5/20/21

Il Battiato "progressive"

 Nell'interno dell'album Pollution c'è questa nota:

Avviso
il 14 settembre 1972 in una località della Francia vi è stata l'assemblea di quasi tutti i Centri Internazionali Studi Magnetici i quali hanno rilasciato il seguente comunicato
Il 12 settembre 1972 a Imola (BO) Italia, è stato inaugurato il più grande stroboscopio magnetico esistente sul globo terrestre ed ha già dato esisti positivi. Da questi primi risultati positivi si è venuti alla determinazione di eseguire a data da destinarsi un nuovo esperimento così concepito: 18.000 persone provenienti dai nostri centri di studi magnetici dislocati in tutte le parti del mondo (scienziati, tecnici, collaboratori, ecc.) si spargeranno su tutto il suolo italiano e con apparecchiature magnetiche eseguiranno l'esperimento di bloccare per 24 ore tutti i veicoli a motore a scoppio a diesel circolanti in Italia. Questo secondo esperimento di portata mondiale servirà per far riflettere sul principio del ritmo magnetico sole-terra, per poter deviare l'umanità dalla catastrofe in cui sta per precipitare.
(Imola, 25 settembre 1972)
 
   









Le origini di Franco Battiato


      Album

FETUS (Bla Bla 1972)
Fetus / Una cellula / Cariocinesi / Energia / Fenomenologia / Meccanica / Anafase / Mutazione

POLLUTION (Bla Bla 1973)
Il silenzio del rumore / 31 Dicembre 1999 - ore 9 / Areknames / Beta / Plancton / Pollution / Ti sei mai chiesto quale funzione hai?

SULLE CORDE DI ARIES (Bla Bla 1973)
Sequenze e frequenze / Aries / Aria di rivoluzione / Da oriente a occidente

CLIC (Bla Bla 1974)
I cancelli della memoria / No u turn / Il mercato degli dei / Rien ne va plus / Propiedad prohibida / Nel cantiere di un'infanzia / Ethika fon ethica
All'interno di quest'album è inserito un libretto con foto e scritti. Questo disco è stato pubblicato anche in Inghilterra dalla Island contenente inoltre dei pezzi tratti da "Sulle corde di Aries"

M.ELLE LE "GLADIATOR" (Bla Bla 1975)
Goutez et comparez / Canto fermo / Orient effects

FEEDBACK (Bla Bla 1976 Doppio)
Fetus / Meccanica / Il silenzio del rumore / Areknames / Beta / Plancton / Pollution / Aria di rivoluzione/Sequenze e frequenze / Da oriente a occidente / Rien ne va plus / Propiedad prohibida / I cancelli della memoria / Ethika fon ethica
Alcuni brani di questo album sono accorciati ed altri sono formati da collage di più pezzi. Il disco è stato ristampato dalla EMI in due CD, LP e MC venduti separatamente con i titoli "1972" e "1973" e più recentemente dalla BMG con il titolo "Le origini".

BATTIATO (Ricordi 1977)
Za / Cafè-table-muzik

JUKE BOX (Ricordi 1978)
Campane / Su scale / Martyre celeste / Hiver / Agnus / Telegrafi

L'EGITTO PRIMA DELLE SABBIE (Ricordi 1978)
L'Egitto prima delle sabbie / Sud afternoon

FRANCO BATTIATO (Armando Curcio 1982)
E' l'amore / Fumo di una sigaretta / Lacrime e pioggia / Sembrava una serata come tante / Gente / Iloponitnatsoc / Bella ragazza / Lume di candela / Occhi d'or / Vento caldo / Marciapiede

GLI ANNI 70 (BMG Ricordi 1998)
Fetus / Meccanica / Areknames / Aria di rivoluzione/Sequenze e frequenze / Da oriente a occidente / Il silenzio del rumore / Rien ne va plus / Beta / Plancton / Pollution / Ethika fon ethica / I cancelli della memoria / No u turn / Propiedad prohibida / Cafè-table-muzik / Za / Campane / Hiver / L'Egitto prima delle sabbie / Sud afternoon

BATTIATO SPERIMENTALE (BMG 1998)
Box contenente i seguenti CD:
FETUS / POLLUTION / SULLE CORDE DI ARIES / CLIC / M.ELLE LE "GLADIATOR" / BATTIATO / JUKE BOX / L'EGITTO PRIMA DELLE SABBIE

FOETUS (Vinyl Magic 1999)
Energy / Foetus / A cell / Karyokinesis / Phenomenology / Mechanics / Anaphase / Mutation

M.elle "Le Gladiator", Battiato, Juke box e L'Egitto prima delle sabbie vennero ristampati dalla Orizzonte con l'aggiunta in copertina del triangolo azzurro in alto a sinistra simbolo della serie, mentre la ristampa successiva è priva del triangolo; L'Artis Records ristampò poi in CD tutti gli album da Fetus a L'Egitto prima delle sabbie tranne Feedback; le registrazioni di questi compact sono state ricavate dal vinile, essendo i master originali andati a quanto pare perduti.

Nel 1975 Battiato diede una serie di concerti con un gruppo chiamato Telaio Magnetico di cui facevano parte, oltre a lui, Juri Camisasca, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e Lino "Capra" Vaccina; nel 1995 la Musicando ha stampato un CD contenente alcuni pezzi tratti dai concerti di Reggio Calabria e Gela; i brani sono segnati con i seguenti nomi:
parte I / parte II / parte III / parte IV / parte V.





Eugenio Finardi a proposito di Battiato

 Arrivederci Franco.
Quando verrà il momento ci ritroveremo in un oceano di silenzio a contemplare attoniti la vastità dell’universo e sorridere commossi dall’ineluttabilità della natura umana. Conosco Battiato dal 1973, lo incontrai nell’ufficio di Gianni Sassi e mi appassionai alle sue sperimentazioni con i sintetizzatori. FETUS, POLLUTION, SULLE CORDE DI ARIES furono tra le colonne sonore di quel decennio straordinario di ricerca sull’espansione della consapevolezza. Franco era anche l’unico che aveva un VCS3, il sintetizzatore che usavano gli WHO, e gli chiesi di suonarlo nel mio primo album in SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE, un canto popolare riarrangiato a Rock.
Entrambi eravamo nell’agenzia di Angelo Carrara e fui testimone della sua “svolta pop” che in realtà fu una straordinaria operazione di reinvenzione della canzone italiana, abbattendo ma anche usandone tutti i luoghi comuni, anche sonori. Ricordo di essere entrato nello studio di Alberto Radius mentre Franco, Titti Denna, Giusto Pio e Filippo Destrieri si esaltavano cercando il suono “più brutto” per la iconica frase di BANDIERA BIANCA… Poi diventò “IL MAESTRO” ma quelli che lo conoscono bene sanno che accanto alla figura austera c’era un uomo spiritoso, autoironico, che amava gli scherzi e le battute. Era anche affettuoso e premuroso con chi gli era caro.
Ha cambiato dimensione il più “perfetto” dei cantautori. Quello che ha saputo meglio valorizzare ed equilibrare musica, testo, senso e scopo. Grazie.

 

  
     





Biografia di Franco Battiato fino al 1990 ca.



Nato a Riposto (CT) il 23 marzo 1945, Franco Battiato si è dedicato nel corso degli Anni Settanta alla musica elettronica e sperimentale, dando vita a LP come Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic e Mademoiselle Le "Gladiator".
Successivamente, egli si vota ad approfonditi studi musicali e comincia una lunga collaborazione con Giusto Pio, suo maestro di violino. Nel frattempo, continua la sua iniziazione spirituale, che lo vede sempre più attratto dalle dottrine orientali.
Album come L’era del cinghiale bianco e Patriots testimoniano del suo nuovo interesse per il motivo colto ed ironico. Il grande, meritato successo di pubblico arriva con La voce del padrone (1981), che s’insedia nei primi posti delle hit-parade e vi resta a lungo.
Genesi (1987) segna il suo esordio nella composizione di un'opera lirica; la più matura Gilgamesh seguirà nel 1992.
Altri suoi dischi importanti, tra la fine degli Anni ‘80 e l’inizio del decennio successivo, sono Fisiognomica, Giubbe rosse, Come un cammello in una grondaia.

 EMS VCS3 (1970)




     Nel dettaglio:

Trasferitosi a Milano a 19 anni, dopo aver terminato le scuole superiori, entra presto in contatto con l’ambiente musicale. È Giorgio Gaber, nel 1967, a produrgli il primo 45 giri. Alla fine degli Anni ‘60, l’interesse del nostro muove verso argomenti spirituali e la pratica della meditazione. Ne risentono, pure, gli aspetti artistici: allontanatosi dalla musica leggera, debutta con un 33 giri, Fetus (1971), dedicato allo scrittore Aldous Huxley, all’insegna d’uno sperimentalismo testimoniato dall'abbondante ricorso all’elettronica. Sulle stesse coordinate si muove il successivo Pollution (1972), che mescola Bach e Strauss ai consueti ingredienti. John Cage e Terry Riley sono, invece, i numi tutelari di Sulle corde di Aries (1973), ove due brani almeno - “Sequenze e frequenze” e “Aria di rivoluzione” - saranno a lungo 'must' nelle esibizioni live. In Clic (1974), diverse influenze e suggestioni, forse propiziate dall’amicizia con Karlheinz Stockhausen: “Propriedad prohibida” sarà, per parecchio, la sigla di TG2 Dossier. Segue un trittico di lavori di transizione, M.elle le “Gladiator” (1975), Battiato (1976, che  ne vede l’approdo alla Ricordi) e Juke Box (1977): in quest’ultimo ha inizio la collaborazione con un violinista della Scala, Giusto Pio, che avrà un ruolo di rilievo nello sviluppo del suo opus. Ne L’Egitto prima delle sabbie (1978), costituito da due lunghi brani, si ha sentore di quelle ripetizioni “minimali” che, l’anno dopo, saranno al centro di Music for Airports di Brian Eno. Un secondo mutamento di etichetta, in favore della EMI, segna il definitivo cambio di passo: L’era del cinghiale bianco (1979) annuncia il giorno nuovo - soprattutto nel brano che dà il titolo al disco e nel bellissimo “Stranizza d’amuri” - e Patriots (1980) fonde istanze sperimentali a suoni pop, tanto efficacemente da divenire oggetto di culto per le radio. Entrambi gli LP sembrano una sorta di prova generale per La voce del padrone (1981), mirabile sintesi delle più diverse materie,  la semplicità da classifica e l’eleganza ellittica dei testi, i ritmi ballabili e le finezze esotico-storiche. Più d’un milione di copie vendute fanno del cantautore siciliano un’autentica pop star: a conferma, egli licenzia brani di successo per diverse interpreti femminili, da Alice (che con “Per Elisa” vince nell’81 il Festival di Sanremo) a Milva (ad esempio, la superba “Alexanderplatz”, nell’82) a Giuni Russo (trionfatrice nella hit parade ‘82, grazie alla gradevolissima “Un’estate al mare”). Il ruolo, tuttavia, non deve piacere del tutto all’artista catanese, se già con L’arca di Noé (1982) s’inoltra in zone musicalmente ostiche - creando sconcerto nei fan più recenti, a causa, pure, dei testi criptici - e in Orizzonti perduti (1983) insiste sui medesimi tasti, provocando un'inevitabile contrazione nelle vendite. Un vertice lo raggiunge, tuttavia, in Mondi lontanissimi (1985), disco di sincretismo e di ricapitolazione, ricco di pezzi straordinari (“No Time No Space”, “L’animale”, “Chan-son egocentrique” e “I treni di Tozeur”, quest'ultima già eseguita nell’84, in coppia con Alice, sul palcoscenico dell’Eurofestival). È del 1987 la prima opera vera e propria di Battiato: presentata al Teatro Regio di Parma, Genesi (1987) ottiene buoni esiti di critica e pubblico, dando slancio a Fisiognomica (1988), ottimo lavoro in cui trovano posto, tra le altre, “E ti vengo a cercare” e “Nomadi”. Un anno più tardi, finalmente esce un doppio CD dal vivo, che include tre cose mai incise prima (“Lettera al governatore della Libia”, “Alexanderplatz” e “Mesopotamia”, dapprima affidata a Gianni Morandi). Il periodo forse più felice di Battiato si conclude qui, pur se in seguito rimarrà sempre assai attivo (con titoli quali Come un cammello in una grondaia, 1991; Caffè de la Paix, 1993; L’ombrello e la macchina da cucire, 1995; L’imboscata, 1996; Gommalacca, 1998). Malgrado non manchino canzoni di livello assoluto (da “Povera patria” a “Breve invito a rinviare il suicidio”, da “Strani giorni” a “La cura”, da “Shock in my town” a “È stato molto bello”), paiono latitare lo slancio, la forza, la capacità di stupire.




BATTIATO POLLUTION - L'ALLUCINATA MUSICA DELLA SALVEZZA

Articolo apparso su Ciao 2001, n. 12, 25 Marzo 1973

FRANCO BATTIATO DA TEMPO CONTINUA AD ANDARE AVANTI NELLA SUA STRADA INCONTAMINATA PER PORTARE A TUTTI UN MESSAGGIO UNIVERSALE D'IMPORTANZA VITALE: L'UOMO STA ANDANDO INCONTRO AD UN DESTINO TERRIBILE, GICCHE' LA TERRA DA LUI INQUINATA TENDE INESORABILMENTE A CACCIARLO DALLE SUE BRACCIA, SPINGENDOLO VERSO IL MARE.

Battiato è un furbo, Battiato è un genio, Battiato è un mistificatore. Battiato è un intellettualoide... Mai un personaggio, nella musica italiana, ha assunto, nei giudizi di critica e pubblico e nel suo stesso discorso artistico, un valore così ambiguo e controverso. Un solo disco, che, attraverso una struttura musicale in bilico fra tradizionalità più spicciola e avanguardia elettro-acustica, descrive l'evoluzione di un feto prima della nascita, ha imposto l'artista al centro dell'interesse (e della polemica) generale.
I suoi spettacoli violentissimi e la loro conturbante simbologia scenica hanno contribuito a creare fratture nette in chi lo giudica: e allora rimane soltanto chi lo esalta e chi, invece, lo distrugge.
Battiato continua per la sua strada senza curarsene, e bisogna riconoscere, al di là di qualsiasi posizione personale, che tale cammino è lontanissimo dalle autostrade della commercialità, che il suo discorso esistenziale (se sia intellettualoide o meno lo vedremo tra poco) è in ogni caso ricco di problematiche sostanziali e inquietanti.
Il feto è uscito alla luce, ha aperto gli occhi su un mondo inquinato: questa tematica di fondo si riallaccia soltanto apparentemente all'ecologia (argomento attualmente di gran moda), supera il discorso ecologico per inglobarlo in significati e messaggi più intimamente universali, più pericolosamente legati con l'equilibrio delle leggi naturali e col velo sottilissimo che nella psiche umana separa normalità e follia.
L'inquinamento è la preponderanza della tecnologia sulla natura, è il bullone crudele che trafigge lo spicchio di limone, è l'uomo alienato e geometrizzato, algebrizzato, scomposto, riavvitato come un meccano in costruzioni mostruose e pinnacoli di cemento armato più ambiziosi della Torre di Babele. La società politico-economica identificata come potere, come sistema, è padrone della logica del cemento armato, e le macchine sfuggono di mano ai creatori e costituiscono un potere a sé stante, senza più limiti: l'uomo non è ormai altro che una particella, un beta, disperso tra miliardi di gamma e di delta, una cosa amorfa che "non ha più la violenza nella mente", la facoltà di reagire, che non sa più di quale orrendo universo - incubo - faccia parte.
Questa, in sintesi, la tematica esistenziale, e quindi politica nel senso dell'azione e non di quello strettamente ideologico, di Franco Battiato. E la sua soluzione, la sua proposta, la sua reazione è quella più radicalizzata possibile: alla violenza che l'inquinamento impone, l'uomo deve opporre una violenza più grande, recuperata nel fondo di sé stesso finché ne è ancora in grado.
Ai suoi concerti la gente urla, ma man è più il classico isterismo dei fans della beat era. E' un urlo cerebrale, invece, è la mente che comunica alle viscere la lacerazione improvvisa della ribellione. Così, in scena, osceni involucri di plastica vengono violentati fisicamente sotto le luci stroboscopiche, e tutto procede in un simbolismo concreto che soltanto superficialmente potrebbe ricordare lo spettacolo-circo equestre di Alice Cooper, il vero "furbo".
Ma veniamo alla musica: quella che costituisce l'altro capitolo dell'espressionismo di Battiato, indissolubilmente legata alle sue tematiche sociali e poetiche, eppure anche autonoma e intimamente nuova, che procede inarrestabilmente verso la fusione della musica sinfonica moderna e della musica "concreta" contemporanea: l'uso dei due sintetizzatori VCS2 e VCS3, preponderante e teso all'evocazione non effettistica di un clima, e attraverso i quali vengono filtrati tutti gli altri strumenti - dal basso di Gianni Mocchetti, alla chitarra di Mario Ellepi, alle tastiere di Ruby Cacciapaglia, alla stessa voce di Battiato - ricrea atmosfere spaziali o subacquee; le voci d'organo sorgono spontaneamente dalla materia sonora restituendole un connubio sinfonico di marca strettamente contemporanea, che sembra riallacciarsi alle recenti esperienze di John Cale ("The Academy in Perly"). Per la sezione elettronica potremmo invece ricordare le parallele ricerche della Toronto's Expanding Head Band e le possenti costruzioni di Stockausen (con il quale, sembra, Battiato suonerà nel corso di un memorabile concerto che dovrebbe tenersi verso la fine di marzo).
Il drumming ossessivo dell'ottimo Gianfranco D'Adda costituisce l'elemento più marcatamente rock, e cioè il tramite, il veicolo che unisce la sperimentazione elettro-acustica alla musica sinfonica d'avanguardia.L'ultimo album, "Pollution", alla cui recensione particolareggiata nell'apposita rubrica vi rimando, è nettamente più completo e più vasto di "Fetus", e si intravedono, talvolta in forme ancora ibride e embrionali, le future possibili evoluzioni di una musica nuova e viscerale, il cui cammino obbligato conduce necessariamente a sfere complesse di ricerca, svincolate dalle matrici rock pur preservandone il carattere dell'improvvisazione e le tremende possibilità emotive. Il discorso di Battiato può essere giudicato intellettualistico, complesso, mistificatorio, ma una cosa è certa: se egli fa quello che fa per i soldi o per incantare i gonzi, ebbene, ha scelto la trada più difficile. A mio parere, il suo discorso non è fumoso: è invece complesso quanto basta per non confondersi con l'irritante mania della semplificazione e del compendio, vero male del secolo, che rende tutto anonimo e impersonale; il messaggio utilizza i canali di diffusione della rock music come media di comunicazione, i quali per definizione si rivolgono a un pubblico di massa, e non soltanto ad una ristretta élite magari intellettualmente più preparata ad una ricezione immediata.
Franco Battiato mi sembra sincero; anche perché mi sembra di scorgere, dietro alle complesse sonorità elettroniche della sua musica, dietro alla graffiante satira demistificatoria della scienza dei suoi testi, dietro il fascino concettuale e simbolico delle coreografiche degli spettacoli dal vivo, una ingenuità sconcertante e un idealismo senza compromessi. Nell'ultimo disco, la sua voce domanda varie volte: "Ti sei mai chiesto che funzione hai?", ed è proprio questa domanda che noi rivolgiamo a lui. Risponde: "La mia funzione è di realizzare me stesso scoprendo il mio ruolo su questa terra. La mia funzione è di dare qualcosa agli altri, sempre".
Io penso che possiamo crederlo. Battiato sta lottando anche lui per scongiurare all'uomo un destino terribile, quello di ritornare al mare, da cui fu originato, perché sulla terra potrebbe non esservi un giorno più posto per lui. Battiato sta tentando di evitare il singhiozzo disperato con cui si conclude il suo ultimo album, affinché nel futuro di un uomo, che di umano conserva ormai ben poco, non possa mai cantare, come nel brano "Plancton", con queste parole:
"...sotto il mare sta cambiando al mia struttura, e il mio corpo è sempre più uguale ai pesci. I miei capelli diventano alghe".


 L'album Clic originale (in possesso di Giorgio Salomon, Acrobati liquidi), autografato da Franco Battiato e Juri Camisasca


Battiato, intervista su Super Sound, 7 Gennaio 1974
È venuto nei nostri uffici per presentarci il nuovo album "Sulle corde di Aries", Franco Battiato, uno dei personaggi più emblematici della musica pop italiana. Quello che è balzato subito ai nostri occhi è il cambiamento, in primo luogo estetico, di Franco. Ma lasciamo che sia egli stesso a spiegarci questa sua metamorfosi. "In effetti per tre anni non ho fatto altro che distruggere il sistema che deploravo e che deploro tuttora, ma penso che ora sia venuto il momento di cercare di costruire, di proporre qualcosa di nuovo."
D: Che cosa propone Battiato oggi?
R: "Penso che ognuno di noi debba trovare la propria soluzione in se stesso; e questo è possibile solamente attraverso una purificazione della propria persona. È proprio questo il messaggio di tutta la prima facciata del mio disco. Quel bambino che seduto sul muretto guarda la madre è ognuno di noi che chiudendosi in se stesso torna puro e quindi bambino e può scrutare con estrema tranquillità l'orizzonte."
D. Quindi sei contrario a tutti i movimenti di massa, di qualunque colore essi siano?
R. "Non sono contrario ai movimenti di massa, ma li considero uno stadio da superare. Ognuno di noi all'inizio crede di avere gli stessi problemi dei suoi simili, ma facendo un'analisi più approfondita di se stessi ci si accorge che questo non è vero, oppure lo è solo in minima parte."
D. Questo per quanto riguarda i testi ed il loro messaggio recondito. Cosa ci puoi dire invece della tua musica?
R. "Definirei la mia musica terapeutica. Cioè ho superato la fase tradizionale e adesso do molta importanza al suono in sè stesso. Io lo creo e lo trasmetto in una determinata dimensione, poi ciascuno degli ascoltatori lo può far suo nella maniera in cui lo sente di più."
D. Quindi, ogni schema è per te superato?
R. "Direi di sì. Anzi deploro quei gruppi che si ostinano a dare importanza al passaggio di basso o alla rullata. Tutto ciò è per me completamente superato. Mi considero più un musicista classico che pop."
D. Non pensi che in questa maniera rischi di portare avanti un discorso troppo personale e di difficile comprensione?
R. "Forse si, ma se non facessi così, certamente dovrei ricorrere a dei compromessi e questo sarebbe per me un grosso handicap."
D. Cosa intendi per compromessi?
R. "Che potrei esprimere solo il 50 per cento di me stesso."
D. Sei stato spesso accusato di non seguire una strada personale, ma di rifarti a diverse matrici: rock, sinfoniche, musica elettronica. È vero?
R. "Guarda; per il rock è assolutamente falso, sono contro la musica sinfonica, mentre per quel che riguarda la musica elettronica è abbastanza vero anche perchè è l'unica musica che ascolto, soprattutto Stockhausen. Tuttavia, credo di seguire una strada piuttosto personale."
D. Che importanza dai ai testi in un contesto musicale?
R. "Tutto sommato abbastanza poca perchè penso che sia sufficiente per esprimersi la musica. Se vuoi una percentuale, direi: musica 90 per cento, testi 10 per cento."
D. Come giudichi l'attuale panorama musicale italiano?
R. "Salverei poche cose: gli Aktuala, i Saint Just e Alan Sorrenti."
D. Cosa pensi di un eventuale connubio tra musica e teatro?
R. "Credo che sia una cosa piuttosto superata. Infatti stiamo andando verso un'unificazione totale dell'arte."
D. Ti senti un artista?
R. "Non direi, direi piuttosto che la musica esiste in natura. L'importante è come la si riesce a cogliere."
D. Ritieni superati i tuoi atteggiamenti esibizionistici?
R. "Si, credo che tu ti riferisca al famoso manifesto pubblicitario, per quella foto non ho preso una lira ed è stata fatta a mia insaputa. Infatti ci eravamo dipinti la faccia per una foto con il mio vecchio gruppo, gli Osage. Un bel giorno ho visto la pubblicità per la strada."
D. Ci riferivamo anche alla tua famigerata apparizione televisiva in "Adesso musica".
R. "Quel giorno mi divertii veramente. Tuttavia ammetto di avere sbagliato anche se non fu solo colpa mia."
Questo per quanto concerne il nuovo Battiato. Per quel che riguarda il disco vi rimandiamo alla recensione.

















5/16/21

Oggi si festeggia Robert Fripp...

... nel suo 75. genetliaco.





Come sempre, è festa doppia a casa Fripp, in quanto la data - 16 maggio - è la stessa del suo anniversario di matrimonio con l'attrice e cantante Toyah Willcox. La coppia convolò a nozze nel 1986. 



Robert Fripp è i King Crimson e i King Crimson sono lui. Non sorprendono i vari cambi di formazione della band nel corso dei decenni: il leader dei Crimson ha sicuramente un carattere non facile. Litigò con David Bowie perché ritenne di essere stato truffato dei diritti che gli spettavano per la sua partecipazione agli album Heroes e Scary Monsters. Non un carattere facile ma... sa essere autocritico. Una volta disse di sé: "Quando iniziai a suonare la chitarra, ero stonato e non possedevo il senso del ritmo". 




Grande ingegnere del suono progressive: Robert Fripp  









5/15/21

La saga dei Malaavia

 Tre album nel loro palmares:


Danze d'Incenso, 2004; Vibrazioni Liquide, 2008; Frammenti Compiuti, 2014.


   "Deus dementat?" Da: Vibrazioni Liquide


Leggiamo su Prog Archives, che è un po' la Bibbia - o forse l'elenco telefonico -, in inglese, del prog internazionale:


>> Their music is symphonic prog in the Italian tradition with some Arabic and modern experimental sounds. This makes the music a fusion of different expressions. The closest comparisons from the seventies scene could be bands like OSANNA and SAINT JUST. Lino Vairetti from OSANNA makes a guest appearance in one track in their debut album "Danze D'incenco". This album has strong keyboard work by Oderigi Lusi and the vocal sections between the male singer & guitarist Pas Scarpato and female singer & flautist Solimena Casoria are especially delicate. <<


Sono notizie non aggiornate.

I Malaavia si sono sciolti nel 2017, diciamolo fin da subito. Tuttavia la loro storia non è completamente finita, essendo uno dei suoi iniziatori attivissimo e pronto a far debuttare i Malaavia 2.0, sotto il moniker Sud Arkhé. Costui risponde al nome di Pas Scarpato ed è tra l'altro il compositore e musicista (basso, chitarra) che aveva traghettato l'idea, il concetto e i suoni dei Malaavia da Napoli a Bergamo. 

Anche Sud Arkhé si prospetta essere non un semplice gruppo, bensì un intero circolo culturale, essendo coinvolte, nelle performances, altre forme di arte. Ma circa i Sud Arkhé avremo ancora tempo e occasione di parlare, poiché è in lavorazione un loro CD.

A questo proposito, occorre porre l'accento sulla sensibilità artistica e sull'attenzione di Massimo Orlandini (Ma.Ra.Cash Records), promotor di gruppi e di stili spesso presi sotto gamba (dal grande pubblico, ma non, per fortuna, dalla critica più accorta).

 Pas


Lo stesso Pas Scarpato, a proposito di sé e della propria storia, ci racconta:

"Non sono un cantautore. Ho sempre lavorato con delle band dove, oltre che suonare, scrivevo tutto io e arrangiavo. Come le altre, anche Sud Arkhé è una mia creatura. Mi piace rapportarmi ad altri musicisti con bagagli di esperienze diverse. Io e gli altri compagni d'avventura siamo grati a Massimo Orlandini perchè è stato il primo a credere nel potenziale della band e tuttora sostiene i nostri progetti."



   "Lakmidi"

Per chi ama inquadrare la musica in generi e sottogeneri: con i Malaavia stiamo calpestando il terreno del progressive folk, anche se i confini sono vaghi. Le influenze dichiarate di Pas Scarpato e dei suoi accoliti: gli Osanna, la PFM, le Orme, ma anche Compagnia di Canto Popolare, Teresa de Sio, Pino Daniele... e Battiato.


   Tutto iniziò con/da i Blue Tango. "Cafè" (Blue Tango dal vivo, 1998)


All'epopea dei Malaavia venne data la stura alla fine degli Anni Novanta e l'idea non arrivò proprio dal nulla: già allora i musicisti in questione avevano raccolto un'eredità, ossia quella dei Blue Tango, attivi a Napoli. Pas Scarpato fu accompagnato, nella nuova avventura, dai membri superstiti di quella formazione, ovvero il pianista Oderigi Lusi (noto oggi forse soprattutto per La Stanza dei Burattini) ed Egidio Napolitano (maestro di percussioni). A loro si unì Tullio Ippodamia, bassista (che di recente ritroveremo nei Summani), oltre a Solimena Casoria (flauto, vocalist) e al tastierista Antonio Casoria.

Nomi che suonano mitici; e in molti sensi lo sono anche i personaggi in questione. 

I Malaavia entrarono ben presto nel circuito musicale comprendente veri e propri "brand" viventi quali Napoli Centrale, Enzo Avitabile e Alan Wurtzburger. Vennero scritturati come gruppo di accompagnamento di Giovanni Mauriello, storica voce di NCCP (Nuova Compagnia di Canto Popolare).

 Pas Scarpato


   Malaavia + Solisti Dell'Anima, Santuario di Visciano (AV), 1999



Giunse il decennio Duemila, il "millennium bug" risparmiò il mondo civile insieme alla sua ormai vasta rete informatica e Pas Scarpato e Oderigi Lusi si ritrovarono a collaborare con membri del Banco e delle Orme: un sicuro riconoscimento della loro bravura. Iniziò un sodalizio con il batterista Lucio Fontana (altro maestro, proveniente dal conservatorio) e la band condivise il palco con i Solisti Dell'Anima, noto quartetto d'archi partenopeo. Già nel 2002 però ci fu una cesura importante: Fontana e Oderigi Lusi presero altre strade e Pas Scarpato si trasferì a Bergamo, deciso a rivitalizzare il progetto Malaavia.

Fondamentale l'incontro con Raoul Caprio e con il già citato Massimo Orlandini, della label Ma.Ra.Cash, cui seguì la realizzazione del primo concept del gruppo, Danze d’Incenso. Tra gli ospiti dell'album figurano Lino Vairetti degli Osanna, Giovanni Mauriello - NCCP, come già accennato - e Michele Mutti de La Torre dell’Alchimista.  


Danze d'Incenso contiene 22 canzoni che costituiscono le tre parti del disco - denominate "sequenze" -, con un gran lavoro alle tastiere di Oderigi Lusi. Molti i riferimenti colti, come "Coda Di Luna Calante" che richiama a D'Annunzio (forse alcuni di noi ricorderanno: "O falce di luna calante / che brilli su l'acque deserte, / o falce d'argento, qual mèsse di sogni / ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!") e si ha peraltro, nel brano "Ombre", un intervento tenorile in latino. 


Testi: Pas Scarpato
Musiche di Pas Scarpato e Oderigi Lusi in collaborazione con Antonio Casoria ed Egidio Napolitano.
Il testo di "Vivi Nascosto" è stato scritto da Matilde Mayla Nuzzo.
Il brano recitato in "Coda di luna calante" è tratto da "Falce di luna calante" di Gabriele D'Annunzio.

Progetto di Massimo Orlandini, Pas Scarpato, Oderigi Lusi, Raoul Caprio.
Produzione artistica: Oderigi Lusi, Peppe Sasso, Pas Scarpato.
Arrangiamenti: Oderigi Lusi, Pas Scarpato.
Orchestrazione e direzione: Oderigi Lusi.

Collaboratori ed ospiti:

Michele Mutti (La Torre dell’Alchimista): Sintetizzatore su "Gnoti sautòn"
Lino Vairetti (Osanna): Voce su “Abraham, where is the land?” 
Giovanni Mauriello (Nuova Compagnia di Canto Popolare): Voce su "Kyrie eleison"

Franco Malapena: Mandolino e voce tenore
Stefano Larizza: Voci corali
Giulio Cozzuto: Chitarra solista
Umberto Muselli: Sax tenore
Paolo Sasso: Violino elettrico, violino acustico e viola
Peppe Sasso: Programmazioni e campionamenti, violino acustico, sax soprano, fiati irlandesi, diamonica
Omayyash Kuswami: Tromba, flicornino in Sib
Jaspo Kurson-Florini: Trombone a tiro
Giorgio Zambonini "Zambo": Chitarra solista in "Coda di luna calante"
Mario Santaniello: Fotografie digitali, giusti consigli e immensa compagnia durante le sessions

Donato Zoppo: Reporter per www.movimentiprog.net

Line-up: 

Oderigi Lusi: Organo Hammond b3, pianoforte acustico, piano rhodes, tastiere, sintetizzatori, programmazioni, fisarmonica, voce corale
Pas Scarpato: Basso elettrico e acustico, chitarre acustica, classica, elettrica; voce solista
Lucio Fontana: Batteria
Solimena Casoria: Flauto traverso, voce
Egidio Napolitano: Percussioni e rumori d’ambiente


   I Malaavia (da Napoli... e da Bergamo) non ci sono più da qualche annetto, ma Pas Scarpato ci ha già informati: presto arriveranno novità da... Malaavia 2.0, ovvero "Sud Arkhé"! Stay tuned.

Nel 2003 nasce “La Carovana dell’Interiorità”, gruppo di estimatori della band e delle sue tematiche trascendenti, che si organizzerà online. Eh sì, perché, riguardo ai temi e ai testi dei Malaavia, vediamo che vengono affrontati argomenti introspettivi e addirittura filosofici, con una tendenza all'esoterismo. E anche la musica si inquadra in quello che loro, i Malaavia, definiscono "art rock esoterico". Chiaro che i testi hanno un ruolo di primo piano! Si parte dall'interno, poi però l'obiettivo si allarga e tali introspezioni vengono proiettate nel mondo circostante, con il focus su temi sociali.


Proprio l'altro giorno, Pas Scarpato ci confermava:


"Sì. I testi sono altamente introspettivi, frutto di esperienze personali di ricerca interiore. E il secondo step della ricerca è il calarsi nella realtà. Cosa che abbiamo sempre fatto."




Dopo aver aperto alcuni show per il Banco del Mutuo Soccorso, per Gianni Leone del Balletto di Bronzo, per la PFM e addirittura per gli Yes (vedi foto soprastante: Malaavia con guest Tony Pagliuca sul palco di Yes e PFM. A quella data seguì un tour, organizzato da Orlandini e da Iaia de Capitani, manager della PFM), nel 2008 la nuova formazione realizza il secondo studio album, Vibrazioni Liquide, pubblicato stavolta dall'etichetta Multiforce (di Tiziano Giupponi).



Songs / Tracks Listing

Libro primo
Intra moenia: Movimenti di spiriti inquieti


1. Deus dementat? (5:17)
2. Lakmidi (5:33)
3. Listen To The Voices (4:47)
4. Vagando (7:24)
5. Intro la rosa (1:11)
6. La rosa (5:52)
7. Il cedro (2:48)
8. Elevazione (recitativo) (3:49)
9. Salmo di Lode Universale (1:58)

Libro secondo
Extra moenia: Stati superiori dello spirito


10. Stati superiori (suite in 5 movimenti) (13:41)
I. La crisi
II. Il sonno
III. Il risveglio dello spirito
IV. Canticus (hora est!)
V. Beatitudine

Total time: 52:22


Line-up / Musicians


- Pas Scarpato / bass, classical and acoustic guitars, tammorra, vocals
- Joe La Viola / flute, sax, oboe, samples
- Helèna Biagioni / vocals
- Jacov Leone / drums, drums programming
- Donato Zoppo / recitative vocals
- Fabrizio Garofoli / Piano
- Sebastiano Mazzoleni / keyboards

Guest musicians:
- Gianni Lamagna / vocals
- Francesco Magni / vocals
- Sophya Baccini / vocals
- Enrico Iglio / vintage keyboards
- Eris Salvador / tenor vocals
- Fabrizio Frigeni / guitar
- Davide Rossi / organ, piano
- Francesco Napolitano / viola
- Chiara Boldreghini / vocals
- Alfio Costa / organ, minimoog, mellotron
- Christian Monje / didgeridoo


Ricordiamo la figura di Fabrizio Garofoli, pianista in studio e dal vivo in Vibrazioni Liquide, scomparso il 30 aprile 2021.

E anche ad un altro importante musicista che ha partecipato a questo album occorre purtroppo dire "Requiescat In Pace": a Francesco Magni, "lo chansonier di Brianza", grande amico della band e che ha prestato la sua voce nel brano "Il cedro". Magni si è spento il 12 gennaio 2021.

 Pas insieme a Francesco Magni (Premio della Critica a Sanremo nel 1980)


Superato un periodo di stasi nel 2009, la line-up si arricchisce di Shana Stucchi, vocalist dall’impostazione teatrale, e di Carlo Leone, il quale gestirà tutti i suoni in studio dei Malaavia. Alla fine del 2014 esce, di nuovo per Ma.Ra.Cash Records, Frammenti Compiuti, un album nel quale i Malaavia mettono a frutto tutte le esperienze accumulate negli anni per dar vita a un sound rinnovato e forse ancor più progressivo. Ma la vera originalità consiste nelle atmosfere mediorientali. D'altronde, l’incontro con il poeta e traduttore dall’arabo Francesco Medici ha offerto a Pas Scarpato lo stimolo per trasporre in musica una prima lirica ("Canto Sufi") di Ameen Rihani, poeta arabo della diaspora.

Qui svolgono un gran lavoro di composizione il batterista Giacomo "Jacov" Leone e la tastierista Michela Carrobbio. La voce nel disco è di Shana, ma nella tournée che seguì ritornò Helèna Biagioni (dopo una maternità).






“La Carovana dell’Interiorità” dei Malaavia si è rimessa in cammino...


   "Specchi del tutto" Da: Frammenti Compiuti


Da una recensione: 

>> Terzo album per la band orobico-partenopea con una line-up rinnovata, come è nella tradizione del gruppo. I temi filosofici ed esistenzialisti sviluppati in musica e testi costituiscono da sempre il marchio di fabbrica di questa formazione che ha saputo inventare il filone del new-prog esoterico. <<





A questo punto i Malaavia sono:

Pas Scarpato: voce, chitarre, synt guitar

Jacov Leone: batteria e campionamenti 

Michela Carobbio: tastiere, voce 

Shana Stucchi: voce solista

Gionata Giardina: percussioni, pianoforte

Piero Pasini: basso elettrico e contrabbasso

 

In alcune date dello spettacolo "Frammenti Compiuti" è stato presente il bassista Piero Pasini, al quale è presto subentrato Carmelo Vecchio. Durante la registrazione dell'album, il basso è stato suonato da Pas, come del resto già accaduto per i due album precedenti.


La band "chiude i battenti" per così dire dopo un ultimo concerto al Teatro Qoelet di Bergamo, nel 2017. Da allora, Pas Scarpato si è dedicato alla musica folk e di ricerca. A breve, il suo primo album con il Collettivo Sud Arkhè. 

Nei Sud Arkhé sono presenti la tastierista Michela Carobbio e la vocalist Helèna Biagioni, entrambe provenienti dai Malaavia. 

Parallelamente, Pas Scarpato collabora con il bassista Carmelo Vecchio in un altro progetto che riguarda il jazz italiano: il Mocamblue (Mocamblue su Faceboook). 

 Pas Scarpato qui sul palco con Helèna Biagioni e Antonio Nardelli ('Rua Parthenope'). Si trattava di un recital di canzoni  napoletane classiche e di rivista. Helèna canta perfettamente in napoletano, sia antico che coevo. Probabilmente è l'unica bergamasca D.O.C. a saperlo fare... 



   Un momento di raccoglimento intorno alla figura del poeta Ameen Rihani

   
E, per concludere:

   
   
   "Lei ballando va", brano dei Sud Arkhé con Tiziana Radis


5/10/21

Liquid Tension Experiment: '3' è la loro ultima volta insieme?

 Liquid Tension Experiment: 

3 è stato forse il loro ultimo album? 

Liquid Tension Experiment, l'album uscito ad aprile. 2 CD, etichetta Inside Out

 


[Ca. 22 anni dopo l'uscita di 'LTE 2', ecco 'LTE 3'! E  tra i quattro vecchi orsi del progressive rock risulta esserci ancora tanta sintonia.]

 


Il progetto parallelo dei Dream Theater, voluto dal batterista/percussionista Mike Portnoy (Transatlantic, Sons of Apollo ed ex Dream Theater) e che include il tastierista Jordan Rudess (Dream Theater), il celeberrimo bassista Tony Levin (King Crimson, Peter Gabriel) e il chitarrista John Petrucci (Dream Theater), rischia di essere arrivato alla fine con questo - nonostante tutto eccellente - terzo album. Già nelle interviste precedenti all'uscita del medesimo, Portnoy lasciava intendere che c'erano state difficoltà (soprattutto con la sua casa discografica Magna Carta, che non aveva mai voluto una 'reunion' del superquartetto) e che un disco n. 4 è poco probabile. 

Portnoy: 

"3 lo abbiamo registrato tra un impegno e l'altro con i nostri gruppi-madre. Durante la registrazione di un album a New York, mi sono imbattuto nei miei compagni di Liquid Tension Experiment, impegnati a loro volta con un album dei Dream Theater. Jordan Rudess era appena uscito dallo studio quando mi sono precipitato con la macchina fotografica per immortalare me stesso con Jordan e con John Petrucci. Tony Levin, come al solito, è arrivato dopo, unendosi a noi quando è stata l'ora delle recording sessions..."

 

Sono troppi impegnati tutti quanti e, forse, le sonorità dei Liquid Tension Experiment sono assai simili a quelle dei Dream Theater!
Questa è stata la seconda reunion (dopo quella del 2008). Ce ne sarà un'altra tra dieci o venti anni??






5/08/21

Novità (quasi-novità) Marillion

 Il 28 maggio i Marillion pubblicheranno l'album dal vivo With Friends At St. David's, registrato nel novembre 2019 a Cardiff (Galles).

Il preludio all'album è stato dato dalla loro collaborazione con In Praise Of Folly, quartetto d'archi "based in Belgium" con cui nel 2019 hanno registrato il disco With Friends From The Orchestra. Con il supporto di Sam Morris (corno) ed Emma Halnan (flauto), hanno allora creato un album davvero eccellente (vedi video sottostante) con re-interpretazioni di molti dei brani "marillioniani" più apprezzati.


In quello stesso anno 2019 i Marillion sono andati in tour con le versioni speciali delle loro canzoni, presentandosi al pubblico sotto una luce nuova (più elegiaca e romantica, meno rock) e aggiungendo alla scaletta highlights del tipo di "Gaza" e "Zeperated Out".

***

Con With Friends At St David's, i nostri Steve Hogarth – voce, tastiera, chitarra, percussioni -, Steve Rothery – chitarra -, Pete Trewavas – basso, cori; chitarra, campionatore ed effetti aggiuntivi -, Mark Kelly – tastiera, campionatore ed effetti, programmazione, cori - e Ian Mosley – batteria, percussioni - non solo offrono una brillante performance visiva e acustica, ma ci mostrano anche quali meraviglie possono nascere quando vengono attraversati i confini dei generi musicali.

La novità discografica serve anche ad accorciare un po' l'attesa del loro prossimo lavoro in studio. Il successore del famoso F*** Everyone And Run (F E A R) (discone che ha avuto buon riscontro commerciale) è parecchio agognato dai fan...

Marillion in una foto recente. Nell'era post-Fish, con Steve Hogarth alla voce, la band ha calpestato nuovi sentieri sonori. Il periodo "hogarthiano" si inquadra dal 1989 al 2004. Oggi (anche per il loro distanziamento dall'industria discografica e il tentativo di autoprodursi anche tramite crowdfunding) sono addirittura più oltre - e difficilmente possono inquadrarsi nel filone "neo-progressive".


Novità Glass Hammer

Lo sappiamo: le leggi del mercato sono dure. Glass Hammer, celebre gruppo progressive 'made in USA' esistente fin dal 1992, si arrangia così:

>> Non su CD né su vinile, non su iTunes e neppure su Amazon o siti consimili. Lo trovate solo sul nostro sito web! In vero formato 'wav'. E per questo i files hanno tale qualità! <<
A Matter Of Time - album-novità dei Glass Hammer, in esclusiva nel negozio della band - al link:




   "Lliusion", dall'album A Matter Of Time