebre come autrice di libri di terapia di danza, trance, estasi, ipnosi, esperienze mistiche. Nata a Basilea ma di nazionalità americana, Kay Hoffman ha compiuto studi di musica, filosofia e ipnosi e si è dedicata alla programmazione neurolinguistica. Ha insegnato danza, sviluppando il suo personale sistema di terapia del movimento.



Disco stranissimo ma per noi interessante questo Floret Silva, in quanto la Hoffman (nel ruolo di compositrice e musicista) si servì anche di alcuni nostri vecchi conoscenti del progressive rock per realizzarlo: i Pierrot Lunaire, più segnatamente Gaio Chiocchio e Jacqueline Darby (quest'ultima, la conosciamo per aver partecipato all'album Gudrun).


   Tracks: 

1.  Iste Mundus
2.  Floret Silva
3.  Exorcisms
4.  Intermezzo (Chume Chume)
5.  Ich Will Truren
6.  Rondo
7.  Mai Tanz
8.  Quot Sunt Horae
9.  Tot
10.  Sonus Dulcis Lyrae
11.  Ouverture Zum Fest
12.  Intermezzo (Fagott Sommer Nacht Promenade)
13.  Tempus Instat
14.  Langueo (Vacilantis)
15.  Chume Chume
16.  Nummus
17.  Post Communio Sancti Cyrilli



     Musicisti e altri fautori del Floret Silva:

- All: Choir/Chorus


- Mark Armstrong: Reissue Coordination

- Carlo Bardi: Bassoon

- Gaio Chiocchio: Arranger, Guitar (Electric)

- Jonathan Coleclough: Design

- Renato Cordovani: Clarinet, Clarinet (Bass), Sax (Tenor)

- Jacqueline Darby: Laughs, Siren, Vocals, Voices

- Christoph Heemann: Tape Transfer

- Kay Hoffman: Arranger, Clavinet, Composer, Percussion, Piano, Primary Artist, Voices

- Michele Losappio: Arranger, Clavinet, Composer, Engineer, Fender Rhodes, Piano, Trombone, Vocals

- Tolmino Marianini: Trumpet

- Maurizio Pieri: Engineer

- Sandro Raimondi: Drums, Engineer, Percussion, Sax (Alto)

- Gianni Salaorni: Guitar (Acoustic), Guitar (Electric)

- Kevin Spencer: Audio Restoration

- Simo Valzania: Arranger, Bass, Bass (Electric), Bouzouki, Composer, Effects, Engineer, Flute, Glockenspiel, Guitar, Guitar (Acoustic), Harp, Harpsichord, Organ, Recitation, Toy Piano, Violin, Vocals, Water Effects

- Nicola Vernuccio: Bass, Bowed Double Bass, Double Bass


 Chi lo ha recensito (pochi) ha accostato questo disco allo stile di Dr. Strangely Strange, Gong, Stone Angel, Incredible String Band... Comus. diciamo che appartiene a un sottogenere dell'IPR (Italian Progressive Rock) - allo psych folk underground.


La Hoffman si è sforzata di mettere in musica parti dei Carmina Burana, come già fece il tedesco Carl Orff nel 1935-36 (sua la celebre cantata intitolata appunto 'Carmina Burana'). Si tratta di un'antologia medievale (dell'XI-XIII sec.) di 253 componimenti poetici a tema mistico-religioso in Altdeutsch e in francese antico.


Aiutata dai Pierrot Lunaire (in primis dalla cantante classica gallese Jacqueline Darby), Hoffman realizzò dunque il suo Floret Silva, che ha una genesi tumultuosa per causa di tempi non rispettati e altri ostacoli, cosicché l'opera non vide la luce nel 1977 e neppure nel 1978, come era previsto (e doveva uscire per la RCA), ma soltanto nel 1985, grazie a una piccola etichetta giapponese (Belle Antique). Tre decenni dopo la sua nascita, il disco venne finalmente pubblicato in un'edizione degnissima: da Robot Records.  






A tratti sembra di sentire una protoversione dei Dead Can Dance... se questi sapessero cantare il latino (la Darby, a quanto possiamo giudicare, l'antico idioma lo conosceva bene). Gli strumenti principali sono il flauto, l'arpicordo o clavicembalo, fiati e strumenti a corde. La musica tradizionale dalla coloratura medievale presenta inserti avanguardistici (con risate, sirene, aggiunte vocali à la Luigi Nono o Luciano Berio) e ornamenti di sonorità rock stile Anni Settanta. Ad un certo punto non si sa più cosa sia più anacronistico: le melodie pastorali e a sfondo religioso (ma a tratti sembra piuttosto un prendersi gioco di tanto trasporto di fede!) oppure i passaggi modernistici.

È un album davvero strano e intrigante, che piace e cattura chi sul serio vuole essere catturato. E che ci impone di riascoltarlo più volte.


Links correlati:


  Tony Pagliuca - Rosa Mystica


  Pierrot Lunaire




.