9/24/22

Da Coltrane a Pharoah Sanders a Santana

Proponiamo due degli album di Santana che senza dubbio risentono dell'influsso della musica di Pharoah Sanders (jazz spaziale... e grande spiritualità).

Pharoah Sanders, celebre sassofonista di free jazz, si è spento oggi all'età di 81 anni. A darne notizia, l'etichetta Luaka Bop:


“Siamo devastati nel comunicare che Pharoah Sanders è scomparso”, si legge nel post. “È morto pacificamente, circondato dall’amore di familiari e amici a Los Angeles questa mattina. Sempre e per sempre l’essere umano più bello. Possa riposare in pace”.


 Sulla sua importanza nel jazz contemporaneo avevamo scritto in questo articolo (Topolàin)

O anche qui (mirror site).

Stava per compiere 82 anni, essendo nato a Little Rock, nell’Arkansas, il 13 ottobre 1940. Raggiunse la fama nel 1965, quando  John Coltrane, all’apice del successo, aveva deciso di rifondare il proprio gruppo scegliendo di farsi affiancare da un secondo strumento analogo al proprio. Quasi un passaggio di consegne dal risvolto drammatico: due anni dopo, "Trane" moriva prematuramente per un tumore non diagnosticato.
Sanders era uno dei rappresentanti più radicali del free jazz, musica sperimentale dalla forte valenza sociale che si sviluppò parallelamente con le grandi battaglie razziali di Martin Luther King e, soprattutto, di Malcolm X: il Black Power sarà sempre un marchio distintivo dei musicisti "Free".

L'ultimo suo disco, Promises, molto acclamato dalla critica, è stato registrato nel 2021 insieme al DJ Floating Points e alla London Symphony Orchestra.

Pharoah Sanders collaborò anche con Alice Coltrane, figlia di John. (Articolo circa Alice Coltrane.) 

Leggi su "le illuminazioni di Alice Coltrane e Carlos Santana" in quest'altro sito.

Le Divine Songs di Alice Coltrane.  


I due album di Santana cui accennavamo sono Caravanserai (1972, con Mike Shrieve alla batteria) e Love Devotion Surrender (1973, che Carlos Santana registrò insieme a un altro virtuoso della chitarra: John McLaughlin). 


Due dei migliori prodotti non solo del jazz-rock ma di tutta la musica contemporanea.


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9/19/22

Quando gli Amazing Blondel rimasero in due

 Sono stati associati ai Gryphon e ai Pentangle; ma tra i paragoni c'è persino quello, totalmente sballato, con i Jethro Tull.

Signore e signori: gli Amazing Blondel!


La formazione classica:

John Gladwin

Eddie Baird

Terry Wincott



 


John David Gladwin e Edward Baird erano nati e cresciuti a Scunthorpe, Lincolnshire; mentre Terence Alan Wincott, che era nato nell'Hampshire, a Scunthorpe si era trasferito da bambino.

   



Si rivelarono tre musicisti straordinari. Gladwin cantava, oltre a suonare la chitarra a 12 corde, il liuto, il contrabbasso, la tiorba, la cetra, il tabor (tamburo di Provenza) e le campane tubulari. Wincott cantava e suonava la chitarra a 6 corde, l'armonio, la chitarra a 12 corde, il liuto, il flauto dolce, il flauto traverso, l'ocarina, le conga, il cromorno, l'organo a canne, il tabor, il clavicembalo, il pianoforte, il mellotron e i bongos e altri strumenti a percussione. Baird era altresì alla voce; e suonava il liuto, il glockenspiel, la cetra, il dulcimero, la chitarra a 12 corde e varie percussioni.



Dal 1969 al 1972, Gladwin, Baird e Wincott registrarono una manciata di LP per la Island Records (e servendosi di validi collaboratori). Il loro era un tentativo di proporre la musica medievale - più precisamente: della "Renaissance" - usando strumenti tradizionali. Tuttavia vennero spesso catalogati come band di "psychedelic folk". Molto più azzeccata è l'altra denominazione: "medieval folk rock".

Fatto è che riuscirono a conferire al folk-rock inglese dei primi Anni Settanta una propria impronta, sebbene non raggiunsero mai la fama dei  Fairport Convention o degli Steeleye Span. Oppure dei Magna Carta, band che ebbe una carriera parallela alla loro ma con meno interruzioni e qualche riconoscimento in più.


I titoli dei  primi, "classici" album degli Amazing Blondel sono noti a tutti i loro aficionados:


  The Amazing Blondel (1970), Evensong (1970), Fantasia Lindum (1971), England (1972).


Ecco due articoli in italiano per approfondire:



All'approssimarsi degli ominosi Anni Ottanta, con la disco music che furoreggiava e la perdita di popolarità del folk, Eddie Baird e Terry Wincott smisero di volersi esibirsi con il repertorio tradizionale. Gladwin intanto aveva dichiarato di voler rimaner fedele ai suoni tipicamente elisabettiani e si era separato da Baird e Wincott per dare concerti in compagnia di altri vecchi compagni di avventura. (Inizialmente il nome di questo ensemble era "John David Gladwin's Englishe Musicke"). 

I rimanenti due menestrelli realizzarono, sotto l'eponimo "Amazing Blondel", Blondel ("The Purple Album" ossia "l'album viola", come viene altresì chiamato). Era il 1973. Blondel (DJM Records), che vede tra gli altri la partecipazione di Steve Winwood nonché di Paul Rodgers e Simon Kirke durante il loro passaggio dai Free ai Bad Company, è una raccolta di canzoni davvero molto belle (Edward "Eddie" Baird è del resto un compositore eccezionale) e per molti versi differenti dai brani pastorali di England e dagli album precedenti. Queste canzoni (ballate, madrigali...) sono a loro modo capaci di conferire al folk medievaleggiante dell'originale trio un'aura di pop, di levità sonora radio-friendly.  


Dopo Blondel, Eddie Baird e Terry Wincott sfornarono, in rapida successione:


Mulgrave Street (1974)

Inspiration (1975)

Bad Dreams (1976)


Tutti usciti per la DJM Records, etichetta inglese indipendente che prese sotto contratto anche Elton John e Bernie Taupin. La DJM faceva capo a Dick James, cantante ed editore musicale, il quale, insieme a Brian Epstein, dirigeva Northern Song (le edizioni musicali dei Beatles).


Ci fu poi uno iato produttivo di circa due decenni e nel 1997 (grazie anche all'interesse manifestato su Internet dai vecchi fan) i tre Amazing Blondel (sì, con John Gladwin) si riunirono e diedero alle stampe Restoration (HTD Records), che riportava le sonorità più vicine alla musica inglese medieval-rinascimentale. Il rinato trio suonò svariati concerti nel continente europeo fino al 2000. 

Restoration fu la degna chiusura di un sogno anacronistico, a base di liuto e altri strumenti antichi, che aveva preso l'avvio in una vivace quanto inquinata cittadina industriale del Lincolnshire e che arrivò a entusiasmare caterve di ascoltatori di entrambi gli emisferi terrestri.


Si può dire che, nel periodo post-Blondel, il più attivo rimase Eddie Baird. Nel 2005, Baird diede due concerti insieme alla cantautrice e "diva" della chitarra acustica Julie Ellison e in seguito passò a lavorare con il musicista e cantante Darryl Ebbatson (nome del progetto: "Ebbatson Baird"). Oltre a pubblicare, come artista solista, vari album acclamati dai critici.






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9/10/22

Banco Del Mutuo Soccorso: 'Orlando: Le Forme dell'Amore'

 Il 23 settembre esce, ufficialmente,  il concept con cui il Banco festeggia il 50° anno di attività! Ancora un'operazione impegnata e impegnativa, un'opera intensa e di vasto respiro, a coronare una storia che ha portato il gruppo a essere considerato, anche all'estero, tra le punte di diamante del rock progressivo (di tutti i tempi e di tutti i luoghi geografici!).

"La Pianura Rossa" è uno dei brani tratti da Orlando: Le Forme dell'Amore (Inside Out Music). L'altro single - derivato dallo stesso concept e presentato in precedenza - è "Cadere o volare".




Ineguagliabile, questa band! Che (si può già adesso affermare tranquillamente) raggiunge, con Orlando...,  un nuovo apice della sua lunga e onorata carriera. 







Tracklist:

      1. Proemio (cover version) 
      2. La Pianura Rossa 
      3. Serve Orlando Adesso 
      4. Non Mi Spaventa Più L’amore 
      5. Non Serve Tremare 
      6. Le Anime Deserte Del Mondo 
      7. L’isola Felice 
      8. La Maldicenza 
      9. Cadere O Volare 
      10. Il Paladino (
      11. L’Amore Accade 
      12. Non Credere Alla Luna 
      13. Moon Suite 
      14. Come È Successo Che Sei Qui 
      15. Cosa Vuol Dire Per Sempre 

La lunghezza dei brani va dai 3 minuti ca. ai 6-7 minuti, tranne "Moon Suite", che supera gli 11.



Vittorio Nocenzi ha lavorato al progetto per anni, insieme al figlio Michelangelo e al paroliere Paolo Logli. Narrare il poema dell'Ariosto in un italiano moderno e non in quello del XVI secolo e renderlo "commestibile" in un mix di forma e spirito, di musica immaginifica e narrazione di senso compiuto, dev'essere stata un'operazione intellettuale non da poco.


Formazione attuale:

Vittorio Nocenzi
Voce, pianoforte e tastiere


Filippo Marchegianni
Chitarra e voce


Nicola Di Già
Chitarra

Marco Capozi
Basso

Fabio Moresco
Batteria


Tony D'Alessio
Voce


 ... senza mai dimenticare Francesco Di Giacomo




La scelta di cantare solo in italiano (come sul precedente Transiberiana) conferma la volontà del Banco di rimanere fedele alla propria linea. Incluse nel booklet ci saranno comunque le traduzioni in inglese, insieme a delle note esplicative per il pubblico fuor d'Italia.


L’album sarà disponibile come Limited CD DigipakGatefold 180g 2LP+CD e in digitale.

Preorder qui: https://bancodelmutuosoccorso.lnk.to/Orlando-LeFormeDellAmore









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8/31/22

Fascination Curve - 'Corona Time In Amerika' (2022)

 Al Coronavirus non poteva non essere dedicato un album (di rock progressivo)! Ci hanno pensato i Fascination Curve. Il titolo: Corona Time In Amerika. Che è qualcosa a metà tra il concept e un'opera rock.

Karl Lundeberg, tastierista, cantante e compositore della band, ne ha avuto abbastanza delle imposizioni legate al Covid 19 ma ancora più dello sbandamento degli Stati Uniti d'America (che è una delle sue patrie: Lundeberg, di famiglia norvegese-americana, è infatti cresciuto a Washington DC ma anche in Inghilterra e in Norvegia). Ha prodotto, insieme a questo suo gruppo, un disco che parla di razzismo, di estremismo politico e degli altri problemi a tutti noi noti. Il brano più lungo è anche quello da cui l'album prende il nome, e cioè la suite di 20 minuti intitolata appunto "Corona Time In Amerika".

(Notare quell'"Amerika", con la 'k'.)

I Fascination Curve sono una crew di musicisti che hanno collaborato con vari protagonisti del rock e non solo: dai Rolling Stones a John Cage, passando per Miroslav Vitous, Elton John, Rick Wakeman, Ringo Starr, Gilberto Gil, Phil Collins, Madonna, Ambrosia, Stev Vai, Steve Gadd, Keith Emerson, Michael Jackson.


     Line Up:

Karl Lundeberg | keyboards, guitar, vocals

Marc Bonilla | guitar, vocals

Ken Stacey | vocals

Amy Keyes | vocals

Mha Bhati | bass

Tim Riess | soprano sax

Gregg Bissonette | drums



     I brani:

01. Land of the Free, Home of the Slave

02. Sometime, Somehow

03. I Will Breathe with You (Prelude)

04. I Will Breathe with You

05. Corona Time in Amerika

06. Dip Them in Gold (Prelude)

07. Dip Them in Gold



8/20/22

Il prog-folk dei Sud Arkhè

 Il Meridione come terra promessa, come fierezza di farne parte, come umori, mercati, voci, villanelle.




Sud Arkhè - "Villanella a lu ciardino", con la voce di Marilla Talarico.
Dall'album Direzione Sud Vol. 1, uscito per Ma.Ra.Cash


Questo articolo si occupa di uno straordinario collettivo di musicisti capaci di portare dappertutto il clima e l'indole del Mezzogiorno - e di Napoli in particolare. Sud Arkhè: una creatura nata dalla volontà di Pas Scarpato, chitarrista, cantante, compositore fin da sempre attivo un po' dovunque in Italia, da nord a sud. Tramite diversi progetti; i Malaavia tra gli altri, dei quali abbiamo già riferito qui.  



 Il 17 settembre i Sud Arkhè saranno in concerto a Chiuduno (BG). Ed eseguiranno ovviamente molti brani da Direzione Sud


Teniamo in mano questo primo CD dei Sud Arkhè: Direzione Sud Vol. 1. Nonostante il titolo, l'album - curato da Nello D'Anna - lascia intendere anche altre direzioni: la natura, la libertà dei campi aperti, i cieli di colore e speranza. Ciò ci suggerisce l'immagine della cover. Ma - certo - il pentagramma è quello partenopeo.




Quando parte la prima traccia, "Lei ballando va", il cuore già si adagia su un letto di raso. I ritmi e i colori ricordano la Nuova Compagnia di Canto Popolare e dintorni. Del resto non è un caso che i Sud Arkhè abbiano fatto da "opener" a un concerto di Eugenio Bennato
Direzione Sud - Vol. 1 è un'opera caratterizzata da un bel folk-rock mediterraneo dove le canzoni autorate da Pas Scarpato si abbinano a fior fiore di voci femminili, tra le quali quella di Tiziana Radis


Lo scopo di 'Vol. 1'? Presto detto: finanziare il 'Vol. 2'! Né più né meno. Già si è contenti così...
Ci sono realtà musicali straordinarie in Italia (e non solo) che cercano uno sbocco. E a volte lo trovano, ma per poco: il tempo di lanciare qualche bagliore, di catturare qualche attenzione. Poi, si torna a una sorta di quarantena... in attesa che si apra un nuovo palco su cui esibirsi.
I Sud Arkhè forse stanno avendo più visibilità di altri gruppi, grazie anche all'intelligenza, alla sensibilità e alla caparbietà di Pas Scarpato. Avevamo lasciato Pas nella Bergamasca (di nuovo: vedi questo nostro servizio sui Malaavia) e lo ritroviamo a Sciacca, in Sicilia. Quella Sicilia dove poco tempo fa (ad inizio agosto) i Sud Arkhè hanno potuto presentare il loro sound napoletano, nell'ambito della rassegna Dedalo Festival, a Caltabellotta.

 Sud Arkhè: uno dei molti progetti sonori creati da Pas Scarpato, talento napoletano da qualche tempo trapiantato a Sciacca ed esploratore di suoni e ritmi del Sud. Hanno partecipato, poche settimane fa, al siciliano Dedalo Festival (XV edizione, in quel di Caltabellotta): giorni ricchi di eventi culturali, tra musica e letteratura

 Ancora bei ricordi del Dedalo Festival 2022. Foto sotto: la musica dei Sud Arkhè con Davide Campisi e Roberto Ligàmmari

 

Sud Arkhè - "Comme quanno..."
(da: Direzione Sud, 2022)

Le tracce si succedono in chiave di ritmo allegro, anche se i testi spingono a una certa riflessione critica. "Tammuriata d'a fatica" ha delle parti che fanno muovere da sole le gambe, "Sole ca nun more" è già più una composizione romantica...
Com'è tipico del prog folk, alle ballads di gusto popolare si alternano momenti di riflessioni metafisiche. C'è spazio anche per una poesia della solitudine, pur se l'accento generale cade sulla società, sulla comunità, sullo stato di salute del popolo; popolo che certe volte intravediamo come da dietro una finestra e altre, di contro, elevato a vero protagonista delle canzoni. 

Questa la track list:


1. "Lei ballando va" (Armonizzazioni vocali di Tiziana Radis)
2. "Tamurriata d'a fatica"
3. "Sole ca nun more" (Musiche di Pas Scarpato ed Egidio Napolitano)
4. "Mercato d'o spasso"
5. "Villanella a lu cirdino" (liberamente ispirata al celebre dipinto "Il Giardino delle Delizie" di Hieronymus Bosch)
6. "Senza pensieri"
7. "Comme quanno"
8. "Vico Sisina" (Arrangiamenti: Pas Scarpato, Michela Carobbio e Nello D'Anna)
8. "Guagliù guagliù"
10. "Fenesta a mmare"


Al disco hanno partecipato musicisti di varie parti d’Italia. Nella formazione da concerto, invece, trovano posto diversi artisti, comunque protagonisti del progetto nel corso dei tre lustri da quando esso - sotto svariati nomi - esiste. Naturalmente, non manca neppure qualche nuovo innesto. 
Sud Arkhè vede la direzione di Guido Locatelli (batteria) e - ovvio - Pas Scarpato (chitarra). 

La line-up live  (soggetta a variazioni) è composta da:

Pas Scarpato: voce e chitarre;
Max Barba: basso elettrico;
Gaspare Bonafede: percussioni;
Maria Laura Talarico: voce e tamburi a cornice;
Giorgio Khawam: chitarra solista;
Guido Locatelli: batteria.


Tra gli artisti che hanno inciso l'album insieme a Scarpato e Locatelli: Max Barba, Marilla Talarico, Chiara Boldreghini, Elena Biagioni, Giorgio Khawam; il percussionista Gaspare Bonafede, la già citata Tiziana Radis... 



 Al 'Druso', locale di Bergamo
 Sono una band che si diverte molto durante i live: i Sud Arkhè. E, come i grandi gruppi di esperienza, quando non si esibiscono dal vivo, si dedicano alla ricerca musicale. Direzione Sud, uscito per la Ma.Ra.Cash, contiene 10 brani 


A questo punto occorre porre l'accento sulla sensibilità artistica e sull'attenzione di Massimo Orlandini (Ma.Ra.Cash Records), promotor di gruppi e di stili spesso presi sotto gamba (dal grande pubblico, ma non, per fortuna, dalla critica più accorta).



Lo stesso Pas Scarpato, a proposito di sé e della propria storia, ci ha raccontato già nel 2021, quando stilammo l'articolo sui Malaavia:

"Non sono un cantautore. Ho sempre lavorato con delle band dove, oltre che suonare, scrivevo tutto io e arrangiavo. Come le altre, anche Sud Arkhè è una mia creatura. Mi piace rapportarmi ad altri musicisti con bagagli di esperienze diverse. Io e gli altri compagni d'avventura siamo grati a Massimo Orlandini perché è stato il primo a credere nel potenziale della band e tuttora sostiene i nostri progetti."

 

   "Tammurriata d'a fatica"


L'album dei Sud Arkhè è una realtà. 
--- Direzione Sud Vol. 1
Per riceverlo a casa basta inviare una mail a: sudarkhe@gmail.com 
Oppure ordinalo sul Ma.Ra.Cash store!

 


Dalla recensione di Franco Vassia:

Direzione Sud, vol. 1 è la loro prima uscita discografica: un tessuto abilmente cesellato nel quale, tra i ricami, è possibile accarezzare i fili dorati della più profonda cultura partenopea, elementi basilari per la costruzione del disegno centrale: un omaggio ispirato alla continuità e alla semplificazione più diretta e genuina. 
“Balli, villanelle e mercati, musiche e canti che sanno di grano e che ti spruzzano in viso la schiuma del mare”... Più che una direzione, la tappa finale del viaggio risulta essere proprio il Sud, col suo epicentro, col suo vociare  livellato ed equalizzato dal volume del tempo. Incanalandosi, la musica se ne infischia delle curvature e degli argini ma fluisce gioiosa e libera come acqua di torrente. Mentre il canto indossa sgargianti vestiti corali, fuori dall’uscio chiedono udienza anche i riverberi confinanti col famigerato rap. Per gli amanti della musica e del folk meno ecumenico la prenotazione del viaggio in direzione Sud diventa quasi un obbligo.  




Intervista e presentazione a Brixiachannel TV


















8/17/22

Moon Letters

 Il primo album dei Moon Letters, da Seattle, si intitola Until They Feel the Sun ed è uscito tre anni fa. Da pochi giorni è disponibile il secondo, Thank You from the Future. I Moon Letters si rifanno a miti e leggende del mondo celtico. Il loro stesso nome è un palese riferimento alla scrittura lunare (segreta) dell'universo di Tolkien.





Era il 2019 quando cinque elementi di diverse band di Seattle si misero insieme per formare un gruppo di hard prog, chiamandolo appunto Moon Letters..
Due album finora: Until They Feel the Sun (2019) e Thank You from the Future (2022). Per quanto possa sembrare strano (in vari concerti la band ha fatto da apripista a grandi nomi del progressive rock, e mira chiaramente a diventare una delle formazioni di punta del prog americano), ambedue i dischi sono stati autoprodotti.


Line-up:



John Allday (Chaos and the Cosmos): tastiere, canto

Mike Murphy (Cantrip): basso, canto

Kelly Mynes (Panther Attack!, Bone Cave Ballet): batteria

Michael Trew (Autumn Electric): voce solista, flauto

Dave Webb (Wah Wah Exit Wound, Spacebag): chitarre

 


 La cover del loro album di debutto, Under They Feel the Sun





Nel video sottostante: "Yesterday Is Gone". Dal CD appena uscito Thank You from the Future (2022).

 

I Moon Letters sono molto tecnici. I loro brani  mettono in risalto la ritmica pur non rinunciando ai passaggi melodici "teatrali" tipici del symphonic prog "originale", Anni '70 dunque. Ottime le armonie vocali. 





La copertina del nuovo album (uscito l'8 agosto) è di un artista di collages surreali, Mariano Peccinetti, il quale, nel corso della sua carriera,  ha già realizzato la grafica di oltre una ventina di album.

 L'album 2022 dei Moon Letters, Thank You from the Future




Il nome della band si riferisce alle "lettere lunari" descritte ne Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien: lettere che è impossibile vedere, a meno che la luce della luna non brilli dietro alla pietra o alla tavoletta su cui esse sono incise.  

  Questo un altro brano dall'album Thank You from the Future:




8/02/22

Rock mainstream con elementi progressive: Cage. Ecco il nuovo single

 Cage (Italy) - "The Purple Light of Dawn", the first single from their upcoming album



Grande gruppo che riesce a risolvere l'equazione tra musica  appetibile alle masse e rock sopraffino. Ci muoviamo qui dunque nella sfera art-pop e progressive. I testi dei Cage non sono mai banali, le loro canzoni sono sempre sul pezzo. I temi spaziano dalla necessità di noi umani di capirsi e capire e dunque dai problemi di comunicazione e la mancanza di sensibilità per gli altri, fino agli errori di un mondo sempre meno logico. In conclusione, abbiamo una prognosi piuttosto malinconica, se non "dark", sul futuro dell'umanità, lasciando intravedere unicamente nell'amore (e nella natura con le sue forze misteriose, come in "The Waves", leggi più sotto), un lumicino di speranza. 

Diletta e Giulia 


È una formazione che ai più ferrati potrebbe far intravedere parallelismi con gruppi angloamericani, anche storici, caratterizzati da una voce femminile dalla forte presenza. La cantante dei Cage è Diletta Manuel, ben coadiuvata da Giulia Curti (seconde voci e percussioni).

     


Le origini della band carrarese sono prog e hard prog, e proprio per questo, nelle tessiture ricche di lirismo dei loro brani, assume grande importanza la chitarra graffiante di Andrea Mignani, che va a fare da controcanto ai synth dalle atmosfere pop e rock di Damiano Tacchini.

 
Andrea Mignani nel 2021

I Cage hanno sempre cercato di rimanere fedeli alle proprie radici nonostante la girandola dei membri. E, come tutti i dispensatori di ottimi messaggi, amano anche suonare brani non propri. Ecco una loro straordinaria interpretazione di un pezzo degli Eurythmics.


DISCOGRAFIA (LP-album):

 

The View                 Toast Records TO Italy 1992

The Feeble Minded Man    Toast Records TO Italy 1995

87/94                    Musea Records Metz Francia 2005

Secret Passage           Musea Records Metz Francia 2008

Images                   KezzMe FI Italy 2018


   (Singoli:)

"The Waves"                KezzMe FI Italy 2020

"Words", Acoustic Version   KezzMe FI Italy 2020

"I Saved The World Today" (cover Eurythmics) KezzMe FI Italy 2020 

"Battleship - Metal Prog Suite"   KezzMe 2021


Line-up attuale

Andrea Mignani - Chitarra

Damiano Tacchini - Piano, Tastiere

Diletta Manuel - Voce

Giulia Curti - Seconde voci e percussioni

Luca Giampietri - Basso

Andrea Griselli - Batteria




La genesi (in breve) dei Cage


C'erano una volta i Soundproof Red. La band, nata nel 1988, eseguiva soprattutto pezzi strumentali... 


"I Cage hanno avuto tante modifiche nell'organico" ci racconta Andrea Griselli, coautore delle musiche insieme a Mignani (gli arrangiamenti nascono da un lavoro collettivo; dei testi si occupano Damiano Tacchini e Giulia Curti). "Già con Secret Passage, 2007, c'è un massiccio cambiamento nella struttura dei brani che diventano quasi 'canzoni'. Più avanti c'è stato uno spacco totale che ha portato a una crisi e alcuni elementi sono usciti dal gruppo. Io e il chitarrista abbiamo voluto ripartire con un progetto nuovo e avevamo tantissima voglia di lavorare con musicisti che avessero background diversi... Cercavamo quella commistione e abbiamo continuato."



Indirizzi internet di riferimento:

Cage su Instagram


... e su Spotify!


THE PURPLE LIGHT OF DAWN - testo


Under the horizons

deep silence

The nights were all a dawn

Walk on! 


A barren world 

Feeds Judas’ tree

Life is collapsing

We burned the rose and leaf


We sold the ashes 

Is it cold? 

This is the air that's 

Tearing the bones 



Inc 1


Running under a scrap of wall

Wearing greasy rags of storm

Feeling the truth burning in your throat

In the purple light of dawn



When dust laid down

The Trench was a lost

cobalt universe 

What's this noise? 


Nothing it's just the rest 

of dying wind

Old amethyst town

You're turning around


as worms in cold dry meats

Is it true? 

The nation feeds men

Who then kill


Inc 2


Running under a scrap of wall

Wearing greasy rags of storm

Feeling the truth burning in your throat

In the purple light of dawn


Pray the fallen gods

Embers of a star

Sitting on a silent ground

Pray the naked stone


You're blind and so far


"Flow of Time" (dall'album Images) è costruito su un riff di chitarra metal. L'abilità qui consiste nel mantenere il 5/4 e far scorrere la canzone il più naturalmente possibile. 


Alcuni link esterni, per approfondire ulteriormente: dei Cage parlano...

Metalhammer

Voce Apuana

Andrea Griselli su Facebook

Più o meno pop

Tutto rock (...)


   Andrea Griselli


Chattando con Andrea Griselli, gli avevo proposto il seguente incipit per l'articolo su di loro:


Qualcuno lo ha già annotato prima di noi: coniugano freschezza di stile a una ricerca compositiva più elevata e più profonda. Crescendi e cambi di ritmo non sono estranei ai Cage, ensemble toscano-ligure dal repertorio originale ormai ampio.


Andrea: "Hai scritto bene: siccome siamo gente di confine (tra Sarzana e Massa Carrara), 'toscano-ligure' calza a pennello. Siamo nati a Carrara ma diversi di noi abitano in Liguria, comunque tutto nel giro di pochi chilometri."


    Luca Giampietri






"Cage".

Questo video è una piccola sintesi del duro lavoro di mixaggio e masterizzazione del disco Images. Da lì è nata l'idea di immortalare i backstage e le parti in cui si stava registrando. 

Filmato e montato da Giuseppe D'Aleo presso Nautilus Studio Carrara (MS).


Con "The Waves" raggiungono forse il picco della loro arte e anche dell'accessibilità: pezzo non banale e suonato e cantato ottimamente; non mancano le progressioni e gli intermezzi "colti", ma il motivo che si ripete con appena qualche variazione e il bel coro di accompagnamento raggiungono l'obiettivo di affascinare chi è abituato anche a canzoni meno impegnate. Davvero un brano interessante e si sente che c'è tanto lavoro dietro; e uno dei quesiti principali è sicuramente stato: come faccio a rendere radio-friendly una composizione intelligente e, de facto, art-rock?  


Andrea: "Le cose nascono senza neppure pensarci, non siamo molto commerciali da quel punto di vista, anche se penso che il desiderio di arrivare a più persone sia insito dentro ogni artista e quindi anche dentro di noi. Riguardo al più recente 'The Purple Light of Dawn', ad esempio, abbiamo curato i suoni sicuramente spostando l'attenzione verso il mondo."

    


Dall'album Images (il loro quinto, quello del 2018 - che segnò il loro come-back discografico dopo dieci anni di riflessioni, cambiamenti di personale e attività dal vivo), album che ha ricevuto tanti elogi dalla critica musicale, fanno parte, oltre a "Flow of Time" di cui sopra, anche titoli come "Julia's Dream" e "Words".



In attesa del nuovo album, chi è interessato a Images lo può reperire/ascoltare/scaricare qui:

Spotify, I-Tunes, Deezer  





Non possiamo non chiudere l'articolo con due dei brani dei Cage più amati dal pubblico: la versione acustica di "Words" (davvero splendida e al di sopra dei generi, corredata da un video che è, ancora una volta, un'opera d'arte in sé) e "Battleship", metal prog suite che vede tutta la strumentazione in grande spolvero e ci fa intuire cone dovevano suonare i Soundproof Red!



 Damiano Tacchini





Cage - canale ufficiale Youtube