Copertina fantascientifica. Il tema che lega quasi tutti i brani dell'LP: la fine del mondo.
#progrock #artrock #symphonic
#rock #music
Time to Turn (1982).
Time to Turn fu suonato dalla stessa formazione di Planets (ma senza Jim McGillvray, che era poco apprezzato dai fan del gruppo e aveva abbandonato per via di incomprensioni durante la registrazione dell'album precedente, sostituito alla batteria da Randow, già nella band dal 1972 al 1975).
La storia narrata da questo concept non è che la continuazione di Planets, che, per volere della EMI/ Electrola, non divenne un doppio album come invece avrebbe voluto Bornemann.
La lunghezza dei brani va da 4 minuti e mezzo a ("End of an Odissey") 9 minuti e mezzo.
Gli Eloy tengono viva la fiaccola del progressive rock anche negli Anni Ottanta.
Performance (1983).
Stessa etichetta e stessa line up ma cambio di stile in questo che è l'11° album in studio degli Eloy, con un Frank Bornemann a discutere con il resto dei membri, i quali premevano per un "miglioramento dei costumi di scena" e un suono più Anni '80!
In Germania imperava la Neue Deutsche Welle (una variante del punk e della new wave) e Frank dovette abbassarsi a rinunciare al suo leggendario basco e ad assumere una pettinatura alla moda. I compromessi da lui accettati a denti stretti e le scintille con gli altri quattro si avvertono (e si sentono) benissimo nel corso delle 7 tracce.
Alla maggior parte dei fan, Performance non piacque né per i contenuti musicali né per come si presentava visualmente. Le vendite furono più che deludenti. Così gli Eloy decisero di tornare a fare... gli Eloy.
Metromania (1984).
Frank Bornemann non era soddisfatto con la situazione, per via del calo di vendite ma non solo. La band avrebbe dovuto fare da apripista per i Marillion ma la EMI decise di cancellare quei concerti, per tema che gli Eloy sul palco eclissassero il gruppo inglese.
Metromania è il ritorno alle antiche virtù della band e sia i supporters che i critici apprezzarono pienamente. Ci fu un invito della BBC e i due concerti in terra inglese - nel leggendario 'Marquee Club' - furono un successone.
In Metromania, le chitarre sono più dure del solito ma i sintetizzatori (Hannes Folberth, Hannes Arkona) lavorano davvero a tutta canna, sebbene la musica non sia quella "sferica" di album come Planets.
Il protagonista di questo concept vive in un mondo dove computer e androidi hanno il comando; lui siede sul tetto di una casa e fa musica, sognando intanto di scappare altrove.
Quindi, di nuovo sulla cresta dell'onda? Ahiloro, no! Invece di emergere più forti e più motivati dalle esibizioni nell'Isola di Albione, torna a rinfocolarsi il dibattito sulle posizioni artistiche di ciascuno. Il terreno si è rinsecchito, i musicisti sembrano non avere proprio più nulla in comune. Tutto ciò che definiva gli Eloy - lo spirito, la magia, il carisma e la gioia di suonare - è svanito. Perciò, si separano con un "ciao e grazie".
Uno dei brani da un album mitico: "Decay of the Logos", da Ocean
Un nuovo tastierista... per ricominciare. Michael Gerlach e Frank Bornemann si incontrarono nel 1985. Gerlach, cresciuto a Berlino, veniva da una famiglia di musicisti. Studiò pianoforte, ma era destinato a dedicarsi agli strumenti a tasti elettronici oltre che diventare produttore di band in stile "gothic". Gli Eloy si erano sciolti ma Bornemann già scriveva nuovo materiale e, in compagnia di Gerlach, decise di dare la stura a un nuovo inizio (l'ennesimo). Insieme ad alcuni collaboratori ingaggiati per l'occasione, Frank Bornemann e Michael Gerlach registrarono Ra (1988) e, quattro anni dopo, Destination.
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"Voyager Of The Future Race" (live 1988).
- Hannes Folberth: keyboards
- Klaus-Peter Matziol: bass
- Bodo Schopf: drums & percussion
La trilogia su Giovanna d'Arco
By the rays of the morning lightDriven by confidence insideShe's leaving her home without a wordWith sadness in her heartSnow is falling to the groundThe winter's wind is piercing coldGoing through the garments on her skinOn the way to VaucouleursBehold the virgin of DomremySo pure and fearless in her heart insideReady to fight for our LibertyUntil the day we all will be forever freeAt last inside of the castle's wallShe's talking about her heavenly callHer aura irresistible – penetrating mind and soulIn belief we decide to follow heroChinon where the King dwells in despair(Now) We're departing Vaucouleurs 6 guardians at her sideBehold the virgin of DomremyWe place reliance in her holy missionWe pray for her in humilityMay the angels of heaven guide her on her way















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