11/13/20

'Barrett' (1970)

 13 novembre 1970. Appena dieci mesi dopo la pubblicazione di The Madcap Laughs, esce il secondo long playing solista di Syd Barrett.

Barrett - così si chiama - è interamente prodotto da David Gilmour e vede Richard Wright alle tastiere.



Dopo questo sforzo, Syd si ritirerà a vita privata. 

 "Barret" (con una 't') significa "il berretto". The Madcap Laughs può tradursi con: "Testamatta ride", dove il "cap" di "Madcap" ha anche il significato di "berretto"...


Syd Barrett, co-fondatore e anima dei Pink Floyd "prima maniera", sarebbe spirato il 7 luglio 2006, sessantenne, nella casa di Cambridge in cui da tanti decenni viveva insieme alla madre. Le cause della morte sono state fatte risalire alle complicazioni per il diabete, malattia di cui soffriva "Diamante Pazzo" (così lo ribattezzò Roger Waters nella splendida canzone "Shine On You Crazy Diamond", contenuta nell'album-omaggio Wish You Were Here).



           
 



A 14 anni, Barrett è un talento precoce: sulla prima chitarra compone allucinate canzoni jazz e blues. Proprio dai due bluesman preferiti, Pink Anderson e Floyd Council, Syd conia il nome del gruppo che ha messo insieme, con Waters, Mason e Wright, nella natìa Cambridge: sono i Pink Floyd e l'anno è il '66.
I primi singoli dei Floyd - "See Emily Play" e "Arnold Layne" - sono uno shock per la musica inglese. Frasi musicali tortuose e oscillanti si incastonano in un ritmo cangiante o indefinibile, per esplodere in melodie di cristallina bellezza. In un locale londinese, l'Ufo, i Pink Floyd si producono in ottime esibizioni ed è lì che Syd inventa il "Light Show": un primo passo verso la psichedelia. 

 In Relics sono contenuti i primi single e altre prove di banco dei Pink Floyd.




Per il gruppo, il successo arriva con l'album d'esordio The Piper at the Gates of Dawn (1967). In piena epoca Beatles, con alle porte la rivoluzione del Sessantotto, il disco, composto quasi totalmente da Barrett, presenta testi intrisi di fiaba e di sogno mescolantisi a melodie eteree. Nove brevi gioielli: da "Matilda Mother" a "Interstellar Overdrive", da "Lucifer Sam" a "The Gnome". Un disco persino troppo avanti con i tempi, che ottiene comunque un immenso riscontro e proietta i Floyd sulle prime pagine delle riviste specializzate. 




Ma per Syd "successo" è sinonimo di "stress", leggi: panico da concerto, nevrosi. La massiccia assunzione di LSD si fa sentire: il leader dei Pink Floyd fa fatica a suonare in pubblico, scrive liriche sempre più allucinate, spesso pronuncia frasi sconnesse. Il gruppo, preoccupato, lo sostituisce per i concerti con un giovanissimo chitarrista di nome David Gilmour.
Il trionfo di Dark Side of the Moon e The Wall (centinaia di milioni di copie vendute!) arriva in un'epoca post-Barrett: Syd si era già ritirato dalle scene e conduceva a Cambridge una vita da recluso. Rimase comunque, fino alla sua definitiva dipartita, una figura di spicco del progressive rock e della musica in generale, punto di riferimento anche per le nuove generazioni di artisti. 

 Syd nel 1975



Opel è un'antologia "barrettiana" uscita la prima volta nel 1988. Contiene brani registrati nel periodo tra il 1968 e il 1970, oltre a versioni alternative di tracce presenti su The Madcap Laughs e Barrett.

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