lunedì 20 luglio 2020

Dove comincia il viaggio? (Jana Draka)

Dove comincia il viaggio?
Il viaggio per i Jana Draka è già iniziato: nel dicembre scorso. Dopo - comunque - qualche anno di preparazione. Titolo dell'album di debutto: Where the Journey Begins. (Pronunciato in maniera affermativa.) 
Ecco, qui sotto, il trailer. Che però - ma è ovvio - non dice tutto della completezza e ampiezza dell'opera.



Il giovane quintetto (leggiamo che i Jana Draka sono, per tre quinti, originari di Cosenza) è "based in Rome". Si tratta di musicisti purosangue, alcuni di loro con titoli accademici e ruoli di docenza musicale, altri con una lunga esperienza "sul campo" (militanza in diverse band). 


Spirit flies to the sky
To my conception of reality I say goodbye
I see visions of eternity beyond space and time
I fly far beyond existence.
Light crystallized in jems, true forms of themselves
I think about my memory, trying to remember who I am. 
                 ("Coming Home") 

Sono uno di quei gruppi che fanno abilmente la spaccata tra il progressive Anni '70 e il metal. Anzi: diciamo pure che fanno parte di quella schiera di band odierne capaci di traghettare le sonorità "classiche" verso sponde più attuali. (Anche al di là del Prog 2.0, o "neoprog" o...) E a loro riesce in maniera naturale, per cultura e posizionamento spaziotemporale.

     Ascolta l'album su Youtube
 

Where the Journey Begins è ben strutturato, con un impianto "hard" e "dark", ma punteggiato da momenti di lirismo sotta forma di sognanti madrigali pianistici (nell'"Overture", in "A Gem's Last Moment" che ci ricorda il miglior Banco... in "Limbo", dove però la poesia sa più di Eric Satie. E che dire del dolce "Notturno" in chiusura?). 
Il pezzo più lungo dell'opus - opus che è di ben 54 minuti totali - è il secondo, "Coming Home", che dura poco più di 8 minuti. Gli altri sono di lunghezza media (3-4 minuti), ma ben concatenati, e ciascuno di essi trova la giusta collocazione nel CD. Tutto è ideato per intrattenere  l'ascoltatore, intrattenerlo nonostante i toni accorati e a tratti foschi. Abbiamo a che fare con un'abbondanza che soddisfa.



"Salem" e "Daydream" sono i due brani prescelti dai componenti della band per uscire come single, mentre "A Gem's Last Moment" era già uscito come single ancor prima della realizzazione dell'album.





I testi di Where the Journey Begins sono permeati dal dubbio e dallo smarrimento tipici dei cavalieri odierni dello Sturm und Drang. Le canzoni parlano della paura della perdita della padronanza di sé durante il viaggio nella vita... Una peregrinazione che, più per aderenza alla realtà che non per una propensione al Romanticismo, diventa un percorso a tappe nell'Incognito.

Take my hand, my heart and my fate
Take the spirit of my cry before it’s too late
And bring me home,
To the place where I’m safe
You lead me into the Storm
Above the way and the path revealed
Through skies and stars and much further
I’ve come, my journey’s not over.
                ("Carcosa")


Beh, sì. Anche là dove ci parlano di satiri e di "cancelli color cremisi" e di fate e di uomini "dannati per aver letto il Necronomicon", i Jana Draka ci raccontano di ora e di qui.




Tracklist: 
1. Overture (2:46)
2. Coming Home (8:12)
3. Salem (3:52)
4. The Outsider (5:35)
5. A Gem's Last Moment, Pt. 1 (3:20)
6. A Gem's Last Moment, Pt. 2 (4:48)
7. Carcosa (4:45)
8. Limbo, Pt. 1 (1:54)
9. Limbo, Pt. 2 (2:43)
10. Limbo, Pt. 3 (5:47)
11. Daydream (4:36)
12. Awaken (3:53)
13. Notturno (2:41)

I Jana Draka sono:
Valerio Magli: voce solista, basso 
Danilo Pantusa: chitarra elettrica, chitarra acustica, cori
Giorgio Belluscio: tastiere, synth, cori
Federico Aramini: pianoforte, tastiere
Valentina D'Angelo: batteria, percussioni, e-drums, cori


Ospiti nell'album:
Sara Mun: canto nella traccia 3
Lorenzo Caristi: batteria nella traccia 12
Benedetta Manfrinetti, Chiara Scordino, Alice Guercio, Veronica Bartolomei: coro femminile nelle tracce 4 e 12

Cover Art (immagine suggestiva e misteriosa!): Rachele Morganti
 
 

 

Interessante anche l'EP Introspection, uscito già nel 2016 e che li vede veramente "duri" e "cattivi" all'opera; ad ogni modo allora con qualche elemento diverso nelle loro fila.



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